Suppl., q. 89 a. 7
Se i malvagi saranno giudicati
Quaestio 89 · Di coloro che giudicheranno e di coloro che saranno giudicati nel giudizio universale
Obiezione 1: Sembra che nessuno dei malvagi sarà giudicato. Infatti, proprio come la dannazione è certa nel caso dei non credenti, così lo è nel caso di coloro che muoiono in peccato mortale. Ora è dichiarato a causa della certezza della dannazione (Gv 3,18): "Chi non crede è già giudicato". Perciò allo stesso modo neppure gli altri peccatori saranno giudicati.
Obiezione 2: Inoltre, la voce del Giudice è terribilissima per coloro che sono condannati dal suo giudizio. Ora secondo il testo delle Sentenze iv, D, 47 e nelle parole di Gregorio (Moral. xxvi) "il Giudice non si rivolgerà ai non credenti". Se dunque Egli si rivolgesse ai credenti che stanno per essere condannati, i non credenti trarrebbero un beneficio dalla loro incredulità, il che è assurdo.
In contrario, Sembrerebbe che tutti i malvagi debbano essere giudicati, perché tutti i malvagi saranno condannati alla pena secondo il grado della loro colpa. Ma questo non può essere fatto senza una pronuncia giudiziaria. Perciò tutti i malvagi saranno giudicati.
Rispondo che, Il giudizio per quanto riguarda la condanna alla pena per il peccato riguarda tutti i malvagi; mentre il giudizio per quanto riguarda la discussione dei meriti riguarda solo i credenti. Perché nei non credenti manca il fondamento della fede, senza il quale tutte le opere successive sono private della perfezione di una retta intenzione, così che in essi non c'è mescolanza di opere buone e cattive o meriti che richiedano discussione. Ma i credenti in cui rimane il fondamento della fede, hanno almeno un atto lodevole di fede, che sebbene non sia meritorio senza la carità, tuttavia è in se stesso diretto al merito, e di conseguenza saranno sottoposti alla discussione dei meriti. Di conseguenza, i credenti che erano almeno contati come cittadini della Città di Dio saranno giudicati come cittadini, e la sentenza di morte non sarà passata su di loro senza una discussione dei loro meriti; mentre i non credenti saranno condannati come nemici, che sogliono tra gli uomini essere sterminati senza che i loro meriti siano discussi.
Risposta all'obiezione 1: Sebbene sia certo che coloro che muoiono in peccato mortale saranno dannati, tuttavia poiché hanno una mescolanza di certe cose connesse col ben meritare, conviene, per la manifestazione della giustizia divina, che i loro meriti siano sottoposti a discussione, al fine di rendere chiaro che sono giustamente banditi dalla città dei santi, della quale apparivano esteriormente essere cittadini.
Risposta all'obiezione 2: Considerate sotto questo aspetto speciale le parole rivolte ai credenti che stanno per essere condannati non saranno terribili, perché riveleranno in essi certe cose a loro gradite, che sarà impossibile trovare nei non credenti, poiché "senza fede è impossibile piacere a Dio" (Eb 11,6). Ma la sentenza di condanna che sarà passata su tutti loro sarà terribile per tutti loro.
L'argomento in senso contrario considerava il giudizio di retribuzione.