III, q. 80 a. 7
Se la polluzione che avviene durante il sonno impedisca a qualcuno di ricevere questo sacramento
Quaestio 80 · Dell'uso o dell'assunzione di questo sacramento in generale.
Obiezione 1: Sembra che la polluzione non impedisca a qualcuno di ricevere il corpo di Cristo: perché nessuno è impedito dal ricevere il corpo di Cristo se non a causa del peccato. Ma la polluzione avviene senza peccato: infatti Agostino dice (Gen. ad lit. xii) che "la stessa immagine che viene nella mente di chi parla può presentarsi alla mente di chi dorme, così che quest'ultimo non sia in grado di distinguere l'immagine dalla realtà, e sia mosso carnalmente e con il risultato che solitamente segue tali movimenti; e c'è tanto poco peccato in questo quanto ce n'è nel parlare e quindi pensare a tali cose". Di conseguenza questi movimenti non impediscono di ricevere questo sacramento.
Obiezione 2: Inoltre, Gregorio dice in una Lettera ad Agostino, Vescovo degli Inglesi (Regist. xi): "Coloro che pagano il debito del matrimonio non per lussuria, ma per desiderio di avere figli, devono essere lasciati al proprio giudizio, se entrare in chiesa e ricevere il mistero del corpo del Signore, dopo tale rapporto: perché non devono essere proibiti dal riceverlo, poiché sono passati attraverso il fuoco senza bruciarsi".
Da ciò è evidente che la polluzione anche di uno sveglio, se è senza peccato, non è impedimento a ricevere il corpo di Cristo. Di conseguenza, molto meno lo è nel caso di uno che dorme.
Obiezione 3: Inoltre, questi movimenti della carne sembrano portare con sé solo impurità corporale. Ma ci sono altre contaminazioni corporali che secondo la Legge proibivano l'ingresso nei luoghi santi, eppure che sotto la Nuova Legge non impediscono di ricevere questo sacramento: come, per esempio, nel caso di una donna dopo il parto, o nei suoi periodi, o che soffre di flusso di sangue, come scrive Gregorio ad Agostino, Vescovo degli Inglesi (Regist. xi). Dunque sembra che neppure questi movimenti della carne impediscano a un uomo di ricevere questo sacramento.
Obiezione 4: Inoltre, il peccato veniale non è impedimento a ricevere il sacramento, né lo è il peccato mortale dopo il pentimento. Ma anche supponendo che la polluzione nasca da qualche peccato precedente, sia di intemperanza, o di cattivi pensieri, per la maggior parte tale peccato è veniale; e se occasionalmente fosse mortale, un uomo può pentirsene al mattino e confessarlo. Di conseguenza, sembra che non debba essere impedito dal ricevere questo sacramento.
Obiezione 5: Inoltre, un peccato contro il Quinto Comandamento è più grande di un peccato contro il Sesto. Ma se un uomo sogna di aver infranto il Quinto o il Settimo o qualsiasi altro Comandamento, non è per questo escluso dal ricevere questo sacramento. Dunque sembra che molto meno debba essere escluso per la contaminazione risultante da un sogno contro il Sesto Comandamento.
In contrario, È scritto (Lv 15,16): "L'uomo dal quale esce il seme del coito... sarà impuro fino alla sera". Ma per l'impuro non c'è avvicinamento ai sacramenti. Dunque, sembra che a causa di tale contaminazione della carne un uomo sia escluso dal prendere questo che è il più grande dei sacramenti.
Rispondo che, Ci sono due cose da valutare riguardo ai suddetti movimenti: una a causa della quale impediscono necessariamente a un uomo di ricevere questo sacramento; l'altra, a causa della quale lo fanno, non per necessità, ma per un senso di convenienza.
Solo il peccato mortale impedisce necessariamente a chiunque di partecipare a questo sacramento: e sebbene questi movimenti durante il sonno, considerati in se stessi, non possano essere un peccato mortale, tuttavia, a causa della loro causa, hanno il peccato mortale connesso con essi; la quale causa, perciò, deve essere investigata. Talvolta sono dovuti a una causa spirituale esterna, cioè l'inganno dei demoni, che possono suscitare fantasmi, come è stato detto nella FP, Questione [111], Articolo [3], attraverso l'apparizione dei quali, questi movimenti occasionalmente seguono. Talvolta sono dovuti a una causa spirituale interna, come pensieri precedenti. Altre volte nascono da qualche causa corporale interna, come dall'abbondanza o debolezza della natura, o anche da eccesso di cibo o bevanda. Ora ognuna di queste tre cause può essere senza alcun peccato, oppure con peccato veniale, o con peccato mortale. Se è senza peccato, o con peccato veniale, non impedisce necessariamente la ricezione di questo sacramento, così da rendere un uomo colpevole del corpo e del sangue del Signore: ma se fosse con peccato mortale, lo impedisce di necessità.
Infatti tali illusioni da parte dei demoni talvolta vengono dal non sforzarsi di ricevere con fervore; e questo può essere un peccato mortale o veniale. Altre volte è dovuto alla sola malizia da parte dei demoni che desiderano tenere gli uomini lontani dal ricevere questo sacramento. Così leggiamo nelle Conferenze dei Padri (Cassiano, Collat. xxii) che quando un certo tale soffriva sempre così nei giorni di festa in cui doveva ricevere la Comunione, i suoi superiori, scoprendo che non c'era colpa da parte sua, stabilirono che non doveva astenersi dal comunicare per quel motivo, e l'illusione demoniaca cessò.
