III, q. 47 a. 5
Se i persecutori di Cristo sapessero chi Egli fosse
Quaestio 47 · Della causa efficiente della Passione di Cristo
Obiezione 1: Sembra che i persecutori di Cristo sapessero chi Egli fosse. Infatti sta scritto (Mt 21,38) che i vignaioli vedendo il figlio dissero tra sé: "Costui è l'erede; venite, uccidiamolo". Su questo Girolamo osserva: "Nostro Signore prova manifestamente con queste parole che i capi dei Giudei crocifissero il Figlio di Dio non per ignoranza, ma per invidia: infatti capirono che era Lui al quale il Padre dice per mezzo del Profeta: 'Chiedi a Me, e ti darò le genti in tua eredità'". Sembra, dunque, che sapessero che Egli era il Cristo o il Figlio di Dio.
Obiezione 2: Inoltre, nostro Signore dice (Gv 15,24): "Ma ora hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio". Ora ciò che si vede è conosciuto manifestamente. Dunque i Giudei, conoscendo Cristo, gli inflissero la Passione per odio.
Obiezione 3: Inoltre, si dice in un sermone pronunciato nel Concilio di Efeso (P. iii, cap. x): "Proprio come colui che strappa il messaggio imperiale è condannato a morire, in quanto disprezza la parola del principe; così il Giudeo, che crocifisse Colui che aveva visto, pagherà la pena per aver osato porre le sue mani su Dio il Verbo stesso". Ora questo non sarebbe così se non avessero saputo che Egli era il Figlio di Dio, perché la loro ignoranza li avrebbe scusati. Dunque sembra che i Giudei nel crocifiggere Cristo sapessero che Egli era il Figlio di Dio.
In contrario, Sta scritto (1 Cor 2,8): "Se l'avessero conosciuta, non avrebbero mai crocifisso il Signore della gloria". E (At 3,17), Pietro, rivolgendosi ai Giudei, dice: "Io so che lo faceste per ignoranza, come pure i vostri capi". Parimenti il Signore pendendo dalla croce disse: "Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno" (Lc 23,34).
Rispondo che, Tra i Giudei alcuni erano anziani, e altri di grado inferiore. Ora secondo l'autore del De Qq. Nov. et Vet. Test., qu. lxvi, gli anziani, che erano chiamati "capi, sapevano", come anche i demoni, "che Egli era il Cristo promesso nella Legge: infatti vedevano in Lui tutti i segni che i profeti avevano detto si sarebbero avverati: ma non conoscevano il mistero della sua Divinità". Di conseguenza l'Apostolo dice: "Se l'avessero conosciuta, non avrebbero mai crocifisso il Signore della gloria". Si deve, tuttavia, intendere che la loro ignoranza non li scusava dal crimine, perché era, per così dire, ignoranza affettata. Infatti vedevano segni manifesti della sua Divinità; eppure li pervertivano per odio e invidia di Cristo; né volevano credere alle sue parole, con le quali Egli dichiarava di essere il Figlio di Dio. Quindi Egli stesso dice di loro (Gv 15,22): "Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato". E in seguito aggiunge (Gv 15,24): "Se non avessi fatto in mezzo a loro opere che nessun altro ha mai fatto, non avrebbero peccato". E così l'espressione impiegata da Giobbe (21,14) può essere accettata per conto loro: "(Che) dissero a Dio: allontanati da noi, non desideriamo la conoscenza delle tue vie".
Ma quelli di grado inferiore - vale a dire il popolo comune - che non avevano afferrato i misteri delle Scritture, non comprendevano pienamente che Egli fosse il Cristo o il Figlio di Dio. Infatti, sebbene alcuni di loro credessero in Lui, tuttavia la moltitudine non credeva; e se talvolta dubitavano se Egli fosse il Cristo, a causa dei molteplici segni e della forza del suo insegnamento, come è affermato in Gv 7,31.41, tuttavia furono ingannati in seguito dai loro capi, così che non credettero che Egli fosse il Figlio di Dio o il Cristo. Quindi Pietro disse loro: "Io so che lo faceste per ignoranza, come pure i vostri capi" - cioè, perché furono sedotti dai capi.
Risposta all'obiezione 1: Quelle parole sono dette dai vignaioli della vigna; e questi significano i capi del popolo, che sapevano che Egli era l'erede, in quanto sapevano che Egli era il Cristo promesso nella Legge, ma le parole del Sal 2,8 sembrano militare contro questa risposta: "Chiedi a Me, e ti darò le genti in tua eredità"; le quali sono indirizzate a Colui del quale è detto: "Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato". Se, dunque, sapevano che Egli era colui al quale erano indirizzate le parole: "Chiedi a Me, e ti darò le genti in tua eredità", ne consegue che sapevano che Egli era il Figlio di Dio. Anche Crisostomo dice sullo stesso passo che "sapevano che Egli era il Figlio di Dio". Beda parimenti, commentando le parole: "Perché non sanno quello che fanno" (Lc 23,34), dice: "Si deve osservare che Egli non prega per coloro che, comprendendo che Egli era il Figlio di Dio, preferirono crocifiggerlo piuttosto che riconoscerlo". Ma a questo si può rispondere che sapevano che Egli era il Figlio di Dio, non dalla sua Natura, ma dall'eccellenza della sua singolare grazia.
Tuttavia possiamo ritenere che si dica che abbiano saputo anche che Egli era veramente il Figlio di Dio, in quanto ne avevano segni evidenti: eppure per odio e invidia, rifiutarono di dare credito a questi segni, dai quali avrebbero potuto sapere che Egli era il Figlio di Dio.
Risposta all'obiezione 2: Le parole citate sono precedute dalle seguenti: "Se non avessi fatto in mezzo a loro opere che nessun altro ha mai fatto, non avrebbero peccato"; e poi seguono le parole: "Ma ora hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio". Ora tutto questo mostra che mentre contemplavano le opere meravigliose di Cristo, fu a causa del loro odio che non riconobbero che Egli era il Figlio di Dio.
Risposta all'obiezione 3: L'ignoranza affettata non scusa dalla colpa, ma sembra, piuttosto, aggravarla: infatti mostra che un uomo è così fortemente attaccato al peccato che desidera incorrere nell'ignoranza per non evitare di peccare. I Giudei dunque peccarono, come crocifissori non solo dell'Uomo-Cristo, ma anche come di Dio.