II-II, q. 188 a. 3
Se un ordine religioso possa essere ordinato alla milizia
Quaestio 188 · Delle diverse forme di vita religiosa
Obiezione 1: Sembra che nessun ordine religioso possa essere ordinato alla milizia. Infatti tutti gli ordini religiosi appartengono allo stato di perfezione. Ora nostro Signore disse con riferimento alla perfezione della vita cristiana (Mt 5, 39): "Io vi dico di non opporvi al malvagio; ma se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l'altra", il che è incompatibile con i doveri di un soldato. Pertanto nessun ordine religioso può essere istituito per la milizia.
Obiezione 2: Inoltre, lo scontro fisico del campo di battaglia è più grave dello scontro a parole che avviene tra avvocati in tribunale. Eppure ai religiosi è proibito patrocinare in giudizio, come appare dalla Decretale De Postulando citata sopra (Articolo [2], Obiezione [2]). Pertanto è molto meno conveniente che un ordine religioso sia istituito per la milizia.
Obiezione 3: Inoltre, lo stato religioso è uno stato di penitenza, come abbiamo detto sopra (Questione [187], Articolo [6]). Ora secondo il codice delle leggi la milizia è proibita ai penitenti, poiché si dice nella Decretale De Poenit., Dist. v, cap. 3: "È del tutto opposto alle regole della Chiesa tornare alla milizia mondana dopo aver fatto penitenza". Pertanto è sconveniente per qualsiasi ordine religioso essere istituito per la milizia.
Obiezione 4: Inoltre, nessun ordine religioso può essere istituito per un oggetto ingiusto. Ma come dice Isidoro (Etym. xviii, 1), "Una guerra giusta è quella che è condotta per ordine dell'imperatore". Poiché dunque i religiosi sono privati cittadini, sembrerebbe illecito per loro fare la guerra; e di conseguenza nessun ordine religioso può essere istituito per questo scopo.
In contrario, Agostino dice (Ep. clxxxix; ad Bonifac.), "Guardati dal pensare che nessuno di coloro che maneggiano armi da guerra possa piacere a Dio. Di questi fu il santo Davide al quale il Signore diede grande testimonianza". Ora gli ordini religiosi sono istituiti affinché gli uomini possano piacere a Dio. Pertanto nulla impedisce l'istituzione di un ordine religioso allo scopo della milizia.
Rispondo che, Come affermato sopra (Articolo [2]), un ordine religioso può essere istituito non solo per le opere della vita contemplativa, ma anche per le opere della vita attiva, in quanto esse riguardano l'aiuto al nostro prossimo e il servizio di Dio, ma non in quanto sono dirette a un oggetto mondano. Ora l'occupazione della milizia può essere diretta all'assistenza del nostro prossimo, non solo per quanto riguarda i privati cittadini, ma anche per quanto riguarda la difesa dell'intera comunità. Quindi si dice di Giuda Maccabeo (1 Mac 3, 2.3) che "egli [Vulg.: 'essi'] combatteva con allegria la battaglia di Israele, e procurò al suo popolo grande onore". Può anche essere diretta al mantenimento del culto divino, per cui (1 Mac 3, 21) si afferma che Giuda disse: "Noi combatteremo per le nostre vite e le nostre leggi", e più avanti (1 Mac 13, 3) Simone disse: "Voi sapete quali grandi battaglie io e i miei fratelli, e la casa di mio padre, abbiamo combattuto per le leggi e il santuario".
Quindi un ordine religioso può essere convenientemente istituito per la milizia, non certo per qualche scopo mondano, ma per la difesa del culto divino e della pubblica sicurezza, o anche dei poveri e degli oppressi, secondo il Sal 81, 4: "Liberate il povero, e salvate il bisognoso dalla mano del peccatore".
Risposta all'obiezione 1: Non resistere al male può essere inteso in due modi. Primo, nel senso di perdonare il torto fatto a se stessi, e così può appartenere alla perfezione, quando è opportuno agire così per il benessere spirituale degli altri. Secondo, nel senso di tollerare pazientemente i torti fatti ad altri: e questo appartiene all'imperfezione, o anche al vizio, se uno è in grado di resistere al malfattore in modo conveniente. Quindi Ambrogio dice (De Offic. i, 27): "Il coraggio con cui un uomo in battaglia difende la sua patria contro i barbari, o protegge i deboli in casa, o i suoi amici contro i ladri, è pieno di giustizia": così anche nostro Signore dice nel passo citato [*Lc 6, 30 "A chi ti toglie il tuo, non richiederlo"; Cfr. Mt 5, 40], "... il tuo, non richiederlo". Se, tuttavia, un uomo non richiedesse la restituzione di ciò che appartiene a un altro, peccherebbe se fosse suo dovere farlo: poiché è lodevole donare la propria proprietà, ma non quella altrui. E molto meno dovrebbero essere trascurate le cose di Dio, poiché come dice Crisostomo [*Hom. v in Matth. nell'Opus Imperfectum, falsamente attribuito a S. Giovanni Crisostomo], "è cosa malvagia trascurare i torti fatti a Dio".
Risposta all'obiezione 2: È incompatibile con qualsiasi ordine religioso agire come avvocato per un oggetto mondano, ma non è incompatibile farlo per ordine del proprio superiore e a favore del proprio monastero, come affermato nella stessa Decretale, o per la difesa dei poveri e delle vedove. Per cui si dice nelle Decretali (Dist. lxxxviii, cap. 1): "Il santo sinodo ha decretato che d'ora in poi nessun chierico deve comprare proprietà o occuparsi di affari secolari, salvo in vista della cura degli orfani... e delle vedove". Allo stesso modo essere soldato per amore di qualche oggetto mondano è contrario a ogni vita religiosa, ma questo non si applica a coloro che sono soldati per amore del servizio di Dio.
Risposta all'obiezione 3: La milizia mondana è proibita ai penitenti, ma la milizia che è diretta al servizio di Dio è imposta come penitenza ad alcune persone, come nel caso di coloro ai quali è ingiunto di prendere le armi in difesa della Terra Santa.
Risposta all'obiezione 4: L'istituzione di un ordine religioso allo scopo della milizia non implica che i religiosi possano fare la guerra di propria autorità; ma possono farlo solo sull'autorità del sovrano o della Chiesa.