II-II, q. 55 a. 7
Se dobbiamo essere solleciti per il futuro
Quaestio 55 · Dei vizi opposti alla prudenza per somiglianza
Obiezione 1: Sembra che dobbiamo essere solleciti per il futuro. Infatti sta scritto (Pr 6, 6-8): "Va' dalla formica, o pigro, e considera le sue vie e impara la saggezza; la quale, sebbene non abbia guida, né maestro... si procura il cibo nell'estate, e raccoglie il suo nutrimento nella mietitura". Ora questo è essere solleciti per il futuro. Dunque la sollecitudine per il futuro è lodevole.
Obiezione 2: Inoltre, la sollecitudine appartiene alla prudenza. Ma la prudenza riguarda principalmente il futuro, poiché la sua parte principale è la "previsione delle cose future", come detto sopra (Questione [49], Articolo [6], ad 1). Dunque è virtuoso essere solleciti per il futuro.
Obiezione 3: Inoltre, chiunque mette da parte qualcosa per conservarlo per il domani, è sollecito per il futuro. Ora leggiamo (Gv 12, 6) che Cristo aveva una borsa per tenervi le cose, che Giuda portava, e (At 4, 34-37) che gli Apostoli conservavano il prezzo della terra, che era stato deposto ai loro piedi. Dunque è lecito essere solleciti per il futuro.
In contrario, Nostro Signore ha detto (Mt 6, 34): "Non siate... solleciti per il domani"; dove "domani" sta per il futuro, come dice Girolamo nel suo commento a questo passo.
Rispondo che, Nessuna opera può essere virtuosa, a meno che non sia rivestita delle sue dovute circostanze, e tra queste c'è il tempo debito, secondo Qo 8, 6: "C'è un tempo e un'opportunità per ogni faccenda"; il che si applica non solo agli atti esterni ma anche alla sollecitudine interna. Infatti ogni tempo ha la sua propria sollecitudine conveniente; così la sollecitudine per le messi appartiene al tempo estivo, e la sollecitudine per la vendemmia al tempo autunnale. Di conseguenza, se un uomo fosse sollecito per la vendemmia durante l'estate, anticiperebbe inutilmente la sollecitudine appartenente a un tempo futuro. Quindi Nostro Signore proibisce tale eccessiva sollecitudine, dicendo: "Non siate... solleciti per il domani", per cui aggiunge, "poiché il domani sarà sollecito per se stesso", vale a dire, il domani avrà la sua propria sollecitudine, che sarà un peso sufficiente per l'anima. Questo è ciò che intende aggiungendo: "Basta a ciascun giorno il suo affanno", cioè, il peso della sollecitudine.
Risposta all'obiezione 1: La formica è sollecita in un tempo conveniente, ed è questo che è proposto per nostro esempio.
Risposta all'obiezione 2: La debita previsione del futuro appartiene alla prudenza. Ma sarebbe una previsione o sollecitudine disordinata per il futuro, se un uomo cercasse le cose temporali, alle quali si applicano i termini "passato" e "futuro", come fini, o se le cercasse in eccesso rispetto ai bisogni della vita presente, o se anticipasse il tempo per la sollecitudine.
Risposta all'obiezione 3: Come dice Agostino (De Serm. Dom. in Monte ii, 17), "quando vediamo un servo di Dio prendere pensiero per non mancare di queste cose necessarie, non dobbiamo giudicarlo sollecito per il domani, poiché anche Nostro Signore si degnò per nostro esempio di avere una borsa, e leggiamo negli Atti degli Apostoli che si procurarono i mezzi necessari di sostentamento in vista del futuro a causa di una carestia minacciata. Quindi Nostro Signore non condanna coloro che, secondo l'uso umano, si provvedono di tali cose, ma coloro che si oppongono a Dio per amore di queste cose".