III, q. 2 a. 11
Se dei meriti abbiano preceduto l'unione dell'Incarnazione.
Quaestio 2 · Del modo dell'unione del Verbo Incarnato
Obiezione 1: Sembra che l'unione dell'Incarnazione sia seguita a certi meriti, perché su Sal 32,22, "Sia la tua misericordia, o Signore, su di noi, come", ecc. una glossa dice: "Qui sono accennati il desiderio del profeta per l'Incarnazione e il suo meritato compimento". Dunque l'Incarnazione cade sotto il merito.
Obiezione 2: Inoltre, chiunque merita qualcosa merita ciò senza cui essa non può essere. Ma gli antichi Padri meritarono la vita eterna, alla quale poterono giungere solo per l'Incarnazione; infatti Gregorio dice (Moral. xiii): "Coloro che vennero in questo mondo prima della venuta di Cristo, qualunque eminenza di giustizia potessero avere, non potevano, essendo spogliati del corpo, essere ammessi subito nel seno della patria celeste, visto che non era ancora venuto Colui Che, con la Sua discesa, avrebbe posto le anime dei giusti nella loro sede eterna". Dunque sembrerebbe che essi meritarono l'Incarnazione.
Obiezione 3: Inoltre, della Beata Vergine si canta che "meritò di portare il Signore di tutti" [*Piccolo Ufficio della B. V. M., Rito Domenicano, Ant. al Benedictus], e questo avvenne attraverso l'Incarnazione. Dunque l'Incarnazione cade sotto il merito.
In contrario, Agostino dice (De Praed. Sanct. xv): "Chiunque può trovare meriti che precedono la singolare generazione del nostro Capo, può anche trovare meriti che precedono la ripetuta rigenerazione di noi Sue membra". Ma nessun merito precedette la nostra rigenerazione, secondo Tito 3,5: "Non per le opere di giustizia che abbiamo fatto, ma secondo la Sua misericordia Egli ci ha salvati, mediante il lavacro di rigenerazione". Dunque nessun merito precedette la generazione di Cristo.
Rispondo che, Riguardo a Cristo Stesso, è chiaro da quanto sopra (Articolo [10]) che nessun merito Suo avrebbe potuto precedere l'unione. Infatti non sosteniamo che Egli fu prima di tutto un puro uomo, e che in seguito per i meriti di una buona vita Gli fu concesso di diventare il Figlio di Dio, come sostenne Fotino; ma sosteniamo che dall'inizio della Sua concezione quest'uomo fu veramente il Figlio di Dio, visto che non aveva altra ipostasi se non quella del Figlio di Dio, secondo Luca 1,35: "Il Santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio di Dio". E quindi ogni operazione di quest'uomo seguì l'unione. Pertanto nessuna operazione Sua avrebbe potuto essere meritoria dell'unione.
Né i bisogni di qualsiasi altro uomo avrebbero potuto meritare questa unione condignamente: primo, perché le opere meritorie dell'uomo sono propriamente ordinate alla beatitudine, che è la ricompensa della virtù, e consiste nel pieno godimento di Dio. Mentre l'unione dell'Incarnazione, in quanto è nell'essere personale, trascende l'unione della mente beata con Dio, che è per l'atto dell'anima nella fruizione; e pertanto non può cadere sotto il merito. Secondo, perché la grazia non può cadere sotto il merito, poiché il principio del merito non cade sotto il merito; e pertanto neanche la grazia, poiché è il principio del merito. Quindi, ancor meno l'Incarnazione cade sotto il merito, poiché è il principio della grazia, secondo Gv 1,17: "La grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo". Terzo, perché l'Incarnazione è per la riforma dell'intera natura umana, e pertanto non cade sotto il merito di alcun singolo uomo, poiché la bontà di un puro uomo non può essere la causa del bene dell'intera natura. Tuttavia i santi Padri meritarono l'Incarnazione congruamente desiderando e supplicando; poiché era conveniente che Dio ascoltasse coloro che Gli obbedivano.
E con ciò la risposta alla Prima Obiezione è manifesta.
Risposta all'obiezione 2: È falso che sotto il merito cada tutto ciò senza cui non ci può essere ricompensa. Infatti c'è qualcosa di pre-richiesto non meramente per la ricompensa, ma anche per il merito, come la bontà Divina e la grazia e la natura stessa dell'uomo. E ancora, il mistero dell'Incarnazione è il principio del merito, perché "della Sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto" (Gv 1,16).
Risposta all'obiezione 3: La Beata Vergine è detta aver meritato di portare il Signore di tutti; non che meritò la Sua Incarnazione, ma perché per la grazia elargita su di lei meritò quel grado di purezza e santità, che la rese adatta ad essere la Madre di Dio.