II-II, q. 62 a. 8
Se un uomo sia tenuto alla restituzione immediata, o possa differirla
Quaestio 62 · Della restituzione
Obiezione 1: Sembra che un uomo non sia tenuto alla restituzione immediata, e possa lecitamente ritardare il restituire. Infatti i precetti affermativi non obbligano per sempre. Ora la necessità di fare restituzione è vincolante attraverso un precetto affermativo. Dunque un uomo non è tenuto alla restituzione immediata.
Obiezione 2: Inoltre, nessun uomo è tenuto a fare ciò che è impossibile. Ma a volte è impossibile fare restituzione subito. Dunque nessun uomo è tenuto alla restituzione immediata.
Obiezione 3: Inoltre, la restituzione è un atto di virtù, cioè di giustizia. Ora il tempo è una delle circostanze richieste per gli atti virtuosi. Poiché dunque le altre circostanze non sono determinate per gli atti di virtù, ma sono determinabili secondo il dettame della prudenza, sembra che neanche nella restituzione ci sia un tempo fissato, cosicché un uomo sia tenuto a restituire subito.
In contrario, Tutte le questioni di restituzione sembrano rientrare in un unico capo. Ora un uomo che affitta i servizi di un salariato, non deve ritardare il compenso, come appare da Lv 19,13: "Il salario di colui che è stato assunto da te non rimarrà presso di te fino al mattino". Dunque neanche negli altri casi di restituzione è lecito ritardare, e la restituzione deve essere fatta subito.
Rispondo che, Proprio come è un peccato contro la giustizia prendere la proprietà altrui, così lo è anche trattenerla, poiché, trattenere la proprietà di un altro contro la volontà del proprietario, è privarlo dell'uso di ciò che gli appartiene, e fargli un'ingiuria. Ora è chiaro che è sbagliato rimanere nel peccato anche per breve tempo; e uno è tenuto a rinunciare al proprio peccato subito, secondo Eccli 21,2: "Fuggi dal peccato come dalla faccia di un serpente". Di conseguenza uno è tenuto alla restituzione immediata, se possibile, o a chiedere una dilazione alla persona che ha il potere di concedere l'uso della cosa.
Risposta all'obiezione 1: Sebbene il precetto circa il fare restituzione sia affermativo nella forma, implica un precetto negativo che ci vieta di trattenere la proprietà altrui.
Risposta all'obiezione 2: Quando uno non è in grado di restituire subito, questa stessa incapacità lo scusa dalla restituzione immediata: proprio come una persona è del tutto scusata dal fare restituzione se è del tutto incapace di farla. È, tuttavia, tenuto o lui stesso o tramite un altro a chiedere alla persona alla quale deve compensazione di concedergli una remissione o una dilazione.
Risposta all'obiezione 3: Ogniqualvolta l'omissione di una circostanza è contraria alla virtù, quella circostanza deve essere considerata come determinata, e siamo tenuti a osservarla: e poiché il ritardo della restituzione comporta un peccato di detenzione ingiusta che si oppone alla detenzione giusta, è ragionevole che il tempo sia determinato nel punto che la restituzione sia immediata.