III, q. 27 a. 3
Se la Beata Vergine sia stata purificata dall'infezione del fomite
Quaestio 27 · La santificazione della Beata Vergine
Obiezione 1: Sembra che la Beata Vergine non sia stata purificata dall'infezione del fomite. Infatti, proprio come il fomite, che consiste nella ribellione delle potenze inferiori contro la ragione, è una pena del peccato originale, così lo sono anche la morte e altre pene corporali. Dunque il fomite non fu interamente rimosso da lei.
Obiezione 2: Inoltre, è scritto (2 Cor 12,9): "La potenza si perfeziona nella debolezza", il che si riferisce alla debolezza del fomite, a motivo della quale egli (l'Apostolo) sentiva il "pungiglione della carne". Ma non era conveniente che alla Beata Vergine fosse tolto qualcosa che appartenesse alla perfezione della virtù. Dunque era sconveniente che il fomite fosse interamente tolto da lei.
Obiezione 3: Inoltre, Damasceno dice (De Fide Orth. iii) che "lo Spirito Santo venne sulla" Beata Vergine, "purificandola", prima che concepisse il Figlio di Dio. Ma questo può essere inteso solo della purificazione dal fomite: infatti ella non commise alcun peccato, come dice Agostino (De Nat. et Grat. xxvi). Dunque, con la santificazione nel grembo, non fu assolutamente purificata dal fomite.
In contrario, È scritto (Cantico 4,7): "Tutta bella sei tu, amica mia, e in te non vi è macchia!". Ma il fomite implica una macchia, almeno nella carne. Dunque il fomite non era nella Beata Vergine.
Rispondo che, Su questo punto ci sono varie opinioni. Infatti alcuni hanno sostenuto che il fomite fu interamente tolto in quella santificazione con cui la Beata Vergine fu santificata nel grembo. Altri dicono che rimase in quanto causa una difficoltà nel fare il bene, ma fu tolto in quanto causa una prontezza al male. Altri ancora, che fu tolto quanto alla corruzione personale, per la quale ci rende veloci a fare il male e lenti a fare il bene: ma che rimase quanto alla corruzione della natura, in quanto è causa della trasmissione del peccato originale alla prole. Infine, altri dicono che, nella sua prima santificazione, il fomite rimase essenzialmente, ma fu legato; e che, quando concepì il Figlio di Dio, fu interamente tolto. Per comprendere la questione in esame, si deve osservare che il fomite non è altro che una certa concupiscenza disordinata, ma abituale, dell'appetito sensitivo. Infatti la concupiscenza attuale è un moto peccaminoso. Ora la concupiscenza sensuale si dice disordinata in quanto si ribella alla ragione; e questo lo fa inclinando al male o impedendo dal bene. Di conseguenza è essenziale al fomite inclinare al male o impedire dal bene. Perciò dire che il fomite era nella Beata Vergine senza un'inclinazione al male, è combinare due affermazioni contraddittorie.
Allo stesso modo sembra implicare una contraddizione dire che il fomite rimase quanto alla corruzione della natura, ma non quanto alla corruzione personale. Infatti, secondo Agostino (De Nup. et Concup. i), è la libidine che trasmette il peccato originale alla prole. Ora la libidine implica una concupiscenza disordinata, non interamente soggetta alla ragione: e perciò, se il fomite fosse stato interamente tolto quanto alla corruzione personale, non avrebbe potuto rimanere quanto alla corruzione della natura.
