Suppl., q. 83 a. 1
Se la sottigliezza sia una proprietà del corpo glorioso
Quaestio 83 · Della sottigliezza dei corpi dei beati
Obiezione 1: Sembra che la sottigliezza non sia una proprietà del corpo glorioso. Infatti le proprietà della gloria superano le proprietà della natura, così come la chiarezza della gloria supera la chiarezza del sole, che è la massima in natura. Di conseguenza, se la sottigliezza fosse una proprietà del corpo glorioso, sembrerebbe che il corpo glorioso debba essere più sottile di qualsiasi cosa sia sottile in natura, e così sarebbe "più sottile del vento e dell'aria", cosa che fu condannata da Gregorio nella città di Costantinopoli, come egli stesso riferisce (Moral. xiv, 56).
Obiezione 2: Inoltre, come il caldo e il freddo sono qualità semplici dei corpi, cioè degli elementi, così lo è la sottigliezza. Ma il calore e le altre qualità degli elementi non saranno intensificati nei corpi gloriosi più di quanto lo siano ora; anzi, saranno maggiormente ridotti al giusto mezzo. Dunque, neppure la sottigliezza sarà in essi maggiore di quanto lo sia ora.
Obiezione 3: Inoltre, la sottigliezza si trova nei corpi come risultato della scarsità di materia, per cui si dicono più sottili i corpi che hanno meno materia a parità di dimensioni; come il fuoco in confronto all'aria, l'aria in confronto all'acqua, e l'acqua in confronto alla terra. Ma nei corpi gloriosi ci sarà tanta materia quanta ce n'è ora, né le loro dimensioni saranno maggiori. Dunque non saranno allora più sottili di adesso.
In contrario, Sta scritto (1 Cor 15,44): "Si semina un corpo corruttibile, risorge spirituale", cioè un corpo simile allo spirito. Ma la sottigliezza di uno spirito supera ogni sottigliezza corporea. Dunque i corpi gloriosi saranno sottilissimi.
Inoltre, quanto più un corpo è sottile, tanto più è nobile. Ma i corpi gloriosi saranno nobilissimi. Dunque saranno sottilissimi.
Rispondo che, La sottigliezza prende il nome dalla capacità di penetrare. Onde si dice nel De Gener. ii che "il sottile è ciò che riempie le parti e le parti delle parti". Ora, che un corpo abbia il potere di penetrare può accadere per due cause. Primo, per la piccolezza della quantità, specialmente rispetto alla profondità e alla larghezza, ma non alla lunghezza, perché la penetrazione riguarda la profondità, per cui la lunghezza non è un ostacolo alla penetrazione. Secondo, per la scarsità di materia, per cui rarità è sinonimo di sottigliezza: e poiché nei corpi rari la forma predomina maggiormente sulla materia, il termine "sottigliezza" è stato trasferito a quei corpi che sono più perfettamente soggetti alla loro forma e ne sono più pienamente perfezionati: così parliamo di sottigliezza nel sole, nella luna e in corpi simili, proprio come l'oro e cose simili possono essere chiamati sottili quando sono perfettissimamente completi nel loro essere specifico e nella loro potenza. E poiché le cose incorporee mancano di quantità e materia, il termine "sottigliezza" si applica ad esse non solo in ragione della loro sostanza, ma anche a motivo della loro potenza. Infatti, come si dice che una cosa sottile è penetrativa per il motivo che giunge fino alla parte più intima di una cosa, così si dice che un intelletto è sottile perché giunge alla visione dei principi intrinseci e delle proprietà naturali nascoste di una cosa. Allo stesso modo si dice che una persona ha una vista sottile, perché è capace di percepire con la vista cose di piccolissima dimensione: e lo stesso vale per gli altri sensi. Di conseguenza, alcuni hanno differito nell'attribuire la sottigliezza ai corpi gloriosi in modi diversi.
