III, q. 68 a. 10
Se i bambini degli Ebrei o di altri infedeli debbano essere battezzati contro la volontà dei genitori?
Quaestio 68 · Di coloro che ricevono il battesimo
Obiezione 1: Sembra che i bambini degli Ebrei o di altri infedeli debbano essere battezzati contro la volontà dei genitori. Infatti è questione di maggiore urgenza salvare un uomo dal pericolo della morte eterna che dal pericolo della morte temporale. Ma si deve salvare un bambino che è minacciato dal pericolo della morte temporale, anche se i suoi genitori per malizia cercano di impedire che sia salvato. Dunque c'è molta più ragione per salvare i bambini degli infedeli dal pericolo della morte eterna, anche contro la volontà dei loro genitori.
Obiezione 2: I figli degli schiavi sono essi stessi schiavi, e in potere dei loro padroni. Ma gli Ebrei e tutti gli altri infedeli sono servi dei principi e dei governanti. Dunque senza alcuna ingiustizia i governanti possono far battezzare i figli degli Ebrei, così come quelli di altri schiavi che sono infedeli.
Obiezione 3: Inoltre, ogni uomo appartiene più a Dio, dal Quale ha la sua anima, che al suo padre carnale, dal quale ha il suo corpo. Dunque non è ingiusto se i figli degli infedeli vengono tolti ai loro genitori carnali e consacrati a Dio mediante il Battesimo.
In contrario, Sta scritto nelle Decretali (Dist. 45), citando il concilio di Toledo: "Riguardo agli Ebrei il santo sinodo comanda che d'ora in poi nessuno di loro sia costretto a credere: poiché tali non devono essere salvati contro la loro volontà, ma volontariamente, affinché la loro giustizia sia senza difetto".
Rispondo che, I figli degli infedeli o hanno l'uso della ragione o non l'hanno. Se l'hanno, allora cominciano già a controllare le proprie azioni, nelle cose che sono di legge divina o naturale. E perciò di loro spontanea volontà, e contro la volontà dei loro genitori, possono ricevere il Battesimo, proprio come possono contrarre matrimonio. Di conseguenza tali possono lecitamente essere consigliati e persuasi a essere battezzati.
Se, tuttavia, non hanno ancora l'uso del libero arbitrio, secondo la legge naturale sono sotto la cura dei loro genitori finché non possono provvedere a se stessi. Per la qual ragione diciamo che anche i figli degli antichi "erano salvati attraverso la fede dei loro genitori". Per cui sarebbe contrario alla giustizia naturale se tali bambini fossero battezzati contro la volontà dei loro genitori; proprio come sarebbe se uno che ha l'uso della ragione fosse battezzato contro la sua volontà. Inoltre, nelle circostanze, sarebbe pericoloso battezzare i figli degli infedeli; poiché sarebbero soggetti a ricadere nell'incredulità, a motivo del loro affetto naturale per i genitori. Perciò non è consuetudine della Chiesa battezzare i figli degli infedeli contro la volontà dei loro genitori.
Risposta all'obiezione 1: Non è giusto salvare un uomo dalla morte del corpo contro l'ordine della legge civile: per esempio, se un uomo è condannato a morte dal giudice che lo ha processato, nessuno deve usare la forza per salvarlo dalla morte. Di conseguenza, neppure si deve infrangere l'ordine della legge naturale, in virtù della quale un bambino è sotto la cura di suo padre, per salvarlo dal pericolo della morte eterna.
Risposta all'obiezione 2: Gli Ebrei sono servi dei governanti per servitù civile, la quale non esclude l'ordine della legge naturale e divina.
Risposta all'obiezione 3: L'uomo è ordinato a Dio attraverso la sua ragione, con la quale può conoscere Dio. Per cui un bambino, prima di avere l'uso della ragione, è ordinato a Dio, per un ordine naturale, attraverso la ragione dei suoi genitori, sotto la cui cura si trova naturalmente, ed è secondo il loro ordinamento che le cose pertinenti a Dio devono essere fatte rispetto al bambino.