Rimane, dunque, da dire o che il fomite fu interamente tolto da lei con la sua prima santificazione o che fu legato. Ora, che il fomite fosse interamente tolto, potrebbe essere inteso in questo modo: che, per l'abbondanza di grazia conferita alla Beata Vergine, le fu concessa una tale disposizione delle potenze dell'anima, che le potenze inferiori non si muovevano mai senza il comando della sua ragione: proprio come abbiamo affermato essere stato il caso di Cristo (Questione 15, Articolo 2), che certamente non aveva il fomite del peccato; come fu anche il caso di Adamo, prima che peccasse, in ragione della giustizia originale: cosicché, sotto questo aspetto, la grazia della santificazione nella Vergine ebbe la forza della giustizia originale. E sebbene questo appaia essere parte della dignità della Vergine Madre, tuttavia è in qualche modo derogatorio alla dignità di Cristo, senza la cui potenza nessuno era stato liberato dalla prima sentenza di condanna. E sebbene, mediante la fede in Cristo, alcuni fossero liberati da quella condanna, secondo lo spirito, prima dell'Incarnazione di Cristo, tuttavia non sembra conveniente che qualcuno fosse liberato da quella condanna, secondo la carne, se non dopo la sua Incarnazione, poiché fu allora che l'immunità dalla condanna doveva apparire per la prima volta. Di conseguenza, proprio come prima dell'immortalità della carne di Cristo risorto, nessuno ottenne l'immortalità della carne, così sembra sconveniente dire che prima che Cristo apparisse nella carne senza peccato, la carne della sua Vergine Madre o di chiunque altro dovesse essere senza il fomite, che è chiamato "la legge della carne" o "delle membra" (Rm 7,23.25).
Pertanto sembra meglio dire che con la santificazione nel grembo, la Vergine non fu liberata dal fomite nella sua essenza, ma che esso rimase legato: non in verità da un atto della sua ragione, come negli uomini santi, poiché ella non aveva l'uso della ragione fin dal primo istante della sua esistenza nel grembo materno, poiché questo fu il privilegio singolare di Cristo: ma in ragione dell'abbondante grazia conferitale nella sua santificazione, e ancor più perfettamente dalla Divina Provvidenza che preservava la sua anima sensitiva, in modo singolare, da qualsiasi movimento disordinato. In seguito, tuttavia, alla concezione della carne di Cristo, in cui per la prima volta doveva risplendere l'immunità dal peccato, si deve credere che l'intera libertà dal fomite si sia riversata dal Figlio alla Madre. Questo infatti è significato (Ez 43,2): "Ecco la gloria del Dio d'Israele veniva per la via d'oriente", cioè attraverso la Beata Vergine, "e la terra", cioè la sua carne, "risplendeva della sua", cioè di Cristo, "maestà".
Risposta all'obiezione 1: La morte e simili pene non ci inclinano di per sé al peccato. Perciò, sebbene Cristo le abbia assunte, non assunse il fomite. Di conseguenza, affinché la Beata Vergine potesse essere conformata a suo Figlio, dalla "cui pienezza" derivava la sua grazia, il fomite fu dapprima legato e poi tolto: mentre ella non fu liberata dalla morte e da altre simili pene.
Risposta all'obiezione 2: L'"infermità" della carne, che appartiene al fomite, è in verità per gli uomini santi una causa occasionale di virtù perfetta: ma non la condizione "sine qua non" della perfezione: ed è del tutto sufficiente attribuire alla Beata Vergine una virtù perfetta e una grazia abbondante: né c'è bisogno di attribuirle ogni causa occasionale di perfezione.
Risposta all'obiezione 3: Lo Spirito Santo operò una duplice purificazione nella Beata Vergine. La prima fu, per così dire, preparatoria alla concezione di Cristo: la quale non la purificò dalla macchia del peccato o dal fomite, ma piuttosto diede alla sua mente un'unità di intenti e la disimpegnò da una molteplicità di cose (Cfr. Dionigi, Div. Nom. iv), poiché anche gli angeli si dicono purificati, nei quali non c'è macchia, come dice Dionigi (Eccl. Hier. vi). La seconda purificazione operata in lei dallo Spirito Santo fu per mezzo della concezione di Cristo che fu opera dello Spirito Santo. E rispetto a questo, si può dire che Egli la purificò interamente dal fomite.