III, q. 39 a. 8
Se conveniva, quando Cristo fu battezzato, che si udisse la voce del Padre rendere testimonianza al Figlio
Quaestio 39 · Del battesimo di Cristo
Obiezione 1: Sembra che fosse sconveniente, quando Cristo fu battezzato, che si udisse la voce del Padre rendere testimonianza al Figlio. Infatti il Figlio e lo Spirito Santo, secondo che sono apparsi visibilmente, si dice che siano stati inviati visibilmente. Ma non conviene al Padre essere inviato, come chiarisce Agostino (De Trin. II). Dunque neppure (Gli conviene) apparire.
Obiezione 2: Inoltre, la voce dà espressione alla parola concepita nel cuore. Ma il Padre non è il Verbo. Dunque Egli è manifestato in modo sconveniente da una voce.
Obiezione 3: Inoltre, l'Uomo-Cristo non iniziò ad essere Figlio di Dio al suo battesimo, come hanno affermato alcuni eretici: ma Egli era il Figlio di Dio dal principio del suo concepimento. Dunque la voce del Padre avrebbe dovuto proclamare la Divinità di Cristo alla sua natività piuttosto che al suo battesimo.
In contrario, Sta scritto (Mt 3,17): "Ed ecco una voce dal cielo che diceva: Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto".
Rispondo che, Come detto sopra (Articolo 5), ciò che si compie nel nostro battesimo doveva essere manifestato nel battesimo di Cristo, che fu l'esemplare del nostro. Ora il battesimo che i fedeli ricevono è santificato dall'invocazione e dalla potenza della Trinità; secondo Mt 28,19: "Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo". Perciò, come dice Girolamo su Mt 3,16-17: "Il mistero della Trinità è mostrato nel battesimo di Cristo. Nostro Signore stesso è battezzato nella sua natura umana; lo Spirito Santo discese nella forma di una colomba: la voce del Padre si ode rendere testimonianza al Figlio". Dunque era conveniente che in quel battesimo il Padre fosse manifestato da una voce.
Risposta all'obiezione 1: La missione visibile aggiunge qualcosa all'apparizione, cioè l'autorità di colui che invia. Perciò il Figlio e lo Spirito Santo, che sono da un altro, si dice non solo che appaiano, ma anche che siano inviati visibilmente. Ma il Padre, che non è da un altro, può apparire invero, ma non può essere inviato visibilmente.
Risposta all'obiezione 2: Il Padre è manifestato dalla voce, solo come producente la voce o parlante per mezzo di essa. E poiché è proprio del Padre produrre il Verbo — cioè, proferire o parlare — perciò era convenientissimo che il Padre fosse manifestato da una voce, perché la voce designa la parola. Perciò la voce stessa a cui il Padre diede espressione rese testimonianza alla Filiazione del Verbo. E proprio come la forma della colomba, in cui lo Spirito Santo fu reso manifesto, non è la Natura dello Spirito Santo, né la forma di uomo in cui il Figlio stesso fu manifestato è la Natura stessa del Figlio di Dio, così neppure la voce appartiene alla Natura del Verbo o del Padre che parlò. Quindi (Gv 5,37) nostro Signore dice: "Né avete udito mai la sua", cioè del Padre, "voce, né visto la sua forma". Con le quali parole, come dice Crisostomo (Hom. XL in Joan.), "Egli li conduce gradualmente alla conoscenza della verità filosofica, e mostra loro che Dio non ha né voce né forma, ma è al di sopra di tutte queste forme ed espressioni". E proprio come l'intera Trinità fece sia la colomba che la natura umana assunta da Cristo, così anche formarono la voce: tuttavia il Padre solo come parlante è manifestato dalla voce, proprio come il Figlio solo assunse la natura umana, e lo Spirito Santo solo è manifestato nella colomba, come rende evidente Agostino [*Fulgenzio, De Fide ad Petrum].
Risposta all'obiezione 3: Conveniva che la Divinità di Cristo non fosse proclamata a tutti nella sua natività, ma piuttosto che fosse nascosta mentre Egli era soggetto ai difetti dell'infanzia. Ma quando raggiunse l'età perfetta, quando venne il tempo per Lui di insegnare, di operare miracoli e di attirare gli uomini a Sé, allora conveniva che la sua Divinità fosse attestata dall'alto dalla testimonianza del Padre, affinché il suo insegnamento divenisse più credibile. Quindi Egli dice (Gv 5,37): "Il Padre stesso che mi ha mandato, ha reso testimonianza di Me". E specialmente al tempo del battesimo, mediante il quale gli uomini rinascono come figli adottivi di Dio; poiché i figli di Dio per adozione sono fatti simili al suo Figlio naturale, secondo Rm 8,29: "Quelli che Egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo". Quindi Ilario dice (Super Matth. II) che quando Gesù fu battezzato, lo Spirito Santo discese su di Lui, e la voce del Padre fu udita dire: "'Questi è il Figlio mio prediletto', affinché sapessimo, da ciò che fu compiuto in Cristo, che dopo essere stati lavati nelle acque del battesimo lo Spirito Santo scende su di noi dall'alto, e che la voce del Padre dichiara che siamo diventati figli adottivi di Dio".