III, q. 47 a. 4
Se fosse conveniente che Cristo soffrisse per mano dei Gentili
Quaestio 47 · Della causa efficiente della Passione di Cristo
Obiezione 1: Sembra sconveniente che Cristo dovesse soffrire per mano dei Gentili. Infatti, poiché gli uomini dovevano essere liberati dal peccato dalla morte di Cristo, sembrerebbe conveniente che pochissimi peccassero nella sua morte. Ma i Giudei peccarono nella sua morte, a nome dei quali si dice (Mt 21,38): "Costui è l'erede; venite, uccidiamolo". Sembra conveniente, dunque, che i Gentili non fossero implicati nel peccato dell'uccisione di Cristo.
Obiezione 2: Inoltre, la verità dovrebbe rispondere alla figura. Ora non erano i Gentili ma i Giudei a offrire i sacrifici figurativi della Legge Antica. Dunque neppure la Passione di Cristo, che fu un vero sacrificio, doveva compiersi per mano dei Gentili.
Obiezione 3: Inoltre, come riferito in Gv 5,18, "i Giudei cercavano di uccidere" Cristo perché "non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio". Ma queste cose sembravano essere solo contro la Legge dei Giudei: quindi essi stessi dissero (Gv 19,7): "Secondo la Legge deve morire perché si è fatto Figlio di Dio". Sembra conveniente, dunque, che Cristo soffrisse per mano non dei Gentili, ma dei Giudei, e che ciò che dissero non fosse vero: "A noi non è lecito mettere a morte nessuno", poiché molti peccati sono punibili con la morte secondo la Legge, come è evidente da Lev 20.
In contrario, Nostro Signore stesso dice (Mt 20,19): "Lo consegneranno ai pagani per essere schernito, flagellato e crocifisso".
Rispondo che, L'effetto della Passione di Cristo fu prefigurato dal modo stesso della sua morte. Infatti la Passione di Cristo operò il suo effetto di salvezza prima di tutto tra i Giudei, moltissimi dei quali furono battezzati nella sua morte, come è evidente da At 2,41 e At 4,4. In seguito, mediante la predicazione dei Giudei, la Passione di Cristo passò ai Gentili. Di conseguenza era conveniente che Cristo iniziasse le sue sofferenze per mano dei Giudei e, dopo che essi lo ebbero consegnato, finisse la sua Passione per mano dei Gentili.
Risposta all'obiezione 1: Per dimostrare la pienezza del suo amore, a motivo del quale soffrì, Cristo sulla croce pregò per i suoi persecutori. Pertanto, affinché i frutti della sua supplica potessero giungere a Giudei e Gentili, Cristo volle soffrire da parte di entrambi.
Risposta all'obiezione 2: La Passione di Cristo fu l'offerta di un sacrificio, in quanto Egli sopportò la morte di sua libera volontà per carità: ma in quanto soffrì dai suoi persecutori non fu un sacrificio, ma un peccato gravissimo.
Risposta all'obiezione 3: Come dice Agostino (Tract. cxiv in Joan.): "I Giudei dissero che 'a noi non è lecito mettere a morte nessuno', perché intendevano che non era lecito per loro mettere a morte nessuno" a causa della sacralità del giorno di festa, che avevano già iniziato a celebrare. O, come osserva Crisostomo (Hom. lxxxiii in Joan.), perché volevano che fosse ucciso non come trasgressore della Legge, ma come nemico pubblico, poiché si era fatto re, cosa di cui non spettava a loro giudicare. O, ancora, perché non era lecito per loro crocifiggerlo (come volevano), ma lapidarlo, come fecero con Stefano. Meglio ancora è dire che il potere di mettere a morte era stato tolto loro dai Romani, di cui erano sudditi.