Allo stesso modo i cattivi pensieri precedenti possono talvolta essere senza alcun peccato, come quando uno deve pensare a tali cose a causa di lezioni o dibattiti; e se è fatto senza concupiscenza e diletto, i pensieri non saranno impuri ma onesti; eppure la contaminazione può venire da tali pensieri, come è chiaro dall'autorità di Agostino (Obiezione [1]). Altre volte tali pensieri vengono dalla concupiscenza e dal diletto, e se ci fosse consenso, sarà un peccato mortale: altrimenti sarà un peccato veniale.
Allo stesso modo anche la causa corporale può essere senza peccato, come quando nasce da debilità corporea, e quindi alcuni individui soffrono di polluzione senza peccato anche nelle loro ore di veglia; o può venire dall'abbondanza della natura: infatti, proprio come il sangue può scorrere senza peccato, così anche il seme che è superfluità del sangue, secondo il Filosofo (De Gener. Animal. i). Ma occasionalmente è con peccato, come quando è dovuto a eccesso di cibo o bevanda. E anche questo può essere peccato veniale o mortale; sebbene più frequentemente il peccato sia mortale nel caso di cattivi pensieri a causa della propensione al consenso, piuttosto che nel caso del consumo di cibo e bevanda. Quindi Gregorio, scrivendo ad Agostino, Vescovo degli Inglesi (Regist. xi), dice che uno dovrebbe astenersi dalla Comunione quando questo nasce da cattivi pensieri, ma non quando nasce da eccesso di cibo o bevanda, specialmente se la necessità richiede la Comunione. Così, dunque, si deve giudicare dalla sua causa se tale contaminazione corporea impedisca di necessità la ricezione di questo sacramento.
Allo stesso tempo un senso di decenza proibisce la Comunione per due motivi. Il primo di questi è sempre verificato, cioè la contaminazione corporea, con la quale, per riverenza verso il sacramento, è sconveniente accostarsi all'altare (e quindi coloro che desiderano toccare qualsiasi oggetto sacro, si lavano le mani): a meno che per caso tale impurità sia perpetua o di lunga data, come la lebbra o il flusso di sangue, o qualsiasi altra cosa del genere. L'altro motivo è la distrazione mentale che segue dopo i suddetti movimenti, specialmente quando avvengono con immaginazioni impure. Ora questo ostacolo, che nasce da un senso di decenza, può essere messo da parte a causa di qualsiasi necessità, come dice Gregorio (Regist. xi): "Come quando per caso o un giorno di festa lo richiede, o la necessità costringe uno a esercitare il ministero perché non c'è altro sacerdote a portata di mano".
Risposta all'obiezione 1: Una persona è impedita necessariamente, solo dal peccato mortale, dal ricevere questo sacramento: ma per un senso di decenza si può essere impediti per altre cause, come detto sopra.
Risposta all'obiezione 2: Il rapporto coniugale, se è senza peccato (per esempio, se è fatto per generare prole, o per pagare il debito coniugale), non impedisce la ricezione di questo sacramento per nessun'altra ragione se non quella dei movimenti in questione che accadono senza peccato, come detto sopra; cioè, a causa della contaminazione del corpo e della distrazione della mente. Per questo motivo Girolamo si esprime nei seguenti termini nel suo commento a Matteo (Epist. xxviii, tra le opere di S. Girolamo): "Se i pani della Proposizione non potevano essere mangiati da coloro che avevano conosciuto carnalmente le loro mogli, quanto meno questo pane che è disceso dal cielo può essere contaminato e toccato da coloro che poco prima sono stati in amplessi coniugali? Non è che condanniamo i matrimoni, ma che nel momento in cui stiamo per mangiare la carne dell'Agnello, non dobbiamo indulgere in atti carnali". Ma poiché questo deve essere inteso nel senso della decenza, e non della necessità, Gregorio dice che tale persona "deve essere lasciata al proprio giudizio". "Ma se", come dice Gregorio (Regist. xi), "non è il desiderio di generare prole, ma la lussuria che prevale", allora a tale persona dovrebbe essere proibito di accostarsi a questo sacramento.
Risposta all'obiezione 3: Come dice Gregorio nella sua Lettera citata sopra ad Agostino, Vescovo degli Inglesi, nell'Antico Testamento alcune persone erano definite contaminate figurativamente, cosa che il popolo della Nuova Legge intende spiritualmente. Quindi tali impurità corporali, se perpetue o di lunga data, non impediscono la ricezione di questo sacramento salvifico, come impedivano di accostarsi a quei sacramenti figurativi; ma se passano rapidamente, come l'impurità dei suddetti movimenti, allora per un senso di convenienza impediscono la ricezione di questo sacramento durante il giorno in cui accade. Quindi è scritto (Dt 23,10): "Se c'è tra voi qualche uomo, che è contaminato in un sogno notturno, uscirà fuori dal campo; e non tornerà prima di essersi lavato con acqua alla sera".
Risposta all'obiezione 4: Sebbene la macchia della colpa sia tolta dalla contrizione e dalla confessione, nondimeno la contaminazione corporea non è tolta, né la distrazione mentale che ne segue.
Risposta all'obiezione 5: Sognare un omicidio non porta alcuna impurità corporea, né tale distrazione di mente come la fornicazione, a causa del suo intenso diletto; tuttavia se il sogno di omicidio viene da una causa peccaminosa in se stessa, specialmente se è peccato mortale, allora a causa della sua causa impedisce la ricezione di questo sacramento.