II-II, q. 188 a. 4
Se un ordine religioso possa essere istituito per predicare o ascoltare le confessioni
Quaestio 188 · Delle diverse forme di vita religiosa
Obiezione 1: Sembra che nessun ordine religioso possa essere istituito per la predicazione o per ascoltare le confessioni. Infatti si dice (VII, qu. i [*Cap. Hoc nequaquam; Cfr. Questione [187], Articolo [1], Obiezione [1]]): "La vita monastica è una vita di soggezione e discepolato, non di insegnamento, autorità o cura pastorale", e lo stesso apparentemente si applica ai religiosi. Ora predicare e ascoltare le confessioni sono azioni di un pastore e maestro. Pertanto un ordine religioso non dovrebbe essere istituito per questo scopo.
Obiezione 2: Inoltre, lo scopo per cui un ordine religioso è istituito sembrerebbe essere qualcosa di più proprio alla vita religiosa, come affermato sopra (Articolo [1]). Ora le suddette azioni non sono proprie dei religiosi ma dei vescovi. Pertanto un ordine religioso non dovrebbe essere istituito allo scopo di tali azioni.
Obiezione 3: Inoltre, sembra sconveniente che l'autorità di predicare e ascoltare le confessioni sia affidata a un numero illimitato di uomini; e non vi è un numero fisso di coloro che sono ricevuti in un ordine religioso. Pertanto è sconveniente che un ordine religioso sia istituito allo scopo delle suddette azioni.
Obiezione 4: Inoltre, i predicatori hanno il diritto di ricevere il loro sostentamento dai fedeli di Cristo, secondo 1 Cor 9. Se dunque l'ufficio della predicazione fosse affidato a un ordine religioso istituito a tale scopo, ne seguirebbe che i fedeli di Cristo sarebbero tenuti a sostenere un numero illimitato di persone, il che sarebbe un pesante fardello per loro. Pertanto un ordine religioso non dovrebbe essere istituito per l'esercizio di queste azioni.
Obiezione 5: Inoltre, l'organizzazione della Chiesa dovrebbe essere conforme all'istituzione di Cristo. Ora Cristo inviò prima i dodici apostoli a predicare, come riferito in Luca 9, e in seguito inviò i settantadue discepoli, come affermato in Luca 10. Inoltre, secondo la glossa di Beda su "E dopo queste cose" (Lc 10, 1), "gli apostoli sono rappresentati dai vescovi, i settantadue discepoli dai sacerdoti minori", cioè i parroci. Pertanto, oltre ai vescovi e ai parroci, nessun ordine religioso dovrebbe essere istituito allo scopo di predicare e ascoltare le confessioni.
In contrario, Nelle Conferenze dei Padri (Coll. xiv, 4), l'Abate Nesteros, parlando dei vari tipi di ordini religiosi, dice: "Alcuni scegliendo la cura dei malati, altri dedicandosi al sollievo degli afflitti e degli oppressi, o applicandosi all'insegnamento, o facendo elemosina ai poveri, sono stati grandemente stimati a motivo della loro devozione e pietà". Pertanto, proprio come un ordine religioso può essere istituito per la cura dei malati, così anche ne può essere istituito uno per l'istruzione del popolo mediante la predicazione e opere simili.
Rispondo che, Come affermato sopra (Articolo [2]), è conveniente che un ordine religioso sia istituito per le opere della vita attiva, in quanto sono dirette al bene del nostro prossimo, al servizio di Dio e al mantenimento del culto divino. Ora il bene del nostro prossimo è promosso dalle cose pertinenti al benessere spirituale dell'anima piuttosto che dalle cose pertinenti alla fornitura dei bisogni corporali, in proporzione all'eccellenza delle cose spirituali su quelle corporali. Quindi è stato affermato sopra (Questione [32], Articolo [3]) che le opere di misericordia spirituale superano le opere di misericordia corporale. Inoltre questo è più pertinente al servizio di Dio, al Quale nessun sacrificio è più accetto dello zelo per le anime, come dice Gregorio (Hom. xii in Ezech.). Inoltre, è cosa più grande impiegare armi spirituali nel difendere i fedeli contro gli errori degli eretici e le tentazioni del diavolo, che proteggere i fedeli per mezzo di armi corporali. Pertanto è convenientissimo che un ordine religioso sia istituito per la predicazione e opere simili pertinenti alla salvezza delle anime.
Risposta all'obiezione 1: Colui che opera in virtù di un altro, agisce come strumento. E un ministro è come uno "strumento animato", come dice il Filosofo (Polit. i, 2 [*Cfr. Ethic. viii, 11]). Quindi se un uomo predica o fa qualcosa di simile per autorità dei suoi superiori, non si eleva sopra il grado di "discepolato" o "soggezione", che compete ai religiosi.
Risposta all'obiezione 2: Alcuni ordini religiosi sono istituiti per la milizia, per fare la guerra, non certo di propria autorità, ma su quella del sovrano o della Chiesa che sono competenti a fare la guerra in virtù del loro ufficio, come affermato sopra (Articolo [3], ad 4). Allo stesso modo certi ordini religiosi sono istituiti per predicare e ascoltare le confessioni, non certo di propria autorità, ma per autorità dei superiori maggiori e minori, ai quali queste cose appartengono in virtù del loro ufficio. Di conseguenza assistere i propri superiori in tale ministero è proprio di un ordine religioso di questo tipo.
Risposta all'obiezione 3: I vescovi non permettono a questi religiosi singolarmente e indiscriminatamente di predicare o ascoltare le confessioni, ma secondo la discrezione dei superiori religiosi, o secondo la loro stessa nomina.
Risposta all'obiezione 4: I fedeli non sono tenuti per legge a contribuire al sostegno di altri che non siano i loro prelati ordinari, che ricevono le decime e le offerte dei fedeli a tale scopo, così come altre rendite ecclesiastiche. Ma se alcuni uomini sono disposti a servire i fedeli esercitando i suddetti atti gratuitamente, e senza richiedere pagamento come di diritto, i fedeli non ne sono gravati perché i loro contributi temporali possono essere liberalmente ricambiati da quegli uomini, né sono tenuti per legge a contribuire, ma per carità, e tuttavia non in modo che ne siano gravati e altri sollevati, come affermato in 2 Cor 8, 13. Se, tuttavia, non si trovasse nessuno che si dedichi gratuitamente a servizi di questo tipo, il prelato ordinario è tenuto, se non può bastare da solo, a cercare altre persone adatte e a sostenerle egli stesso.
Risposta all'obiezione 5: I settantadue discepoli sono rappresentati non solo dai parroci, ma da tutti coloro di ordine inferiore che in qualsiasi modo assistono i vescovi nel loro ufficio. Infatti non leggiamo che nostro Signore nominò i settantadue discepoli per certe parrocchie fisse, ma che "li inviò a due a due davanti a Sé in ogni città e luogo dove Egli stesso stava per venire". Era conveniente, tuttavia, che oltre ai prelati ordinari altri fossero scelti per questi doveri a causa della moltitudine dei fedeli, e della difficoltà di trovare un numero sufficiente di persone da nominare per ogni località, proprio come fu necessario istituire ordini religiosi per il servizio militare, a causa dell'incapacità dei principi secolari di far fronte agli infedeli in certi paesi.