II-II, q. 17 a. 6
Se la speranza sia distinta dalle altre virtù teologali
Quaestio 17 · Della speranza considerata in se stessa
Obiezione 1: Sembra che la speranza non sia distinta dalle altre virtù teologali. Infatti gli abiti si distinguono dai loro oggetti, come affermato sopra (FS, Question [54], Article [2]). Ora l'oggetto della speranza è lo stesso delle altre virtù teologali. Dunque la speranza non è distinta dalle altre virtù teologali.
Obiezione 2: Inoltre, nel simbolo della fede, con cui facciamo professione di fede, diciamo: "Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà". Ora l'aspettativa della beatitudine futura appartiene alla speranza, come affermato sopra (Article [5]). Dunque la speranza non è distinta dalla fede.
Obiezione 3: Inoltre, mediante la speranza l'uomo tende a Dio. Ma questo appartiene propriamente alla carità. Dunque la speranza non è distinta dalla carità.
In contrario, Non ci può essere numero senza distinzione. Ora la speranza è numerata con le altre virtù teologali: infatti Gregorio dice (Moral. i, 16) che le tre virtù sono fede, speranza e carità. Dunque la speranza è distinta dalle virtù teologali.
Rispondo che, Una virtù è detta teologale perché ha Dio come oggetto a cui aderisce. Ora si può aderire a una cosa in due modi: primo, per se stessa; secondo, perché qualcos'altro viene raggiunto tramite essa. Di conseguenza la carità ci fa aderire a Dio per Se stesso, unendo le nostre menti a Dio mediante l'emozione dell'amore.
D'altra parte, la speranza e la fede fanno aderire l'uomo a Dio come a un principio da cui ci derivano certe cose. Ora noi deriviamo da Dio sia la conoscenza della verità sia il conseguimento della perfetta bontà. Di conseguenza la fede ci fa aderire a Dio, come fonte da cui deriviamo la conoscenza della verità, poiché crediamo che ciò che Dio ci dice è vero: mentre la speranza ci fa aderire a Dio, come fonte da cui deriviamo la perfetta bontà, cioè in quanto, mediante la speranza, confidiamo nell'assistenza Divina per ottenere la beatitudine.
Risposta all'obiezione 1: Dio è l'oggetto di queste virtù sotto diversi aspetti, come affermato sopra: e un diverso aspetto dell'oggetto basta per la distinzione degli abiti, come affermato sopra (FS, Question [54], Article [2]).
Risposta all'obiezione 2: L'aspettativa è menzionata nel simbolo della fede, non come se fosse l'atto proprio della fede, ma perché l'atto della speranza presuppone l'atto della fede, come affermeremo più avanti (Article [7]). Quindi un atto di fede è espresso nell'atto di speranza.
Risposta all'obiezione 3: La speranza ci fa tendere a Dio, come a un bene da ottenere infine, e come a un soccorritore forte per assistere: mentre la carità, propriamente parlando, ci fa tendere a Dio, unendo i nostri affetti a Lui, affinché viviamo, non per noi stessi, ma per Dio.