II-II, q. 47 a. 12
Se la prudenza sia nei sudditi o solo nei governanti
Quaestio 47 · Della prudenza considerata in se stessa
Obiezione 1: Sembra che la prudenza non sia nei sudditi ma solo nei loro governanti. Infatti il Filosofo dice (Polit. iii, 2) che "la sola prudenza è la virtù propria di un governante, mentre le altre virtù sono comuni a sudditi e governanti, e la prudenza del suddito non è una virtù ma una vera opinione".
Obiezione 2: Inoltre, è affermato in Polit. i, 5 che "uno schiavo non è competente a prendere consiglio". Ma la prudenza fa sì che un uomo prenda buon consiglio (Ethic. vi, 5). Dunque la prudenza non si addice a schiavi o sudditi.
Obiezione 3: Inoltre, la prudenza esercita il comando, come affermato sopra (Articolo [8]). Ma il comando non è nella competenza di schiavi o sudditi ma solo di governanti. Dunque la prudenza non è nei sudditi ma solo nei governanti.
In contrario, Il Filosofo dice (Ethic. vi, 8) che ci sono due tipi di prudenza politica, una delle quali è "legislativa" e appartiene ai governanti, mentre l'altra "mantiene il nome comune politica", e riguarda le "azioni individuali". Ora appartiene anche ai sudditi compiere queste azioni individuali. Dunque la prudenza non è solo nei governanti ma anche nei sudditi.
Rispondo che, La prudenza è nella ragione. Ora governare e reggere appartengono propriamente alla ragione; e perciò è proprio dell'uomo ragionare ed essere prudente in quanto ha una parte nel governare e nel reggere. Ma è evidente che il suddito come suddito, e lo schiavo come schiavo, non sono competenti a governare e reggere, ma piuttosto ad essere governati e retti. Dunque la prudenza non è la virtù di uno schiavo come schiavo, né di un suddito come suddito.
Poiché, tuttavia, ogni uomo, in quanto è razionale, ha una parte nel governare secondo il giudizio della ragione, è proporzionalmente competente ad avere prudenza. Perciò è manifesto che la prudenza è nel governante "alla maniera di un'arte architettonica" (Ethic. vi, 8), ma nei sudditi, "alla maniera di un'arte manuale".
Risposta all'obiezione 1: Il detto del Filosofo deve essere inteso in senso stretto, cioè che la prudenza non è la virtù di un suddito in quanto tale.
Risposta all'obiezione 2: Uno schiavo non è capace di prendere consiglio, in quanto è uno schiavo (poiché così è lo strumento del suo padrone), ma prende consiglio in quanto è un animale razionale.
Risposta all'obiezione 3: Con la prudenza un uomo comanda non solo agli altri, ma anche a se stesso, in quanto si dice che la ragione comanda alle potenze inferiori.