II-II, q. 47 a. 16
Se la prudenza possa perdersi per dimenticanza
Quaestio 47 · Della prudenza considerata in se stessa
Obiezione 1: Sembra che la prudenza possa perdersi per dimenticanza. Infatti, poiché la scienza riguarda cose necessarie, è più certa della prudenza che riguarda materie contingenti di azione. Ma la scienza si perde per dimenticanza. Molto più dunque la prudenza.
Obiezione 2: Inoltre, come dice il Filosofo (Ethic. ii, 3) "le stesse cose, ma con un processo contrario, generano e corrompono la virtù". Ora la generazione della prudenza richiede esperienza che è fatta "di molte memorie", come egli afferma all'inizio della sua Metafisica (i, 1). Dunque, poiché la dimenticanza è contraria alla memoria, sembra che la prudenza possa perdersi per dimenticanza.
Obiezione 3: Inoltre, non c'è prudenza senza conoscenza degli universali. Ma la conoscenza degli universali può perdersi per dimenticanza. Dunque anche la prudenza.
In contrario, Il Filosofo dice (Ethic. vi, 5) che "la dimenticanza è possibile all'arte ma non alla prudenza".
Rispondo che, La dimenticanza riguarda solo la conoscenza, perciò si può dimenticare l'arte e la scienza, così da perderle del tutto, perché appartengono alla ragione. Ma la prudenza consiste non nella sola conoscenza, ma anche in un atto dell'appetito, perché come affermato sopra (Articolo [8]), il suo atto principale è uno di comando, per cui un uomo applica la conoscenza che ha, allo scopo dell'appetizione e dell'operazione. Quindi la prudenza non è tolta direttamente dalla dimenticanza, ma piuttosto è corrotta dalle passioni. Infatti il Filosofo dice (Ethic. vi, 5) che "il piacere e il dolore pervertono la stima della prudenza": perciò sta scritto (Dan 13,56): "La bellezza ti ha ingannato, e la lussuria ha sovvertito il tuo cuore", e (Es 23,8): "Né accetterai doni che accecano anche i prudenti [Douay: 'saggi']".
Tuttavia la dimenticanza può ostacolare la prudenza, in quanto il comando di quest'ultima dipende dalla conoscenza che può essere dimenticata.
Risposta all'obiezione 1: La scienza è solo nella ragione: quindi il paragone fallisce, come affermato sopra [*Cf. FS, Questione [53], Articolo [1]].
Risposta all'obiezione 2: L'esperienza richiesta dalla prudenza risulta non dalla sola memoria, ma anche dalla pratica del comandare rettamente.
Risposta all'obiezione 3: La prudenza consiste principalmente, non nella conoscenza degli universali, ma nell'applicarli all'azione, come affermato sopra (Articolo [3]). Perciò dimenticare la conoscenza degli universali non distrugge la parte principale della prudenza, ma la ostacola alquanto, come affermato sopra.