Suppl., q. 19 a. 6
Se coloro che sono scismatici, eretici, scomunicati, sospesi o degradati abbiano l'uso delle chiavi
Quaestio 19 · Del ministro delle chiavi
Obiezione 1: Sembra che coloro che sono scismatici, eretici, scomunicati, sospesi o degradati abbiano l'uso delle chiavi. Infatti, proprio come il potere delle chiavi risulta dall'ordine, così fa il potere di consacrazione. Ma i suddetti non possono perdere l'uso del potere di consacrazione, poiché se consacrano è valido, sebbene pecchino nel farlo. Dunque neppure possono perdere l'uso delle chiavi.
Obiezione 2: Inoltre, qualsiasi potestà spirituale attiva in uno che ha l'uso del libero arbitrio può essere esercitata da lui quando vuole. Ora il potere delle chiavi rimane nei suddetti, poiché, essendo conferito solo con l'ordine, dovrebbero essere riordinati quando ritornano alla Chiesa. Dunque, poiché è una potestà attiva, possono esercitarla quando vogliono.
Obiezione 3: Inoltre, la grazia spirituale è ostacolata dalla colpa più che dalla pena. Ora la scomunica, la sospensione e la degradazione sono pene. Dunque, poiché un uomo non perde l'uso delle chiavi a motivo della colpa, sembra che non lo perda a motivo delle suddette cose.
In contrario, Agostino dice (Tract. cxxi in Joan.) che la "carità della Chiesa perdona i peccati". Ora è la carità della Chiesa che unisce i suoi membri. Poiché dunque i suddetti sono disuniti dalla Chiesa, sembra che non abbiano l'uso delle chiavi nel rimettere i peccati.
Inoltre, nessun uomo è assolto dal peccato peccando. Ora è un peccato per chiunque cercare l'assoluzione dei propri peccati dai suddetti, poiché disobbedisce alla Chiesa nel farlo. Dunque non può essere assolto da loro: e così segue la stessa conclusione.
Rispondo che, In tutti i suddetti il potere delle chiavi rimane quanto alla sua essenza, ma il suo uso è impedito a motivo della mancanza di materia. Infatti, poiché l'uso delle chiavi richiede in chi le usa l'autorità sulla persona su cui sono usate, come affermato sopra (Question [17], Article [2], ad 2), la materia propria su cui uno può esercitare l'uso delle chiavi è un uomo sotto la propria autorità. E poiché è per disposizione della Chiesa che un uomo ha autorità su un altro, così un uomo può essere privato della sua autorità su un altro dai suoi superiori ecclesiastici. Di conseguenza, poiché la Chiesa priva gli eretici, gli scismatici e simili, sottraendo loro i sudditi o del tutto o in qualche rispetto, in quanto ne sono così privati, non possono avere l'uso delle chiavi.
Risposta all'obiezione 1: La materia del sacramento dell'Eucaristia, su cui il sacerdote esercita il suo potere, non è un uomo ma il pane di frumento, e nel Battesimo, la materia è semplicemente un uomo. Perciò, proprio come, se un eretico fosse senza pane di frumento, non potrebbe consacrare, così neppure un prelato può assolvere se è privato della sua autorità, tuttavia può battezzare e consacrare, sebbene a propria dannazione.
Risposta all'obiezione 2: L'asserzione è vera, purché non manchi la materia come avviene nel caso in questione.
Risposta all'obiezione 3: Il peccato, di per sé, non rimuove la materia, come fanno certe pene: cosicché la pena è un impedimento non perché è contraria all'effetto, ma per la ragione indicata.