I-II, q. 72 a. 6
Se i peccati di commissione e di omissione differiscano specificamente
Quaestio 72 · Della distinzione dei peccati
Obiezione 1: Sembra che i peccati di commissione e di omissione differiscano specificamente. Infatti "offesa" e "peccato" sono condivisi l'uno con l'altro (Ef 2,1), dove sta scritto: "Quando eravate morti nelle vostre offese e peccati", parole che una glossa spiega dicendo: "'Offese', omettendo di fare ciò che era comandato, e 'peccati', facendo ciò che era proibito". Da cui è evidente che "offese" qui denota peccati di omissione; mentre "peccato" denota peccati di commissione. Dunque differiscono specificamente, poiché sono contrapposti l'uno all'altro come specie diverse.
Obiezione 2: Inoltre, è essenziale al peccato essere contro la legge di Dio, poiché questo è parte della sua definizione, come è chiaro da quanto è stato detto (Questione [71], Articolo [6]). Ora nella legge di Dio, i precetti affermativi, contro i quali è il peccato di omissione, sono diversi dai precetti negativi, contro i quali è il peccato di commissione. Dunque i peccati di omissione e commissione differiscono specificamente.
Obiezione 3: Inoltre, omissione e commissione differiscono come affermazione e negazione. Ora affermazione e negazione non possono essere nella stessa specie, poiché la negazione non ha specie; infatti "non c'è né specie né differenza del non essere", come afferma il Filosofo (Phys. iv, text. 67). Dunque omissione e commissione non possono appartenere alla stessa specie.
In contrario, Omissione e commissione si trovano nella stessa specie di peccato. Infatti l'avaro prende ciò che appartiene ad altri, il che è un peccato di commissione; e non dà del suo a chi dovrebbe dare, il che è un peccato di omissione. Dunque omissione e commissione non differiscono specificamente.
Rispondo che, C'è una duplice differenza nei peccati; una differenza materiale e una differenza formale: la differenza materiale si osserva nella specie naturale dell'atto peccaminoso; mentre la differenza formale si ricava dalla loro relazione a un unico fine proprio, che è anche il loro oggetto proprio. Quindi troviamo certi atti che differiscono l'uno dall'altro nella differenza specifica materiale, che sono tuttavia formalmente nella stessa specie di peccato, perché sono diretti allo stesso unico fine: così strangolare, lapidare e pugnalare rientrano nell'unica specie di omicidio, sebbene le azioni stesse differiscano specificamente secondo la specie naturale. Di conseguenza, se ci riferiamo alla specie materiale nei peccati di omissione e commissione, essi differiscono specificamente, usando specie in senso lato, in quanto la negazione e la privazione possono avere una specie. Ma se ci riferiamo alla specie formale dei peccati di omissione e commissione, essi non differiscono specificamente, perché sono diretti allo stesso fine e procedono dallo stesso motivo. Infatti l'avaro, per accumulare denaro, ruba e omette di dare ciò che dovrebbe, e allo stesso modo, il goloso, per saziare il suo appetito, mangia troppo e omette i digiuni prescritti. Lo stesso si applica ad altri peccati: poiché nelle cose, la negazione è sempre fondata sull'affermazione, che, in un certo modo, è la sua causa. Quindi nell'ordine fisico rientra sotto lo stesso capo che il fuoco emetta calore e che non emetta freddo.
Risposta all'obiezione 1: Questa divisione rispetto a commissione e omissione non è secondo diverse specie formali, ma solo secondo specie materiali, come detto.
Risposta all'obiezione 2: Nella legge di Dio, la necessità di vari precetti affermativi e negativi era affinché gli uomini potessero essere gradualmente condotti alla virtù, prima astenendosi dal male, essendo indotti a questo dai precetti negativi, e poi facendo il bene, al quale siamo indotti dai precetti affermativi. Perciò i precetti affermativi e negativi non appartengono a diverse virtù, ma a diversi gradi di virtù; e di conseguenza non sono, per necessità, opposti a peccati di diverse specie. Inoltre il peccato non è specificato da ciò da cui si allontana, perché sotto questo aspetto è una negazione o privazione, ma da ciò a cui si volge, in quanto il peccato è un atto. Di conseguenza i peccati non differiscono specificamente secondo i vari precetti della Legge.
Risposta all'obiezione 3: Questa obiezione considera la diversità materiale dei peccati. Si deve osservare, tuttavia, che sebbene, propriamente parlando, la negazione non sia in una specie, tuttavia è assegnata a una specie per riduzione all'affermazione su cui è basata.