Suppl., q. 71 a. 13
Se i suffragi offerti per più persone abbiano tanto valore per ciascuna quanto se fossero stati offerti per ciascuna in particolare
Quaestio 71 · Dei suffragi per i defunti
Obiezione 1: Sembra che i suffragi offerti per più persone abbiano tanto valore per ciascuna quanto se fossero stati offerti per ciascuna in particolare. Infatti è chiaro che se una persona riceve una lezione non perde nulla se altri ricevono la lezione con lei. Dunque allo stesso modo una persona per la quale è offerto un suffragio non perde nulla se qualcun altro è annoverato insieme a lei: e di conseguenza se è offerto per più persone, ha tanto valore per ciascuna quanto se fosse offerto per ciascuna in particolare.
Obiezione 2: Inoltre, si deve osservare che secondo la pratica comune della Chiesa, quando la Messa è detta per una persona defunta, altre preghiere sono aggiunte per altre persone defunte. Ora questo non sarebbe fatto, se la persona morta per la quale la Messa è detta dovesse perdere qualcosa da ciò. Dunque segue la stessa conclusione di sopra.
Obiezione 3: Inoltre, i suffragi, specialmente di preghiere, si basano sulla potenza divina. Ma con Dio, proprio come non fa differenza se Egli aiuta per mezzo di molti o per mezzo di pochi, così non differisce se Egli assiste molti o pochi. Dunque se la stessa unica preghiera è detta per molti, ciascuno di loro riceverà tanta assistenza quanta ne riceverebbe una persona se quella stessa preghiera fosse detta per lei sola.
In contrario, È meglio assistere molti che uno. Se dunque un suffragio offerto per più persone ha tanto valore per ciascuna quanto se fosse offerto per una sola, sembrerebbe che la Chiesa non avrebbe dovuto stabilire una Messa e preghiera da dire per una persona in particolare, ma che la Messa dovrebbe sempre essere detta per tutti i fedeli defunti: e questo è evidentemente falso.
Inoltre, un suffragio ha un'efficienza finita. Dunque se è diviso tra molti vale meno per ciascuno che se fosse offerto per uno solo.
Rispondo che, Se il valore dei suffragi è considerato secondo quanto deriva dalla virtù della carità che unisce le membra della Chiesa insieme, i suffragi offerti per più persone valgono a ciascuna tanto quanto se fossero offerti per una sola, perché la carità non è diminuita se il suo effetto è diviso tra molti, anzi piuttosto è aumentata; e allo stesso modo la gioia aumenta essendo condivisa da molti, come dice Agostino (Confess. viii). Di conseguenza molti nel purgatorio gioiscono di una buona azione non meno di quanto faccia uno. D'altra parte, se consideriamo il valore dei suffragi, in quanto sono una sorta di soddisfazione applicata ai morti dall'intenzione della persona che li offre, allora il suffragio per qualche persona in particolare le vale di più di quello che è offerto per lei in comune con molti altri; poiché in questo caso l'effetto dei suffragi è diviso in virtù della giustizia divina tra coloro per i quali i suffragi sono offerti. Quindi è evidente che questa questione dipende dalla prima; e, inoltre, è chiarito perché suffragi speciali sono stabiliti per essere offerti nella Chiesa.
Risposta all'obiezione 1: I suffragi considerati come opere di soddisfazione non giovano alla maniera di un'azione come fa l'insegnamento; poiché l'insegnamento, come ogni altra azione, produce il suo effetto secondo la disposizione del ricevente. Ma giovano alla maniera del pagamento di un debito, come detto sopra (Articolo [12], ad 1); e così il paragone fallisce.
Risposta all'obiezione 2: Poiché i suffragi offerti per una persona valgono ad altri in un certo modo, come detto (Articolo [1]), ne consegue che quando la Messa è detta per una persona, non è sconveniente che preghiere siano dette anche per altri. Poiché queste preghiere sono dette, non affinché la soddisfazione offerta da un suffragio sia applicata a quegli altri principalmente, ma affinché la preghiera offerta per loro in particolare possa giovare anche a loro.
Risposta all'obiezione 3: La preghiera può essere considerata sia da parte di colui che prega, sia da parte della persona pregata: e il suo effetto dipende da entrambi. Di conseguenza sebbene non sia più difficile alla potenza divina assolvere molti che assolvere uno, nondimeno la preghiera di uno che prega così non è tanto soddisfattoria per molti quanto per uno.