Suppl., q. 64 a. 2
Se il marito sia tenuto a rendere il debito se la moglie non lo chiede
Quaestio 64 · Delle cose annesse al matrimonio, e prima della resa del debito coniugale.
Obiezione 1: Sembra che il marito non sia tenuto a rendere il debito coniugale se la moglie non lo chiede. Infatti un precetto affermativo è vincolante solo in un certo tempo. Ma il tempo fissato per il pagamento del debito può essere solo quando è richiesto. Dunque non è tenuto al pagamento altrimenti.
Obiezione 2: Inoltre, dobbiamo presumere le cose migliori di ognuno. Ora anche per le persone sposate è meglio essere continenti che fare uso del matrimonio. Dunque, a meno che ella non chieda espressamente il debito, il marito dovrebbe presumere che le piaccia essere continente, e così non è tenuto a renderle il debito.
Obiezione 3: Inoltre, come la moglie ha potere sul marito, così ha un padrone sul suo schiavo. Ora uno schiavo non è tenuto a servire il suo padrone se non quando quest'ultimo glielo comanda. Dunque nemmeno un marito è tenuto a rendere il debito alla moglie eccetto quando ella lo richiede.
Obiezione 4: Inoltre, il marito può talvolta richiedere alla moglie di non esigere il debito quando ella lo chiede. A maggior ragione dunque può non renderlo quando non è richiesto.
In contrario, Col rendere il debito si offre un rimedio contro la concupiscenza della moglie. Ora un medico che ha la cura di una persona malata è tenuto a rimediare alla malattia senza essere richiesto. Dunque il marito è tenuto a rendere il debito alla moglie sebbene ella non lo chieda. Inoltre, un superiore è tenuto ad applicare un rimedio per i peccati dei suoi sudditi anche se essi si ribellano contro di esso. Ma il pagamento del debito da parte del marito è diretto contro i peccati della moglie. Dunque talvolta il marito è tenuto a rendere il debito alla moglie anche se ella non glielo chiede.
Rispondo che, Il debito può essere richiesto in due modi. Primo, esplicitamente, come quando si chiedono l'un l'altro con parole; secondo, implicitamente, quando cioè il marito sa per certi segni che la moglie vorrebbe che lui rendesse il debito, ma tace per vergogna. E così, anche se ella non chiede il debito esplicitamente a parole, il marito è tenuto a renderlo, ogni volta che sua moglie mostra segni di desiderare che egli lo faccia.
Risposta all'obiezione 1: Il tempo stabilito non è solo quando è richiesto ma anche quando, a causa di certi segni, vi è timore di pericolo (per evitare il quale è lo scopo del pagamento del debito) a meno che non venga pagato allora.
Risposta all'obiezione 2: Il marito può presumere questo di sua moglie quando non percepisce in lei segni del contrario; ma sarebbe sciocco da parte sua ammettere questa presunzione se vede tali segni.
Risposta all'obiezione 3: Il padrone non si vergogna di richiedere al suo schiavo il dovere del suo servizio, come una moglie si vergogna di chiedere il debito coniugale al marito. Tuttavia se il padrone non lo richiedesse, o per ignoranza o per qualche altra causa, lo schiavo sarebbe nondimeno tenuto ad adempiere il suo dovere, se qualche pericolo minacciasse. Poiché questo è ciò che si intende per "non servire all'occhio" (Ef. 6,6; Col. 3,22) che è il comando dell'Apostolo ai servi.
Risposta all'obiezione 4: Un marito non dovrebbe dissuadere sua moglie dal chiedere il debito, eccetto per una causa ragionevole; e anche allora non dovrebbe essere troppo insistente, a causa del pericolo incombente.