III, q. 7 a. 3
Se in Cristo vi fosse la fede?
Quaestio 7 · Della grazia di Cristo in quanto uomo singolo
Obiezione 1: Sembra che in Cristo vi fosse la fede. Infatti la fede è una virtù più nobile delle virtù morali, ad esempio la temperanza e la liberalità. Ora queste erano in Cristo, come affermato sopra (Articolo [2]). Molto più, dunque, vi era in Lui la fede.
Obiezione 2: Inoltre, Cristo non insegnò virtù che Egli stesso non avesse, secondo At 1,1: "Gesù cominciò a fare e a insegnare". Ma di Cristo si dice (Eb 12,2) che Egli è "l'autore e perfezionatore della nostra fede". Dunque vi era fede in Lui prima di tutti gli altri.
Obiezione 3: Inoltre, ogni cosa imperfetta è esclusa dai beati. Ma nei beati vi è la fede; infatti su Rm 1,17, "la giustizia di Dio si rivela in esso da fede a fede", una glossa dice: "Dalla fede delle parole e della speranza alla fede delle cose e della visione". Dunque sembrerebbe che anche in Cristo vi fosse la fede, poiché essa non implica nulla di imperfetto.
In contrario, Sta scritto (Eb 11,1): "La fede è prova di cose che non appaiono". Ma non vi era nulla che non apparisse a Cristo, secondo quanto Pietro Gli disse (Gv 21,17): "Tu conosci tutte le cose". Dunque non vi era fede in Cristo.
Rispondo che, Come è stato detto sopra (SS, Questione [1], Articolo [4]), l'oggetto della fede è una cosa Divina non vista. Ora l'abito della virtù, come ogni altro abito, prende la sua specie dall'oggetto. Quindi, se neghiamo che la cosa Divina non fosse vista, escludiamo l'essenza stessa della fede. Ora, dal primo istante della Sua concezione, Cristo vide pienamente l'Essenza di Dio, come sarà chiarito (Questione [34], Articolo [1]). Quindi non poteva esserci fede in Lui.
Risposta all'obiezione 1: La fede è una virtù più nobile delle virtù morali, visto che ha a che fare con una materia più nobile; tuttavia, implica un certo difetto riguardo a quella materia; e questo difetto non era in Cristo. E quindi non poteva esserci fede in Lui, sebbene le virtù morali fossero in Lui, poiché nella loro natura non implicano alcun difetto riguardo alla loro materia.
Risposta all'obiezione 2: Il merito della fede consiste in questo: che l'uomo per obbedienza assente a quelle cose che non vede, secondo Rm 1,5: "Per l'obbedienza alla fede in tutte le genti per il Suo nome". Ora Cristo ebbe un'obbedienza perfettissima a Dio, secondo Fil 2,8: "Facendosi obbediente fino alla morte". E quindi Egli non insegnò nulla attinente al merito che non adempisse Egli stesso più perfettamente.
Risposta all'obiezione 3: Come dice una glossa nello stesso luogo, la fede è quella "per cui si credono cose tali che non si vedono". Ma la fede nelle cose viste è detta impropriamente, e solo secondo una certa similitudine riguardo alla certezza e alla fermezza dell'assenso.