II-II, q. 1 a. 4
Se l'oggetto della fede possa essere qualcosa di visto
Quaestio 1 · Della Fede
Obiezione 1: Sembra che l'oggetto della fede sia qualcosa di visto. Infatti Nostro Signore disse a Tommaso (Gv 20,29): "Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto". Dunque visione e fede riguardano il medesimo oggetto.
Obiezione 2: Inoltre, l'Apostolo, parlando della conoscenza della fede, dice (1 Cor 13,12): "Ora vediamo come in uno specchio, in maniera oscura". Dunque ciò che si crede è visto.
Obiezione 3: Inoltre, la fede è una luce spirituale. Ora qualcosa è visto sotto ogni luce. Dunque la fede riguarda cose viste.
Obiezione 4: Inoltre, "Ogni senso è una sorta di vista", come afferma Agostino (De Verb. Domini, Serm. xxxiii). Ma la fede riguarda cose udite, secondo Rm 10,17: "La fede... viene dall'udito". Dunque la fede riguarda cose viste.
In contrario, L'Apostolo dice (Eb 11,1) che "la fede è prova di cose che non appaiono".
Rispondo che, La fede implica l'assenso dell'intelletto a ciò che si crede. Ora l'intelletto dà l'assenso a una cosa in due modi. Primo, essendo mosso all'assenso dal suo stesso oggetto, che è conosciuto o di per sé (come nel caso dei primi principi, che sono posseduti dall'abito dell'intelletto), o attraverso qualcos'altro già noto (come nel caso delle conclusioni che sono possedute dall'abito della scienza). Secondo, l'intelletto dà l'assenso a qualcosa, non perché sufficientemente mosso a questo assenso dal proprio oggetto, ma attraverso un atto di scelta, per cui si volge volontariamente da una parte piuttosto che dall'altra: e se questo è accompagnato da dubbio o timore della parte opposta, vi sarà opinione, mentre, se vi è certezza e nessun timore dell'altra parte, vi sarà fede.
Ora si dicono viste quelle cose che, di per sé, muovono l'intelletto o i sensi alla loro conoscenza. Perciò è evidente che né la fede né l'opinione possono riguardare cose viste dai sensi o dall'intelletto.
Risposta all'obiezione 1: Tommaso "vide una cosa, e ne credette un'altra" [S. Gregorio: Hom. xxvi in Evang.]: vide l'Uomo, e credendo che Egli fosse Dio, fece professione della sua fede, dicendo: "Mio Signore e mio Dio".
Risposta all'obiezione 2: Quelle cose che cadono sotto la fede possono essere considerate in due modi. Primo, in particolare; e così non possono essere viste e credute allo stesso tempo, come mostrato sopra. Secondo, in generale, cioè sotto la ragione comune di credibilità; e in questo modo sono viste dal credente. Infatti egli non crederebbe se, sull'evidenza dei segni o di qualcosa di simile, non vedesse che esse devono essere credute.
Risposta all'obiezione 3: La luce della fede ci fa vedere ciò che crediamo. Infatti, proprio come, mediante gli abiti delle altre virtù, l'uomo vede ciò che gli è conveniente rispetto a quell'abito, così, mediante l'abito della fede, la mente umana è diretta a dare l'assenso a tali cose che sono convenienti a una retta fede, e a non darlo ad altre.
Risposta all'obiezione 4: L'udito riguarda le parole che significano ciò che è di fede, ma non le cose stesse che sono credute; quindi non ne consegue che queste cose siano viste.