III, q. 36 a. 2
Se la nascita di Cristo dovesse essere manifestata a qualcuno
Quaestio 36 · Della manifestazione di Cristo nato
Obiezione 1: Sembra che la nascita di Cristo non dovesse essere manifestata a nessuno. Infatti, come detto sopra (Articolo 1, ad 3), conveniva alla salvezza del genere umano che la prima venuta di Cristo fosse nascosta. Ma Cristo venne per salvare tutti; secondo 1 Tm 4,10: "Il quale è il Salvatore di tutti gli uomini, soprattutto dei fedeli". Dunque la nascita di Cristo non doveva essere manifestata a nessuno.
Obiezione 2: Inoltre, prima che Cristo nascesse, la sua futura nascita fu manifestata alla Beata Vergine e a Giuseppe. Dunque non era necessario che fosse manifestata ad altri dopo la sua nascita.
Obiezione 3: Inoltre, nessun uomo saggio manifesta ciò da cui derivano turbamento e danno per gli altri. Ma, quando la nascita di Cristo fu manifestata, sorse turbamento: infatti sta scritto (Mt 2,3) che "il re Erode, udito" della nascita di Cristo, "restò turbato e con lui tutta Gerusalemme". Inoltre, questo portò danno ad altri; perché fu occasione per Erode di uccidere "tutti i bambini che erano a Betlemme... dai due anni in giù". Dunque sembra sconveniente che la nascita di Cristo sia stata manifestata a qualcuno.
In contrario, La nascita di Cristo non avrebbe giovato a nessuno se fosse rimasta nascosta a tutti. Ma era necessario che la nascita di Cristo fosse profittevole: altrimenti Egli sarebbe nato invano. Dunque sembra che la nascita di Cristo dovesse essere manifestata a qualcuno.
Rispondo che, Come dice l'Apostolo (Rm 13,1), "le cose che sono da Dio sono ordinate". Ora, appartiene all'ordine della Sapienza divina che i doni di Dio e i segreti della sua sapienza non siano elargiti a tutti ugualmente, ma ad alcuni immediatamente, attraverso i quali siano manifestati agli altri. Perciò, riguardo al mistero della Risurrezione sta scritto (At 10,40-41): "Dio... volle" che Cristo risorto "si manifestasse non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio". Di conseguenza, affinché la sua nascita fosse coerente con questo, doveva essere manifestata non a tutti, ma ad alcuni, attraverso i quali potesse essere manifestata agli altri.
Risposta all'obiezione 1: Come sarebbe stato pregiudizievole per la salvezza del genere umano se la nascita di Dio fosse stata manifestata a tutti gli uomini, così lo sarebbe stato se nessuno ne fosse stato informato. Perché in entrambi i casi la fede viene distrutta, sia che una cosa sia perfettamente manifesta, sia che sia interamente sconosciuta, cosicché nessuno possa udirla da un altro; poiché "la fede dipende dalla predicazione" (Rm 10,17).
Risposta all'obiezione 2: Maria e Giuseppe dovevano essere istruiti sulla nascita di Cristo prima che Egli nascesse, perché spettava a loro mostrare riverenza al bambino concepito nel grembo e servirlo anche prima che nascesse. Ma la loro testimonianza, avendo carattere domestico, avrebbe suscitato sospetti riguardo alla grandezza di Cristo: e così conveniva che fosse manifestata ad altri, la cui testimonianza non potesse essere sospetta.
Risposta all'obiezione 3: Lo stesso turbamento che sorse quando si seppe che Cristo era nato era conveniente alla sua nascita. Primo, perché così si manifesta la dignità celeste di Cristo. Onde Gregorio dice (Hom. x in Evang.): "Nato il Re del cielo, il re della terra è turbato: senza dubbio perché la grandezza terrena è confusa quando si rivela la maestà celeste".
Secondo, con ciò fu prefigurato il potere giudiziario di Cristo. Così Agostino dice in un sermone (30 de Temp.) sull'Epifania: "Come sarà nel tribunale del giudizio, se dalla culla incusse terrore al cuore di un re superbo?".
Terzo, perché così fu prefigurata la sconfitta del regno del diavolo. Infatti, come dice Papa Leone in un sermone sull'Epifania (Serm. v [*Opus Imperfectum in Matth., Hom. ii, falsamente attribuito a S. Giovanni Crisostomo]): "Erode non era tanto turbato in se stesso quanto il diavolo in Erode. Poiché Erode lo credeva un uomo, ma il diavolo lo credeva Dio. Ciascuno temeva un successore al proprio regno: il diavolo, un successore celeste; Erode, un successore terreno". Ma la loro paura era inutile: poiché Cristo non era venuto a stabilire un regno terreno, come dice Papa Leone, rivolgendosi a Erode: "Il tuo palazzo non può contenere Cristo: né il Signore del mondo si accontenta del meschino potere del tuo scettro". Che i Giudei fossero turbati, i quali, al contrario, avrebbero dovuto gioire, fu o perché, come dice Crisostomo, "gli uomini malvagi non potevano gioire alla venuta del Santo", o perché volevano ingraziarsi Erode, che temevano; poiché "il popolo è incline a favorire troppo coloro di cui sopporta la crudeltà".
E che i bambini fossero uccisi da Erode non fu dannoso per loro, ma profittevole. Infatti Agostino dice in un sermone sull'Epifania (66 de Diversis): "Non si può mettere in dubbio che Cristo, venuto a liberare l'uomo, abbia ricompensato coloro che furono uccisi per Lui; poiché, mentre pendeva dalla croce, pregò per coloro che lo mettevano a morte".