II-II, q. 106 a. 4
Se l'uomo sia tenuto a ricambiare un favore immediatamente
Quaestio 106 · Della gratitudine o riconoscenza
Obiezione 1: Sembra che l'uomo sia tenuto a ricambiare un favore immediatamente. Infatti siamo tenuti a restituire subito ciò che dobbiamo, a meno che non sia fissato un termine. Ora non c'è alcun termine prescritto per la ricompensa dei favori, e tuttavia questa ricompensa è un dovere, come detto sopra (Articolo [3]). Dunque un uomo è tenuto a ricambiare un favore immediatamente.
Obiezione 2: Inoltre, una buona azione sembrerebbe essere tanto più lodevole quanto più è fatta con maggiore premura. Ora la premura sembra far sì che un uomo faccia il suo dovere senza alcun ritardo. Dunque è apparentemente più lodevole ricambiare un favore immediatamente.
Obiezione 3: Inoltre, Seneca dice (De Benef. ii) che "è proprio del benefattore agire liberamente e rapidamente". Ora la ricompensa dovrebbe eguagliare il favore ricevuto. Dunque dovrebbe essere fatta immediatamente.
In contrario, Seneca dice (De Benef. iv): "Colui che si affretta a ripagare, è animato da un senso non di gratitudine ma di debito".
Rispondo che, Proprio come nel conferire un favore si devono considerare due cose, vale a dire l'affetto del cuore e il dono, così anche queste cose devono essere considerate nel ricambiare il favore. Per quanto riguarda l'affetto del cuore, la ricompensa dovrebbe essere fatta immediatamente, perciò Seneca dice (De Benef. ii): "Vuoi ripagare un favore? Ricevilo con grazia". Per quanto riguarda il dono, si dovrebbe attendere fino a un tempo che sia conveniente per il benefattore. Infatti, se invece di scegliere un tempo conveniente, uno volesse ripagare immediatamente, favore per favore, non sembrerebbe essere una ricompensa virtuosa, ma forzata. Poiché, come osserva Seneca (De Benef. iv), "colui che vuole ripagare troppo presto, è un debitore riluttante, e un debitore riluttante è ingrato".
Risposta all'obiezione 1: Un debito legale deve essere pagato immediatamente, altrimenti l'uguaglianza della giustizia non sarebbe preservata, se uno tenesse la proprietà di un altro senza il suo consenso. Ma un debito morale dipende dall'equità del debitore: e perciò dovrebbe essere ripagato a tempo debito secondo quanto richiede la rettitudine della virtù.
Risposta all'obiezione 2: La premura della volontà non è virtuosa a meno che non sia regolata dalla ragione; perciò non è lodevole anticipare il tempo appropriato per premura.
Risposta all'obiezione 3: Anche i favori dovrebbero essere conferiti in un tempo conveniente e non si dovrebbe più indugiare quando giunge il tempo conveniente; e lo stesso deve essere osservato nel ricambiare i favori.