III, q. 31 a. 4
Se la materia del corpo di Cristo dovesse essere presa da una donna
Quaestio 31 · Della materia da cui fu concepito il corpo del Salvatore
Obiezione 1: Sembra che la materia del corpo di Cristo non dovesse essere presa da una donna. Infatti il sesso maschile è più nobile di quello femminile. Ma era convenientissimo che Cristo assumesse ciò che è perfetto nella natura umana. Dunque sembra che Egli non avrebbe dovuto prendere la carne da una donna ma piuttosto dall'uomo: proprio come Eva fu formata dalla costola di un uomo.
Obiezione 2: Inoltre, chiunque è concepito da una donna è rinchiuso nel suo grembo. Ma non si addice a Dio, che riempie cielo e terra, come sta scritto in Ger 23,24, essere rinchiuso entro gli stretti limiti del grembo. Dunque sembra che Egli non avrebbe dovuto essere concepito da una donna.
Obiezione 3: Inoltre, coloro che sono concepiti da una donna contraggono una certa immondizia: come sta scritto (Gb 25,4): "Può l'uomo essere giustificato davanti a Dio? O apparire mondo colui che è nato da donna?". Ma era sconveniente che qualsiasi immondizia fosse in Cristo: poiché Egli è la Sapienza di Dio, della quale sta scritto (Sap 7,25) che "nessuna cosa contaminata entra in lei". Dunque non sembra giusto che Egli abbia preso la carne da una donna.
In contrario, Sta scritto (Gal 4,4): "Dio mandò il suo Figlio, nato da donna".
Rispondo che, Sebbene il Figlio di Dio avrebbe potuto prendere la carne da qualsiasi materia avesse voluto, fu tuttavia convenientissimo che Egli prendesse la carne da una donna. Primo, perché in questo modo l'intera natura umana fu nobilitata. Quindi Agostino dice (De diversis quaestionibus lxxxiii, qu. 11): "Era conveniente che la liberazione dell'uomo fosse manifestata in entrambi i sessi. Di conseguenza, poiché spettava a un uomo, essendo del sesso più nobile, assumere, era conveniente che la liberazione del sesso femminile fosse manifestata in quell'uomo nascendo da una donna".
Secondo, perché così la verità dell'Incarnazione è resa evidente. Perciò Ambrogio dice (De Incarn. vi): "Troverai in Cristo molte cose sia naturali, sia soprannaturali. Secondo natura Egli fu nel grembo", cioè del corpo di una donna: "ma fu sopra la natura che una vergine concepisse e partorisse: affinché tu potessi credere che Egli era Dio, che stava rinnovando la natura; e che Egli era uomo che, secondo natura, nasceva da un uomo". E Agostino dice (Ep. ad Volus. cxxxvii): "Se Dio Onnipotente avesse creato un uomo formato diversamente che nel grembo di una madre, e lo avesse improvvisamente prodotto alla vista... non avrebbe rafforzato un'opinione erronea, e reso impossibile per noi credere che Egli fosse diventato un vero uomo? E mentre Egli fa tutte le cose mirabilmente, avrebbe tolto ciò che compì nella misericordia? Ma ora, Egli, il mediatore tra Dio e l'uomo, si è mostrato in modo tale che, unendo entrambe le nature nell'unità di una sola Persona, ha dato dignità alle cose ordinarie mediante quelle straordinarie, e temperato le straordinarie con le ordinarie".
Terzo, perché in questo modo la generazione dell'uomo è compiuta in ogni varietà di modi. Infatti il primo uomo fu fatto dal "limo della terra", senza il concorso di uomo o donna: Eva fu fatta dall'uomo ma non dalla donna: e gli altri uomini sono fatti sia dall'uomo che dalla donna. Cosicché questo quarto modo rimase come proprio di Cristo, che Egli fosse fatto da una donna senza il concorso di un uomo.
Risposta all'obiezione 1: Il sesso maschile è più nobile di quello femminile, e per questa ragione Egli prese la natura umana nel sesso maschile. Ma affinché il sesso femminile non fosse disprezzato, fu conveniente che Egli prendesse la carne da una donna. Quindi Agostino dice (De Agone Christ. xi): "Uomini, non disprezzate voi stessi: il Figlio di Dio si è fatto uomo: non disprezzate voi stesse, donne; il Figlio di Dio è nato da una donna".
Risposta all'obiezione 2: Agostino risponde così (Contra Faust. xxiii) a Fausto, che sollevava questa obiezione; "In nessun modo", dice, "la Fede Cattolica, che crede che Cristo il Figlio di Dio sia nato da una vergine, secondo la carne, suppone che lo stesso Figlio di Dio fosse così rinchiuso nel grembo di Sua Madre, da cessare di essere altrove, come se non continuasse più a governare cielo e terra, e come se si fosse ritirato dal Padre. Ma voi, Manichei, essendo di una mente che non ammette altro che immagini materiali, siete del tutto incapaci di afferrare queste cose". Infatti, come dice ancora (Ep. ad Volus. cxxxvii), "appartiene al senso dell'uomo formare concezioni solo attraverso corpi tangibili, nessuno dei quali può essere intero ovunque, perché devono necessariamente essere diffusi attraverso le loro innumerevoli parti in vari luoghi... Ben diversa è la natura dell'anima da quella del corpo: quanto più la natura di Dio, il Creatore dell'anima e del corpo! ... Egli è capace di essere intero ovunque, e di non essere contenuto in alcun luogo. Egli è capace di venire senza muoversi dal luogo dove era; e di andare senza lasciare il luogo da cui venne".
Risposta all'obiezione 3: Non c'è alcuna immondizia nel concepimento dell'uomo da una donna, in quanto questo è opera di Dio: perciò sta scritto (At 10,15): "Ciò che Dio ha purificato tu non chiamarlo profano", cioè immondo. Vi è, tuttavia, una certa immondizia in esso, risultante dal peccato, in quanto il desiderio concupiscente accompagna il concepimento mediante unione sessuale. Ma questo non fu il caso di Cristo, come mostrato sopra (Questione [28], Articolo [1]). Ma se vi fosse stata qualche immondizia in esso, il Verbo di Dio non ne sarebbe stato macchiato, poiché Egli è assolutamente immutabile. Perciò Agostino dice (Contra Quinque Haereses v): "Dio dice, il Creatore dell'uomo: Che cos'è che ti turba nella Mia Nascita? Non fui concepito da desiderio concupiscente. Mi feci una madre dalla quale nascere. Se i raggi del sole possono asciugare la sporcizia nella fogna, e tuttavia non essere contaminati: molto più lo Splendore della luce eterna può purificare qualunque cosa su cui risplende, ma Esso stesso non può essere macchiato".