III, q. 35 a. 2
Se a Cristo debba essere attribuita una natività temporale
Quaestio 35 · Della Natività di Cristo
Obiezione 1: Sembra che la natività temporale non debba essere attribuita a Cristo. Infatti "nascere è un certo movimento di una cosa che non esisteva prima di nascere, il quale movimento le procura il beneficio dell'esistenza" [*Cf. Agostino, De Unit. Trin. xii]. Ma Cristo era da tutta l'eternità. Pertanto non poteva nascere nel tempo.
Obiezione 2: Inoltre, ciò che è perfetto in se stesso non ha bisogno di nascere. Ma la Persona del Figlio di Dio era perfetta dall'eternità. Pertanto Egli non ha bisogno di nascere nel tempo. Sembra dunque che Egli non abbia avuto alcuna nascita temporale.
Obiezione 3: Inoltre, propriamente parlando, la natività riguarda la persona. Ma in Cristo c'è una sola persona. Pertanto in Cristo non c'è che una sola natività.
Obiezione 4: Inoltre, ciò che nasce da due natività nasce due volte. Ma questa proposizione è falsa: "Cristo è nato due volte": perché la natività con cui Egli è nato dal Padre non subisce interruzione, essendo eterna. Mentre l'interruzione è richiesta per giustificare l'uso dell'avverbio "due volte": infatti si dice che corre due volte un uomo la cui corsa è interrotta. Pertanto sembra che non dovremmo ammettere una doppia natività in Cristo.
In contrario, Damasceno dice (De Fide Orth. iii): "Confessiamo due natività in Cristo: una dal Padre — eterna; e una che è avvenuta in questi ultimi tempi per amor nostro".
Rispondo che, Come detto sopra (Articolo [1]), la natura è comparata alla natività come il termine al movimento o cambiamento. Ora, il movimento è diversificato secondo la diversità dei suoi termini, come mostra il Filosofo (Phys. v). Ma in Cristo vi è una duplice natura: una che Egli ricevette dal Padre dall'eternità, l'altra che ricevette da Sua Madre nel tempo. Pertanto dobbiamo necessariamente attribuire a Cristo una duplice natività: una con la quale nacque dal Padre da tutta l'eternità; una con la quale nacque da Sua Madre nel tempo.
Risposta all'obiezione 1: Questo era l'argomento di un certo eretico, Feliciano, ed è risolto così da Agostino (Contra Felic. xii). "Supponiamo", dice, "come molti sostengono, che nel mondo ci sia un'anima universale, che, col suo ineffabile movimento, dia così vita a ogni seme, da non essere composta con le cose generate, ma da conferire la vita affinché esse possano essere generate. Senza dubbio, quando quest'anima raggiunge il grembo, essendo intenta a plasmare la materia passibile al proprio scopo, unisce se stessa alla personalità di quella, sebbene manifestamente non sia della stessa sostanza; e così dall'anima attiva e dalla materia passiva, un solo uomo è fatto da due sostanze. E così confessiamo che l'anima nasce dal grembo; ma non come se, prima della nascita, non fosse nulla in se stessa. Così, dunque, ma in modo molto più sublime, il Figlio di Dio nacque come uomo, proprio come si ritiene che l'anima nasca insieme al corpo: non come se entrambi facessero una sola sostanza, ma che da entrambi risulti una sola persona. Tuttavia non diciamo che il Figlio di Dio iniziò così ad esistere: affinché non si pensi che la Sua Divinità sia temporale. Né riconosciamo che la carne del Figlio di Dio sia stata dall'eternità: affinché non si pensi che Egli abbia preso non un vero corpo umano, ma una qualche somiglianza di esso".
Risposta all'obiezione 2: Questo era un argomento di Nestorio, ed è così risolto da Cirillo in un'epistola [*Cf. Acta Concil. Ephes., p. 1, cap. viii]: "Non diciamo che il Figlio di Dio avesse bisogno, per Se stesso, di una seconda natività, dopo quella che è dal Padre: poiché è stolto e segno di ignoranza dire che Colui che è da tutta l'eternità, e coeterno col Padre, abbia bisogno di iniziare di nuovo ad esistere. Ma poiché per noi e per la nostra salvezza, unendo la natura umana alla Sua Persona, Egli divenne figlio di una donna, per questa ragione diciamo che Egli nacque nella carne".
Risposta all'obiezione 3: La natività riguarda la persona come suo soggetto, la natura come suo termine. Ora, è possibile che diverse trasformazioni siano nello stesso soggetto: tuttavia devono essere diversificate rispetto ai loro termini. Ma non diciamo questo come se la natività eterna fosse una trasformazione o un movimento, ma perché è designata a modo di trasformazione o movimento.
Risposta all'obiezione 4: Si può dire che Cristo sia nato due volte rispetto alle Sue due natività. Infatti, proprio come si dice che corre due volte colui che corre in due tempi diversi, così si può dire che nasce due volte Colui che nasce una volta dall'eternità e una volta nel tempo: perché l'eternità e il tempo differiscono molto più di due tempi diversi, sebbene ciascuno significhi una misura di durata.