Infatti certi eretici, come riferisce Agostino (De Civ. Dei xiii, 22), attribuivano loro la sottigliezza per cui si dicono sottili le sostanze spirituali: e dicevano che alla risurrezione il corpo sarà trasformato in spirito, e che per questa ragione l'Apostolo descrive come "spirituali" i corpi di coloro che risorgono (1 Cor 15,44). Ma questo non può essere sostenuto. Primo, perché un corpo non può essere mutato in spirito, poiché non vi è comunanza di materia tra loro: e Boezio lo prova (De Duab. Nat.). Secondo, perché, se ciò fosse possibile e il corpo di uno fosse mutato in spirito, non risorgerebbe un uomo, poiché l'uomo consiste naturalmente di anima e corpo. Terzo, perché se questo fosse il significato dell'Apostolo, proprio come parla di corpi spirituali, così parlerebbe di corpi naturali [animali] come mutati in anime: e questo è chiaramente falso.
Onde certi eretici dissero che il corpo rimarrà alla risurrezione, ma che sarà dotato di sottigliezza per mezzo della rarefazione, cosicché i corpi umani nel risorgere saranno come l'aria o il vento, come riferisce Gregorio (Moral. xiv, 56). Ma neppure questo può essere sostenuto, perché nostro Signore ebbe un corpo palpabile dopo la Risurrezione, come appare dall'ultimo capitolo di Luca, e dobbiamo credere che il Suo corpo fosse sommamente sottile. Inoltre il corpo umano risorgerà con carne e ossa, come fece il corpo di nostro Signore, secondo Lc 24,39: "Uno spirito non ha carne e ossa come vedete che io ho", e Giobbe 19,26: "Nella mia carne vedrò Dio", mio Salvatore: e la natura della carne e dell'osso è incompatibile con la suddetta rarità.
Di conseguenza si deve assegnare un altro tipo di sottigliezza ai corpi gloriosi, dicendo che sono sottili a motivo della perfettissima perfezione del corpo. Ma questa completezza è spiegata da alcuni in relazione alla quinta essenza, o essenza celeste, che allora sarà predominante in essi. Questo, tuttavia, è impossibile, poiché prima di tutto la quinta essenza non può in alcun modo entrare nella composizione di un corpo, come abbiamo mostrato sopra (Sent. D, 12, q. 1). Secondo, perché ammesso che entrasse nella composizione del corpo umano, sarebbe impossibile spiegare come possa avere una predominanza sulla natura elementare allora più di adesso, a meno che — o la quantità della natura celeste nei corpi umani fosse aumentata (e così i corpi umani non sarebbero della stessa statura, a meno che forse la materia elementare nell'uomo fosse diminuita, il che è incoerente con l'integrità di coloro che risorgono) — o a meno che la natura elementare fosse dotata delle proprietà della natura celeste attraverso il dominio di quest'ultima sul corpo, e in tal caso una potenza naturale sarebbe la causa di una proprietà della gloria, il che sembra assurdo.
Onde altri dicono che la suddetta completezza, in ragione della quale i corpi umani sono detti sottili, risulterà dal dominio dell'anima glorificata (che è la forma del corpo) sul corpo, in ragione del quale dominio il corpo glorioso è detto "spirituale", in quanto interamente soggetto allo spirito. La prima soggezione per cui il corpo è soggetto all'anima è all'effetto di partecipare al suo essere specifico, in quanto è soggetto all'anima come la materia alla forma; e secondariamente è soggetto all'anima rispetto alle altre operazioni dell'anima, in quanto l'anima è principio di movimento. Di conseguenza, la prima ragione della spiritualità nel corpo è la sottigliezza, e, dopo quella, l'agilità e le altre proprietà di un corpo glorioso. Onde l'Apostolo, come espongono i maestri, parlando di spiritualità indica la sottigliezza: per cui Gregorio dice (Moral. xiv, 56) che "il corpo glorioso è detto sottile come risultato di una potenza spirituale".
Questo basta per le Risposte alle Obiezioni che si riferiscono alla sottigliezza della rarefazione.