III, q. 68 a. 5
Se ai peccatori battezzati si debbano imporre opere di soddisfazione?
Quaestio 68 · Di coloro che ricevono il battesimo
Obiezione 1: Sembra che ai peccatori battezzati si debbano imporre opere di soddisfazione. Infatti la giustizia di Dio sembra richiedere che un uomo sia punito per ogni suo peccato, secondo Qo 12,14: "Dio chiamerà in giudizio ogni azione". Ma le opere di soddisfazione sono imposte ai peccatori come punizione dei peccati passati. Dunque sembra che le opere di soddisfazione debbano essere imposte ai peccatori che sono stati battezzati.
Obiezione 2: Inoltre, per mezzo delle opere di soddisfazione i peccatori convertiti di recente sono esercitati alla giustizia e indotti a evitare le occasioni di peccato: "infatti la soddisfazione consiste nell'estirpare le cause dei vizi e nel chiudere le porte al peccato" (De Eccl. Dogm. 4). Ma questo è massimamente necessario nel caso di coloro che sono stati battezzati di recente. Dunque sembra che le opere di soddisfazione debbano essere imposte ai peccatori.
Obiezione 3: Inoltre, l'uomo deve soddisfazione a Dio non meno che al suo prossimo. Ma se coloro che sono stati battezzati di recente hanno danneggiato il loro prossimo, deve essere detto loro di fare riparazione a Dio con opere di penitenza.
In contrario, Ambrogio, commentando Rm 11,29: "I doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili", dice: "La grazia di Dio non richiede né sospiri né gemiti nel Battesimo, né invero alcuna opera, ma la sola fede; e rimette tutto, gratis".
Rispondo che, Come dice l'Apostolo (Rm 6,3-4), "quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte: per mezzo del Battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte"; il che vuol dire che col Battesimo l'uomo è incorporato nella morte stessa di Cristo. Ora è manifesto da quanto è stato detto sopra (Questione [48], Articoli [2],4; Questione [49], Articolo [3]) che la morte di Cristo ha soddisfatto sufficientemente per i peccati, "non solo per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo", secondo 1 Gv 2,2. Di conseguenza nessun tipo di soddisfazione deve essere imposto a colui che viene battezzato, per qualsiasi peccato: e questo sarebbe disonorare la Passione e la morte di Cristo, come se fossero insufficienti per la piena soddisfazione per i peccati di coloro che dovevano essere battezzati.
Risposta all'obiezione 1: Come dice Agostino nel suo libro sul Battesimo dei bambini (De Pecc. Merit. et Remiss. 1), "l'effetto del Battesimo è di far sì che coloro che sono battezzati siano incorporati in Cristo come sue membra". Perciò le pene stesse di Cristo sono state soddisfattorie per i peccati di coloro che dovevano essere battezzati; proprio come la pena di un membro può essere soddisfattoria per il peccato di un altro membro. Quindi sta scritto (Is 53,4): "Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori".
Risposta all'obiezione 2: Coloro che sono stati battezzati di recente devono essere esercitati alla giustizia, non con opere penali, ma con "opere facili, così da avanzare verso la perfezione facendo esercizio, come i bambini prendendo il latte", come dice una glossa su Sal 130,2: "Come un bambino svezzato in braccio a sua madre". Per questa ragione il Signore scusò i suoi discepoli dal digiuno quando erano convertiti di recente, come leggiamo in Mt 9,14-15: e lo stesso è scritto in 1 Pt 2,2: "Come bambini appena nati desiderate... il latte... perché per mezzo di esso cresciate verso la salvezza".
Risposta all'obiezione 3: Restituire ciò che è stato tolto ingiustamente al prossimo, e fare soddisfazione per il torto fattogli, è cessare dal peccato: infatti il fatto stesso di trattenere ciò che appartiene a un altro e di non essere riconciliati col proprio prossimo, è un peccato. Perciò a coloro che sono battezzati deve essere imposto di fare soddisfazione al loro prossimo, come anche di desistere dal peccato. Ma non deve essere imposto loro di subire alcuna punizione per i peccati passati.