II-II, q. 58 a. 7
Se vi sia una giustizia particolare oltre a quella generale.
Quaestio 58 · Della giustizia
Obiezione 1: Sembra che non vi sia una giustizia particolare oltre a quella generale. Infatti non c'è nulla di superfluo nelle virtù, come neanche nella natura. Ora la giustizia generale dirige l'uomo sufficientemente in tutte le sue relazioni con gli altri uomini. Quindi non c'è bisogno di una giustizia particolare.
Obiezione 2: Inoltre, la specie di una virtù non varia secondo "uno" e "molti". Ma la giustizia legale dirige un uomo verso un altro in questioni relative alla moltitudine, come mostrato sopra (Articoli [5],6). Quindi non c'è un'altra specie di giustizia che dirige un uomo verso un altro in questioni relative all'individuo.
Obiezione 3: Inoltre, tra l'individuo e il pubblico generale sta la comunità domestica. Di conseguenza, se oltre alla giustizia generale c'è una giustizia particolare corrispondente all'individuo, per la stessa ragione dovrebbe esserci una giustizia domestica che dirige l'uomo al bene comune di una famiglia: e tuttavia questo non è il caso. Quindi neanche dovrebbe esserci una giustizia particolare oltre a quella legale.
In contrario, Crisostomo nel suo commento a Mt 5,6, "Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia", dice (Hom. xv in Matth.): "Con giustizia Egli significa o la virtù generale, o la virtù particolare che è opposta alla cupidigia".
Rispondo che, Come detto sopra (Articolo [6]), la giustizia legale non è essenzialmente la stessa cosa di ogni virtù, e oltre alla giustizia legale che dirige l'uomo immediatamente al bene comune, c'è bisogno di altre virtù per dirigerlo immediatamente in questioni relative a beni particolari: e queste virtù possono essere relative a se stesso o a un'altra persona individuale. Di conseguenza, proprio come oltre alla giustizia legale c'è bisogno di virtù particolari per dirigere l'uomo in relazione a se stesso, come la temperanza e la fortezza, così anche oltre alla giustizia legale c'è bisogno di una giustizia particolare per dirigere l'uomo nelle sue relazioni con altri individui.
Risposta all'obiezione 1: La giustizia legale dirige invero l'uomo sufficientemente nelle sue relazioni verso gli altri. Riguardo al bene comune lo fa immediatamente, ma quanto al bene dell'individuo, lo fa mediatamente. Per cui c'è bisogno di una giustizia particolare per dirigere un uomo immediatamente al bene di un altro individuo.
Risposta all'obiezione 2: Il bene comune del regno e il bene particolare dell'individuo differiscono non solo rispetto ai "molti" e ai "pochi", ma anche sotto un aspetto formale. Infatti l'aspetto del bene "comune" differisce dall'aspetto del bene "individuale", proprio come l'aspetto di "tutto" differisce da quello di "parte". Per cui il Filosofo dice (Polit. i, 1) che "hanno torto coloro che sostengono che lo Stato e la casa e simili differiscono solo come molti e pochi e non specificamente".
Risposta all'obiezione 3: La comunità domestica, secondo il Filosofo (Polit. i, 2), differisce rispetto a una triplice associazione; vale a dire "di marito e moglie, padre e figlio, padrone e schiavo", in ciascuna delle quali una persona è, per così dire, parte dell'altra. Per cui tra tali persone non c'è giustizia semplicemente, ma una specie di giustizia, cioè la giustizia "domestica", come detto in Ethic. v, 6.