Suppl., q. 74 a. 3
Se il fuoco con cui sarà purificato il mondo sarà della stessa specie del fuoco elementare
Quaestio 74 · Del fuoco della conflagrazione finale
Obiezione 1: Sembra che il fuoco in questione non sia della stessa specie del fuoco elementare. Infatti nulla consuma se stesso. Ma quel fuoco consumerà i quattro elementi secondo una glossa su 2 Pt 3,12. Dunque quel fuoco non sarà della stessa specie del fuoco elementare.
Obiezione 2: Inoltre, come la potenza è resa nota dall'operazione, così la natura è resa nota dalla potenza. Ora quel fuoco avrà una potenza diversa dal fuoco che è un elemento: perché purificherà l'universo, mentre questo fuoco non può farlo. Dunque non sarà della stessa specie di questo.
Obiezione 3: Inoltre, nei corpi naturali quelli che sono della stessa specie hanno lo stesso movimento. Ma quel fuoco avrà un movimento diverso dal fuoco che è un elemento, perché si muoverà in tutte le direzioni così da purificare il tutto. Dunque non è della stessa specie.
In contrario, Agostino dice (De Civ. Dei xx, 16), e le sue parole sono contenute in una glossa su 1 Cor 7,31, che "la scena di questo mondo perirà nell'ardore delle fiamme mondane". Dunque quel fuoco sarà della stessa natura del fuoco che è ora nel mondo.
Inoltre, proprio come la futura purificazione avverrà per mezzo del fuoco, così la passata purificazione avvenne per mezzo dell'acqua: ed entrambe sono paragonate l'una all'altra in 2 Pt 3,5. Ora, nella prima purificazione l'acqua era della stessa specie dell'acqua elementare. Dunque allo stesso modo il fuoco della seconda purificazione sarà della stessa specie del fuoco elementare.
Rispondo che, Incontriamo tre opinioni su questa questione. Alcuni infatti dicono che l'elemento del fuoco che è nella sua propria sfera scenderà per purificare il mondo: e spiegano questa discesa per via di moltiplicazione, perché il fuoco si diffonderà trovando materia combustibile da ogni parte. E questo risulterà tanto più allora, poiché la virtù del fuoco sarà innalzata sopra tutti gli elementi. Contro questo, tuttavia, sembrerebbe essere non solo il fatto che questo fuoco scenderà, ma anche l'affermazione dei santi che esso salirà; così (2 Pt 3,10) è dichiarato che il fuoco del giudizio salirà tanto in alto quanto le acque del diluvio; da cui sembrerebbe seguire che questo fuoco è situato verso il mezzo del luogo della generazione. Quindi altri dicono che questo fuoco sarà generato verso lo spazio intermedio attraverso la concentrazione dei raggi dei corpi celesti, proprio come li vediamo concentrati insieme in uno specchio ustorio; poiché in quel tempo, invece di specchi, ci saranno nuvole concave, sulle quali i raggi colpiranno. Ma anche questo non sembra probabile: poiché, dato che gli effetti dei corpi celesti dipendono da certe posizioni e aspetti fissi, se questo fuoco risultasse dalla virtù dei corpi celesti, il tempo di questa purificazione sarebbe noto a coloro che osservano i movimenti delle stelle, e questo è contrario all'autorità della Scrittura. Di conseguenza altri, seguendo Agostino, dicono che "proprio come il diluvio risultò da uno straripamento delle acque del mondo, così la scena di questo mondo perirà per un ardore di fiamme mondane" (De Civ. Dei xx, 16). Questo ardore non è altro che l'assemblea di tutte quelle cause inferiori e superiori che per loro natura hanno una virtù accenditiva: e questa assemblea avrà luogo non nel corso ordinario delle cose, ma per la potenza divina: e da tutte queste cause così riunite risulterà il fuoco che brucerà la superficie di questo mondo. Se consideriamo rettamente queste opinioni, troveremo che differiscono quanto alla causa che produce questo fuoco e non quanto alla sua specie. Infatti il fuoco, sia esso prodotto dal sole o da qualche causa riscaldante inferiore, è della stessa specie del fuoco nella sua propria sfera, eccetto in quanto il primo ha qualche mescolanza di materia estranea. E questo sarà necessariamente il caso allora, poiché il fuoco non può purificare una cosa, a meno che questa diventi la sua materia in qualche modo. Quindi dobbiamo concedere che il fuoco in questione è semplicemente della stessa specie del nostro.
Risposta all'obiezione 1: Il fuoco in questione, sebbene della stessa specie del nostro, non è identicamente lo stesso. Ora vediamo che di due fuochi della stessa specie uno distrugge l'altro, vale a dire il maggiore distrugge il minore, consumando la sua materia. Allo stesso modo quel fuoco sarà in grado di distruggere il nostro fuoco.
Risposta all'obiezione 2: Proprio come un'operazione che procede dalla virtù di una cosa è un'indicazione di quella virtù, così la sua virtù è un'indicazione della sua essenza o natura, se procede dai principi essenziali della cosa. Ma un'operazione che non procede dalla virtù dell'operatore non indica la sua virtù. Questo appare negli strumenti: infatti l'azione di uno strumento mostra la virtù del motore piuttosto che quella dello strumento, poiché mostra la virtù dell'agente in quanto quest'ultimo è il primo principio dell'azione, mentre non mostra la virtù dello strumento, eccetto in quanto esso è suscettivo dell'influenza dell'agente principale come muovente quello strumento. Allo stesso modo una virtù che non procede dai principi essenziali di una cosa non indica la natura di quella cosa eccetto nel punto della suscettibilità. Così la virtù per cui l'acqua calda può riscaldare non è indicazione della natura dell'acqua eccetto nel punto del suo essere ricettiva del calore. Di conseguenza nulla impedisce che l'acqua che ha questa virtù sia della stessa specie dell'acqua che non l'ha. Allo stesso modo non è irragionevole che questo fuoco, che avrà il potere di purificare la superficie del mondo, sia della stessa specie del fuoco a cui siamo abituati, poiché il potere riscaldante in esso sorge non dai suoi principi essenziali ma dalla potenza o operazione divina: sia che diciamo che questo potere è una qualità assoluta, come il calore nell'acqua calda, o un tipo di intenzione come abbiamo ascritto alla virtù strumentale (Sent. iv, D, 1, qu. 1, Art. 4). Quest'ultima è più probabile poiché quel fuoco non agirà se non come strumento della potenza divina.
Risposta all'obiezione 3: Di sua natura il fuoco tende solo verso l'alto; ma in quanto persegue la sua materia, che richiede quando è fuori dalla sua propria sfera, segue il sito della materia combustibile. Di conseguenza non è irragionevole che esso prenda un corso circolare o verso il basso, specialmente in quanto agisce come strumento della potenza divina.