II-II, q. 10 a. 3
Se l'infedeltà sia il più grave dei peccati
Quaestio 10 · Dell'infedeltà in generale
Obiezione 1: Sembra che l'infedeltà non sia il più grave dei peccati. Infatti Agostino dice (De Bapt. contra Donat. iv, 20): "Esiterei a decidere se un cattolico molto malvagio debba essere preferito a un eretico, nella cui vita non si trova nulla di riprovevole oltre al fatto che è un eretico". Ma un eretico è un infedele. Dunque non dovremmo dire in assoluto che l'infedeltà è il più grave dei peccati.
Obiezione 2: Inoltre, ciò che diminuisce o scusa un peccato non è, apparentemente, il più grave dei peccati. Ora l'infedeltà scusa o diminuisce il peccato: infatti l'Apostolo dice (1 Tm 1,12-13): "Io... che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento; ma mi è stata usata misericordia... perché agivo per ignoranza, nell'infedeltà". Dunque l'infedeltà non è il più grave dei peccati.
Obiezione 3: Inoltre, il peccato più grande merita la punizione più grande, secondo Dt 25,2: "Secondo la misura del peccato sarà anche la misura delle percosse". Ora una punizione più grande è dovuta ai credenti che agli infedeli, secondo Eb 10,29: "Di quanto peggiore castigo pensate che sarà giudicato meritevole colui che avrà calpestato il Figlio di Dio e ritenuto profano il sangue dell'alleanza col quale è stato santificato?". Dunque l'infedeltà non è il più grave dei peccati.
In contrario, Agostino, commentando Gv 15,22, "Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato", dice (Tract. lxxxix in Joan.): "Sotto il nome generale, Egli si riferisce a un peccato singolarmente grande. Poiché questo", cioè l'infedeltà, "è il peccato al quale tutti gli altri possono essere ricondotti". Dunque l'infedeltà è il più grave dei peccati.
Rispondo che, Ogni peccato consiste formalmente nell'aversione da Dio, come detto sopra (FS, Question [71], Article [6]; FS, Question [73], Article [3]). Quindi quanto più un peccato separa l'uomo da Dio, tanto più è grave. Ora l'uomo è separato da Dio più che mai dall'infedeltà, perché non ha nemmeno la vera conoscenza di Dio: e mediante una falsa conoscenza di Dio, l'uomo non si avvicina a Lui, ma è separato da Lui.
Né è possibile per chi ha una falsa opinione di Dio, conoscerLo in alcun modo, perché l'oggetto della sua opinione non è Dio. Dunque è chiaro che il peccato di infedeltà è più grande di qualsiasi peccato che avvenga nella perversione dei costumi. Questo non si applica ai peccati che sono opposti alle virtù teologali, come diremo più avanti (Question [20], Article [3]; Question [34], Article [2], ad 2; Question [39], Article [2], ad 3).
Risposta all'obiezione 1: Nulla impedisce che un peccato che è più grave nel suo genere sia meno grave rispetto ad alcune circostanze. Perciò Agostino esitava a decidere tra un cattivo cattolico e un eretico che non pecca altrimenti, perché sebbene il peccato dell'eretico sia genericamente più grave, può essere attenuato da una circostanza, e viceversa il peccato del cattolico può, da qualche circostanza, essere aggravato.
Risposta all'obiezione 2: L'infedeltà include sia l'ignoranza, come accessorio ad essa, sia la resistenza alle materie di fede, e in quest'ultimo rispetto è un peccato gravissimo. Rispetto, tuttavia, a questa ignoranza, ha una certa ragione di scusa, specialmente quando un uomo non pecca per malizia, come fu il caso dell'Apostolo.
Risposta all'obiezione 3: Un infedele è punito più severamente per il suo peccato di infedeltà di quanto un altro peccatore lo sia per qualsiasi peccato, se consideriamo il tipo di peccato. Ma nel caso di un altro peccato, ad esempio l'adulterio, commesso da un credente e da un infedele, il credente, a parità di altre condizioni, pecca più gravemente dell'infedele, sia a causa della sua conoscenza della verità attraverso la fede, sia a causa dei sacramenti della fede di cui è stato saziato, e che insulta commettendo peccato.