II-II, q. 10 a. 8
Se gli infedeli debbano essere costretti alla fede
Quaestio 10 · Dell'infedeltà in generale
Obiezione 1: Sembra che gli infedeli non debbano in alcun modo essere costretti alla fede. Infatti sta scritto (Mt 13,28) che i servi del padrone di casa, nel cui campo era stata seminata la zizzania, gli chiesero: "Vuoi che andiamo a raccoglierla?" e che egli rispose: "No, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano": sul quale passo Crisostomo dice (Hom. xlvi in Matth.): "Nostro Signore dice questo per proibire l'uccisione degli uomini. Infatti non è giusto uccidere gli eretici, perché se lo fate ucciderete necessariamente molte persone innocenti". Dunque sembra che per la stessa ragione gli infedeli non debbano essere costretti alla fede.
Obiezione 2: Inoltre, leggiamo nei Decretali (Dist. xlv can., De Judaeis): "Il santo sinodo prescrive, riguardo ai Giudei, che per il futuro nessuno deve essere costretto a credere". Dunque, allo stesso modo, neppure gli infedeli dovrebbero essere costretti alla fede.
Obiezione 3: Inoltre, Agostino dice (Tract. xxvi in Joan.) che "è possibile per un uomo fare altre cose contro la sua volontà, ma non può credere se non vuole". Dunque sembra che gli infedeli non debbano essere costretti alla fede.
Obiezione 4: È detto in persona di Dio (Ez 18,32 [*Ez 33,11]): "Non desidero la morte del peccatore [Vulg.: 'di chi muore']". Ora noi dobbiamo conformare la nostra volontà alla volontà Divina, come detto sopra (FS, Question [19], Articles [9],10). Dunque non dovremmo nemmeno desiderare che gli infedeli siano messi a morte.
In contrario, Sta scritto (Lc 14,23): "Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare". Ora gli uomini entrano nella casa di Dio, cioè nella Santa Chiesa, mediante la fede. Dunque alcuni devono essere costretti alla fede.
Rispondo che, Tra gli infedeli ve ne sono alcuni che non hanno mai ricevuto la fede, come i gentili e i Giudei: e questi non devono in alcun modo essere costretti alla fede, affinché credano, perché credere dipende dalla volontà: tuttavia devono essere costretti dai fedeli, se è possibile farlo, affinché non ostacolino la fede con le loro bestemmie, o con le loro cattive persuasioni, o anche con le loro aperte persecuzioni. È per questo motivo che i fedeli di Cristo spesso muovono guerra agli infedeli, non certo allo scopo di forzarli a credere, perché anche se dovessero conquistarli e farli prigionieri, dovrebbero comunque lasciarli liberi di credere, se vogliono, ma per impedire loro di ostacolare la fede di Cristo.
D'altra parte, vi sono infedeli che un tempo hanno accettato la fede e l'hanno professata, come gli eretici e tutti gli apostati: costoro devono essere sottoposti anche a costrizione corporale, affinché adempiano ciò che hanno promesso e mantengano ciò che, un tempo, hanno ricevuto.
Risposta all'obiezione 1: Alcuni hanno inteso l'autorità citata come proibizione non della scomunica ma dell'uccisione degli eretici, come appare dalle parole di Crisostomo. Anche Agostino dice (Ep. ad Vincent. xciii) di se stesso: "Era un tempo mia opinione che nessuno dovesse essere costretto all'unione con Cristo, che dovessimo agire con le parole e combattere con gli argomenti. Tuttavia questa mia opinione è smentita, non da parole di contraddizione, ma da esempi convincenti. Perché il timore della legge è stato così proficuo, che molti dicono: Grazie al Signore che ha spezzato le nostre catene". Di conseguenza il significato delle parole di Nostro Signore, "Lasciate che entrambi crescano fino alla mietitura", deve essere dedotto da quelle che precedono, "perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano". Infatti, Agostino dice (Contra Ep. Parmen. iii, 2) "queste parole mostrano che quando questo non è da temere, vale a dire, quando il crimine di un uomo è così pubblicamente noto, e così odioso a tutti, che non ha difensori, o nessuno tale che possa causare uno scisma, la severità della disciplina non dovrebbe allentarsi".
Risposta all'obiezione 2: Quei Giudei che non hanno in alcun modo ricevuto la fede, non devono in alcun modo essere costretti alla fede: se, tuttavia, l'hanno ricevuta, devono essere costretti a mantenerla, come è affermato nello stesso capitolo.
Risposta all'obiezione 3: Proprio come fare un voto è materia di volontà, e mantenere un voto è materia di obbligo, così l'accettazione della fede è materia della volontà, mentre mantenere la fede, una volta che la si è ricevuta, è materia di obbligo. Perciò gli eretici devono essere costretti a mantenere la fede. Così Agostino dice al Conte Bonifacio (Ep. clxxxv): "Che cosa intendono queste persone gridando continuamente: 'Possiamo credere o non credere proprio come scegliamo. Chi ha costretto Cristo?' Dovrebbero ricordare che Cristo dapprima costrinse Paolo e poi lo istruì".
Risposta all'obiezione 4: Come dice Agostino nella stessa lettera, "nessuno di noi desidera che alcun eretico perisca. Ma la casa di Davide non meritò di avere pace, se non dopo che suo figlio Assalonne fu ucciso nella guerra che aveva sollevato contro suo padre. Così se la Chiesa Cattolica raccoglie parte della perdizione altrui, guarisce il dolore del suo cuore materno con la liberazione di tante nazioni".