III, q. 27 a. 5
Se, con la sua santificazione nel grembo, la Beata Vergine abbia ricevuto la pienezza di grazia
Quaestio 27 · La santificazione della Beata Vergine
Obiezione 1: Sembra che, con la sua santificazione nel grembo, la Beata Vergine non abbia ricevuto la pienezza o perfezione di grazia. Infatti questo sembra essere privilegio di Cristo, secondo Gv 1,14: "Abbiamo visto Lui [Vulg.: 'la sua gloria'] come l'Unigenito [Vulg.: 'come di Unigenito'] pieno di grazia e di verità". Ma ciò che è proprio di Cristo non deve essere ascritto a qualcun altro. Dunque la Beata Vergine non ricevette la pienezza di grazia al tempo della sua santificazione.
Obiezione 2: Inoltre, nulla rimane da aggiungere a ciò che è pieno e perfetto: infatti "il perfetto è ciò a cui non manca nulla", come si dice in Phys. iii. Ma la Beata Vergine ricevette grazia aggiuntiva in seguito, quando concepì Cristo; poiché a lei fu detto (Lc 1,35): "Lo Spirito Santo scenderà su di te": e ancora, quando fu assunta nella gloria. Dunque sembra che non abbia ricevuto la pienezza di grazia al tempo della sua prima santificazione.
Obiezione 3: Inoltre, "Dio non fa nulla di inutile", come si dice in De Coelo et Mundo i. Ma sarebbe stato inutile per lei avere certe grazie, poiché non le avrebbe mai messe in uso: dato che non leggiamo che ella abbia insegnato, che è l'atto della sapienza; o che abbia operato miracoli, che è l'atto di una delle grazie gratuite. Dunque non aveva la pienezza di grazia.
In contrario, L'angelo le disse: "Ave, piena di grazia" (Lc 1,28); parole che Girolamo espone come segue, in un sermone sull'Assunzione (cf. Ep. ad Paul. et Eustoch.): "Piena davvero di grazia: poiché agli altri è data in porzioni; mentre su Maria la pienezza della grazia fu riversata tutta in una volta".
Rispondo che, In ogni genere, quanto più una cosa è vicina al principio, tanto maggiore è la parte che ha nell'effetto di quel principio, onde Dionigi dice (Coel. Hier. iv) che gli angeli, essendo più vicini a Dio, hanno una parte maggiore degli uomini negli effetti della bontà Divina. Ora Cristo è il principio della grazia, autoritativamente quanto alla sua Divinità, strumentalmente quanto alla sua umanità: onde (Gv 1,17) è scritto: "La grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo". Ma la Beata Vergine Maria era la più vicina a Cristo nella sua umanità: perché Egli ricevette la sua natura umana da lei. Pertanto le era dovuto ricevere una pienezza di grazia maggiore degli altri.
Risposta all'obiezione 1: Dio dà a ciascuno secondo lo scopo per cui lo ha scelto. E poiché Cristo come uomo fu predestinato e scelto per essere "predestinato Figlio di Dio nella potenza... di santificazione" (Rm 1,4), era proprio a Lui avere una tale pienezza di grazia che traboccasse da Lui in tutti, secondo Gv 1,16: "Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto". Mentre la Beata Vergine Maria ricevette una tale pienezza di grazia da essere la più vicina di tutti all'Autore della grazia; così che ricevette in sé Colui che è pieno di ogni grazia; e partorendoLo, ella, in un certo modo, dispensò la grazia a tutti.
Risposta all'obiezione 2: Nelle cose naturali dapprima c'è la perfezione della disposizione, per esempio quando la materia è perfettamente disposta per la forma. In secondo luogo, c'è la perfezione della forma; e questa è più eccellente, poiché il calore che procede dalla forma del fuoco è più perfetto di quello che disponeva alla forma del fuoco. In terzo luogo, c'è la perfezione del fine: per esempio quando il fuoco ha le sue qualità nel grado più perfetto, essendo salito al proprio luogo.
Allo stesso modo ci fu una triplice perfezione di grazia nella Beata Vergine. La prima fu una sorta di disposizione, con la quale fu resa degna di essere la madre di Cristo: e questa fu la perfezione della sua santificazione. La seconda perfezione di grazia nella Beata Vergine fu attraverso la presenza del Figlio di Dio Incarnato nel suo grembo. La terza perfezione del fine è quella che ella ha nella gloria.
Che la seconda perfezione eccella sulla prima, e la terza sulla seconda, appare (1) dal punto di vista della liberazione dal male. Infatti dapprima nella sua santificazione fu liberata dal peccato originale: in seguito, nella concezione del Figlio di Dio, fu interamente purificata dal fomite: infine, nella sua glorificazione fu anche liberata da ogni afflizione di qualsiasi genere. Appare (2) dal punto di vista dell'ordinamento al bene. Infatti dapprima nella sua santificazione ricevette la grazia che la inclinava al bene: nella concezione del Figlio di Dio ricevette la grazia consumata che la confermava nel bene; e nella sua glorificazione la sua grazia fu ulteriormente consumata così da perfezionarla nel godimento di ogni bene.
Risposta all'obiezione 3: Non c'è dubbio che la Beata Vergine abbia ricevuto in alto grado sia il dono della sapienza che la grazia dei miracoli e anche della profezia, proprio come li ebbe Cristo. Ma non li ricevette in modo tale da mettere in uso essi e simili grazie per ogni uso, come fece Cristo: ma secondo quanto si confaceva alla sua condizione di vita. Infatti ebbe l'uso della sapienza nella contemplazione, secondo Lc 2,19: "Ma Maria serbava tutte queste parole, meditandole nel suo cuore". Ma non ebbe l'uso della sapienza quanto all'insegnamento: poiché questo non si confaceva al sesso femminile, secondo 1 Tim 2,12: "Ma non permetto alla donna di insegnare". L'uso dei miracoli non le si addiceva mentre viveva: perché a quel tempo l'Insegnamento di Cristo doveva essere confermato dai miracoli, e perciò era conveniente che Cristo solo, e i suoi discepoli che erano i portatori della sua dottrina, operassero miracoli. Quindi di Giovanni Battista è scritto (Gv 10,41) che "non fece alcun segno"; cioè, affinché tutti potessero fissare la loro attenzione su Cristo. Quanto all'uso della profezia, è chiaro che lo ebbe, dal cantico da lei pronunciato: "L'anima mia magnifica il Signore" (Lc 1,46, ecc.).