II-II, q. 1 a. 9
Se sia conveniente che gli articoli di fede siano raccolti in un simbolo
Quaestio 1 · Della Fede
Obiezione 1: Sembra che sia sconveniente che gli articoli di fede siano raccolti in un simbolo. Perché la Sacra Scrittura è la regola della fede, alla quale nessuna aggiunta o sottrazione può lecitamente essere fatta, poiché sta scritto (Dt 4,2): "Non aggiungerete nulla alla parola che io vi dico, né toglierete nulla da essa". Dunque era illecito fare un simbolo come regola di fede, dopo che la Sacra Scrittura era stata una volta pubblicata.
Obiezione 2: Inoltre, secondo l'Apostolo (Ef 4,5) vi è una sola "fede". Ora il simbolo è una professione di fede. Dunque non è conveniente che vi sia più di un simbolo.
Obiezione 3: Inoltre, la confessione di fede, che è contenuta nel simbolo, riguarda tutti i fedeli. Ora i fedeli non sono tutti competenti a credere in Dio, ma solo coloro che hanno la fede viva. Dunque è sconveniente che il simbolo della fede sia espresso con le parole: "Credo in un solo Dio".
Obiezione 4: Inoltre, la discesa agli inferi è uno degli articoli di fede, come detto sopra (Articolo [8]). Ma la discesa agli inferi non è menzionata nel simbolo dei Padri. Dunque quest'ultimo è espresso in modo inadeguato.
Obiezione 5: Inoltre, Agostino (Tract. xxix in Joan.) esponendo il passo, "Credete in Dio, credete anche in Me" (Gv 14,1) dice: "Noi crediamo a Pietro o a Paolo, ma parliamo solo di credere 'in' Dio". Poiché dunque la Chiesa Cattolica è semplicemente un essere creato, sembra sconveniente dire: "Nella Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica".
Obiezione 6: Inoltre, un simbolo è redatto affinché possa essere una regola di fede. Ora una regola di fede deve essere proposta a tutti, e pubblicamente. Dunque ogni simbolo, oltre al simbolo dei Padri, dovrebbe essere cantato alla Messa. Dunque sembra sconveniente pubblicare gli articoli di fede in un simbolo.
In contrario, La Chiesa universale non può errare, poiché è governata dallo Spirito Santo, che è lo Spirito di verità: poiché tale fu la promessa di Nostro Signore ai Suoi discepoli (Gv 16,13): "Quando verrà Lui, lo Spirito di verità, vi guiderà a tutta la verità". Ora il simbolo è pubblicato dall'autorità della Chiesa universale. Dunque non contiene nulla di difettoso.
Rispondo che, Come dice l'Apostolo (Eb 11,6), "chi si accosta a Dio, deve credere che Egli esiste". Ora un uomo non può credere, a meno che la verità non gli sia proposta affinché la creda. Quindi la necessità che la verità di fede sia raccolta insieme, affinché possa essere più facilmente proposta a tutti, per evitare che qualcuno possa deviare dalla verità per ignoranza della fede. È dal suo essere una raccolta di sentenze di fede che il simbolo [Il greco {symballein}] prende il nome.
Risposta all'obiezione 1: La verità di fede è contenuta nella Sacra Scrittura, diffusamente, sotto vari modi di espressione, e talvolta oscuramente, cosicché, per raccogliere la verità di fede dalla Sacra Scrittura, occorre lungo studio ed esercizio, che sono irraggiungibili da tutti coloro che hanno bisogno di conoscere la verità di fede, molti dei quali non hanno tempo per lo studio, essendo occupati in altri affari. E così fu necessario raccogliere insieme un chiaro sommario dai detti della Sacra Scrittura, da proporre alla credenza di tutti. Questa invero non fu un'aggiunta alla Sacra Scrittura, ma qualcosa preso da essa.
Risposta all'obiezione 2: La stessa dottrina di fede è insegnata in tutti i simboli. Tuttavia, il popolo ha bisogno di un'istruzione più attenta sulla verità di fede, quando sorgono errori, affinché la fede delle persone semplici non sia corrotta dagli eretici. Fu questo che diede origine alla necessità di formulare diversi simboli, che in nulla differiscono l'uno dall'altro, se non che a causa dell'ostinazione degli eretici, uno contiene più esplicitamente ciò che un altro contiene implicitamente.
Risposta all'obiezione 3: La confessione di fede è redatta in un simbolo nella persona, per così dire, di tutta la Chiesa, che è unita insieme dalla fede. Ora la fede della Chiesa è fede viva; poiché tale è la fede che si trova in tutti coloro che sono della Chiesa non solo esteriormente ma anche per merito. Quindi la confessione di fede è espressa in un simbolo, in un modo che è in accordo con la fede viva, cosicché anche se alcuni dei fedeli mancano della fede viva, dovrebbero sforzarsi di acquisirla.
Risposta all'obiezione 4: Nessun errore sulla discesa agli inferi era sorto tra gli eretici, cosicché non c'era bisogno di essere più espliciti su quel punto. Per questa ragione non è ripetuto nel simbolo dei Padri, ma è supposto come già stabilito nel simbolo degli Apostoli. Infatti un simbolo successivo non cancella uno precedente; piuttosto lo espone, come detto sopra (ad 2).
Risposta all'obiezione 5: Se diciamo: "'Nella' santa Chiesa Cattolica", questo deve essere inteso come verificato in quanto la nostra fede è diretta allo Spirito Santo, che santifica la Chiesa; cosicché il senso è: "Credo nello Spirito Santo che santifica la Chiesa". Ma è meglio e più in accordo con l'uso comune, omettere il 'nella', e dire semplicemente, "la santa Chiesa Cattolica", come osserva Papa Leone [Rufino, Comm. in Sym. Apost.].
Risposta all'obiezione 6: Poiché il simbolo dei Padri è una spiegazione del simbolo degli Apostoli, e fu redatto dopo che la fede era già diffusa, e quando la Chiesa era già in pace, esso viene cantato pubblicamente nella Messa. D'altra parte il simbolo degli Apostoli, che fu redatto al tempo della persecuzione, prima che la fede fosse resa pubblica, viene detto segretamente a Prima e Compieta, come se fosse contro le tenebre degli errori passati e futuri.