II-II, q. 10 a. 11
Se i riti degli infedeli debbano essere tollerati
Quaestio 10 · Dell'infedeltà in generale
Obiezione 1: Sembra che i riti degli infedeli non debbano essere tollerati. Infatti è evidente che gli infedeli peccano nell'osservare i loro riti: e non impedire un peccato, quando si può, sembra implicare consenso in esso, come osserva una glossa su Rm 1,32: "Non solo quelli che le commettono, ma anche quelli che acconsentono a chi le compie". Dunque è un peccato tollerare i loro riti.
Obiezione 2: Inoltre, i riti dei Giudei sono paragonati all'idolatria, perché una glossa su Gal 5,1, "Non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù", dice: "La schiavitù di quella legge non era più leggera di quella dell'idolatria". Ma non sarebbe lecito a nessuno osservare i riti dell'idolatria, infatti i principi cristiani dapprima fecero chiudere i templi degli idoli, e in seguito, distruggere, come racconta Agostino (De Civ. Dei xviii, 54). Dunque segue che neppure i riti dei Giudei debbano essere tollerati.
Obiezione 3: Inoltre, l'infedeltà è il più grave dei peccati, come detto sopra (Articolo [3]). Ora altri peccati come l'adulterio, il furto e simili, non sono tollerati, ma sono punibili dalla legge. Dunque neppure i riti degli infedeli dovrebbero essere tollerati.
In contrario, Gregorio [*Regist. xi, Ep. 15: cf. Decret., dist. xlv, can., Qui sincera] dice, parlando dei Giudei: "Si deve permettere loro di osservare tutte le loro feste, proprio come finora essi e i loro padri le hanno osservate per secoli".
Rispondo che, Il governo umano deriva dal governo Divino, e dovrebbe imitarlo. Ora, sebbene Dio sia onnipotente e sommamente buono, tuttavia permette che certi mali avvengano nell'universo, che Egli potrebbe impedire, affinché, senza di essi, beni maggiori non vadano perduti, o mali maggiori non ne conseguano. Di conseguenza anche nel governo umano, coloro che sono in autorità, giustamente tollerano certi mali, affinché certi beni non vadano perduti, o certi mali maggiori non siano incorsi: così Agostino dice (De Ordine ii, 4): "Se togliete le meretrici, il mondo sarà sconvolto dalla lussuria". Quindi, sebbene gli infedeli pecchino nei loro riti, possono essere tollerati, o a causa di qualche bene che ne consegue, o a causa di qualche male evitato. Così dal fatto che i Giudei osservano i loro riti, che, anticamente, prefiguravano la verità della fede che noi teniamo, segue questo bene: che i nostri stessi nemici rendono testimonianza alla nostra fede, e che la nostra fede è rappresentata in figura, per così dire. Per questa ragione sono tollerati nell'osservanza dei loro riti.
D'altra parte, i riti di altri infedeli, che non sono né veritieri né profittevoli, non devono in alcun modo essere tollerati, eccetto forse per evitare un male, ad esempio lo scandalo o il disturbo che potrebbe conseguirne, o qualche ostacolo alla salvezza di coloro che, se non fossero molestati, potrebbero gradualmente convertirsi alla fede. Per questa ragione la Chiesa, a volte, ha tollerato i riti anche degli eretici e dei pagani, quando gli infedeli erano molto numerosi.
Questo basta per le Risposte alle Obiezioni.