II-II, q. 64 a. 8
Se uno sia colpevole di omicidio se uccide qualcuno per caso
Quaestio 64 · L'omicidio
Obiezione 1: Sembra che uno sia colpevole di omicidio se uccide qualcuno per caso. Infatti leggiamo (Gn 4,23-24) che Lamech uccise un uomo scambiandolo per una bestia feroce, e che fu considerato colpevole di omicidio. Dunque si incorre nella colpa di omicidio uccidendo un uomo per caso.
Obiezione 2: Inoltre, sta scritto (Es 21,22): "Se... uno urta una donna incinta, e lei abortisce... se ne segue la morte, pagherà vita per vita". Eppure questo può accadere senza alcuna intenzione di causare la sua morte. Dunque uno è colpevole di omicidio uccidendo qualcuno per caso.
Obiezione 3: Inoltre, i Decretali [*Dist. 1] contengono diversi canoni che prescrivono pene per l'omicidio involontario. Ora la pena non è dovuta se non per la colpa. Dunque chi uccide un uomo per caso, incorre nella colpa di omicidio.
In contrario, Agostino dice a Publicola (Ep. xlvii): "Quando facciamo una cosa per un fine buono e lecito, se da ciò causiamo involontariamente danno a qualcuno, non ci deve essere in alcun modo imputato". Ora talvolta accade per caso che una persona venga uccisa come risultato di qualcosa fatto per un buon fine. Dunque la persona che lo ha fatto non è considerata colpevole.
Rispondo che, Secondo il Filosofo (Phys. ii, 6) "il caso è una causa che agisce al di fuori dell'intenzione". Quindi gli eventi casuali, propriamente parlando, non sono né intesi né volontari. E poiché ogni peccato è volontario, secondo Agostino (De Vera Relig. xiv), ne consegue che gli eventi casuali, in quanto tali, non sono peccati.
Tuttavia accade che ciò che non è attualmente e direttamente volontario e inteso, sia volontario e inteso accidentalmente, secondo cui ciò che rimuove un ostacolo è chiamato causa accidentale. Perciò colui che non rimuove qualcosa da cui risulta l'omicidio mentre dovrebbe rimuoverlo, è in un certo senso colpevole di omicidio volontario. Questo accade in due modi: primo, quando un uomo causa la morte altrui occupandosi di cose illecite che dovrebbe evitare; secondo, quando non presta sufficiente attenzione. Quindi, secondo i giuristi, se un uomo svolge un'occupazione lecita e presta la dovuta attenzione, e ne risulta che una persona perde la vita, non è colpevole della morte di quella persona: mentre se si occupa di qualcosa di illecito, o anche di qualcosa di lecito, ma senza la dovuta attenzione, non sfugge alla colpa di omicidio, se la sua azione risulta nella morte di qualcuno.
Risposta all'obiezione 1: Lamech non prestò sufficiente attenzione per evitare di togliere la vita a un uomo: e così non fu scusato dall'essere colpevole di omicidio.
Risposta all'obiezione 2: Chi colpisce una donna incinta fa qualcosa di illecito: perciò se ne risulta la morte o della donna o del feto animato, non sarà scusato dall'omicidio, specialmente visto che la morte è il risultato naturale di un tale colpo.
Risposta all'obiezione 3: Secondo i canoni, una pena è inflitta a coloro che causano la morte involontariamente, facendo qualcosa di illecito, o mancando di prestare sufficiente attenzione.