Suppl., q. 8 a. 3
Se, fuori dal caso di necessità, qualcuno che non è sacerdote possa ascoltare la confessione dei peccati veniali
Quaestio 8 · Del ministro della confessione
Obiezione 1: Sembra che, fuori dal caso di necessità, nessuno tranne un sacerdote possa ascoltare la confessione dei peccati veniali. Infatti la dispensa di un sacramento è affidata a un laico per motivo di necessità. Ma la confessione dei peccati veniali non è necessaria. Dunque non è affidata a un laico.
Obiezione 2: Inoltre, l'Estrema Unzione è ordinata contro il peccato veniale, proprio come la Penitenza. Ma la prima non può essere data da un laico, come appare da Giacomo 5, 14. Dunque neppure la confessione dei peccati veniali può essere fatta a un laico.
In contrario, Vi è l'autorità di Beda (su Giacomo 5, 16, "Confessate... gli uni agli altri") citata nel testo (Sent. iv, D, 17).
Rispondo che, Con il peccato veniale l'uomo non è separato né da Dio né dai sacramenti della Chiesa: perciò non ha bisogno di ricevere alcuna ulteriore grazia per il perdono di tale peccato, né ha bisogno di essere riconciliato con la Chiesa. Di conseguenza un uomo non ha bisogno di confessare i suoi peccati veniali a un sacerdote. E poiché la confessione fatta a un laico è un sacramentale, sebbene non sia un sacramento perfetto, e poiché procede dalla carità, ha una naturale attitudine a rimettere i peccati, proprio come il battersi il petto, o l'aspersione dell'acqua santa (cfr. TP, Questione [87], Articolo [3]).
Questo basta per la Risposta alla Prima Obiezione, perché non c'è bisogno di ricevere un sacramento per il perdono dei peccati veniali, e un sacramentale, come l'acqua santa o simili, è sufficiente allo scopo.
Risposta all'obiezione 2: L'Estrema Unzione non è data direttamente come rimedio per il peccato veniale, né lo è alcun altro sacramento.