Suppl., q. 67 a. 6
Se la causa del ripudio fosse l'odio per la moglie?
Quaestio 67 · Del libello del ripudio
Obiezione 1: Sembra che la causa del ripudio fosse l'odio per la moglie. Infatti sta scritto (Malachia 2,16): "Quando la odierai ripudiala". Dunque, ecc.
Obiezione 2: Inoltre, sta scritto (Dt 24,1): "Se... ella non trova grazia ai suoi occhi, per qualche turpitudine", ecc. Dunque segue la stessa conclusione di prima.
Obiezione 3: In contrario, la sterilità e la fornicazione sono più opposte al matrimonio dell'odio. Dunque avrebbero dovuto essere cause di ripudio piuttosto che l'odio.
Obiezione 4: Inoltre, l'odio può essere causato dalla virtù della persona odiata. Dunque, se l'odio è una causa sufficiente, una donna potrebbe essere ripudiata a causa della sua virtù, il che è assurdo.
Obiezione 5: Inoltre, "Se un uomo sposa una moglie e poi la odia, e cerca occasioni per ripudiarla"* allegando che non era vergine quando la sposò, se non riuscisse a provare questo, sarà battuto, e sarà condannato a cento sicli d'argento, e non potrà ripudiarla per tutti i giorni della sua vita (Dt 22,13-19). [*Il resto del passo è apparentemente citato a memoria.] Dunque l'odio non è una causa sufficiente per il divorzio.
Rispondo che, È opinione generale dei santi uomini che la ragione per cui fu dato il permesso di ripudiare la moglie fosse l'evitare l'uxoricidio. Ora la causa prossima dell'omicidio è l'odio: perciò la causa prossima del ripudio era l'odio. Ma l'odio procede, come l'amore, da una causa. Perciò dobbiamo assegnare al ripudio certe cause remote che erano causa di odio. Infatti Agostino dice nella sua glossa (De Serm. Dom. in Monte i, 14): "Nella Legge c'erano molte cause per ripudiare una moglie: Cristo non ne ammise nessuna se non la fornicazione: ed Egli comanda che altre lagnanze siano sopportate per la fedeltà coniugale e la castità". Tali cause sono imperfezioni o del corpo, come malattia o qualche notevole deformità, o nell'anima come la fornicazione o simili che ammontano a depravazione morale. Alcuni, tuttavia, restringono queste cause entro limiti più stretti, dicendo con sufficiente probabilità che non era lecito ripudiare una moglie se non per qualche causa successiva al matrimonio; e che neppure allora poteva essere fatto per una qualsiasi causa, ma solo per quelle che potevano ostacolare il bene della prole, sia nel corpo come la sterilità, o la lebbra e simili, o nell'anima, per esempio se fosse una donna di abitudini malvagie che i suoi figli attraverso il continuo contatto con lei imiterebbero. C'è tuttavia una glossa su Dt 24,1, "Se... ella non trova grazia ai suoi occhi", che sembrerebbe restringerle ancora di più, cioè al peccato, dicendo che lì "turpitudine" denota il peccato: ma "peccato" nella glossa si riferisce non solo alla moralità dell'anima ma anche alla condizione del corpo. Di conseguenza concediamo le prime due obiezioni.
Risposta all'obiezione 3: La sterilità e altre cose simili sono cause di odio, e così sono cause remote di ripudio.
Risposta all'obiezione 4: Nessuno è odioso a causa della virtù in quanto tale, perché la bontà è la causa dell'amore. Perciò l'argomento non regge.
Risposta all'obiezione 5: Il marito era punito in quel caso con l'impossibilità di ripudiare la moglie per sempre, proprio come nel caso in cui avesse corrotto una vergine (Dt 22,28-30).