III, q. 27 a. 4
Se, essendo santificata nel grembo, la Beata Vergine sia stata preservata da ogni peccato attuale
Quaestio 27 · La santificazione della Beata Vergine
Obiezione 1: Sembra che, essendo santificata nel grembo, la Beata Vergine non sia stata preservata da ogni peccato attuale. Infatti, come abbiamo già affermato (Articolo 3), dopo la sua prima santificazione il fomite rimase nella Vergine. Ora il moto del fomite, anche se precede l'atto della ragione, è un peccato veniale, sebbene estremamente lieve, come dice Agostino nella sua opera De Trinitate. Dunque c'era qualche peccato veniale nella Beata Vergine.
Obiezione 2: Inoltre, Agostino (Qq. Nov. et Vet. Test. lxxiii su Lk 2,35: "Anche a te una spada trafiggerà l'anima") dice che la Beata Vergine "fu turbata da un dubbio meravigliato alla morte di nostro Signore". Ma il dubbio in materia di fede è un peccato. Dunque la Beata Vergine non fu preservata da ogni peccato attuale.
Obiezione 3: Inoltre, Crisostomo (Hom. xlv in Matth.) esponendo il testo: "Ecco tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e ti cercano", dice: "È chiaro che fecero questo per mera vanagloria". Ancora, su Gv 2,3: "Non hanno vino", lo stesso Crisostomo dice che "ella voleva fare loro un favore, e innalzarsi nella loro stima, per mezzo di suo Figlio: e forse soccombette all'umana fragilità, proprio come fecero i suoi fratelli quando dissero: 'Manifestati al mondo'". E poco più avanti dice: "Poiché ancora non credeva in Lui come doveva". Ora è abbastanza chiaro che tutto questo era peccaminoso. Dunque la Beata Vergine non fu preservata da ogni peccato.
In contrario, Agostino dice (De Nat. et Grat. xxxvi): "In materia di peccato, è mio desiderio escludere assolutamente ogni questione riguardante la santa Vergine Maria, a motivo dell'onore dovuto a Cristo. Infatti, poiché ella concepì e partorì Colui che certissimamente non fu colpevole di alcun peccato, sappiamo che le fu data un'abbondanza di grazia affinché fosse in ogni modo vincitrice del peccato".
Rispondo che, Dio prepara e dota coloro che sceglie per qualche ufficio particolare in modo tale che siano resi capaci di adempierlo, secondo 2 Cor 3,6: "(Il quale) ci ha resi ministri adatti del Nuovo Testamento". Ora la Beata Vergine fu scelta da Dio per essere sua Madre. Dunque non ci può essere dubbio che Dio, con la sua grazia, l'abbia resa degna di quell'ufficio, secondo le parole dette a lei dall'angelo (Lc 1,30.31): "Hai trovato grazia presso Dio: ecco concepirai", ecc. Ma ella non sarebbe stata degna di essere la Madre di Dio, se avesse mai peccato. Primo, perché l'onore dei genitori si riflette sul figlio, secondo Prov 17,6: "Gloria dei figli sono i loro padri": e di conseguenza, d'altra parte, la vergogna della Madre si sarebbe riflessa su suo Figlio. Secondo, a causa della singolare affinità tra lei e Cristo, che prese carne da lei: ed è scritto (2 Cor 6,15): "Quale accordo c'è tra Cristo e Belial?". Terzo, a causa del modo singolare in cui il Figlio di Dio, che è la "Sapienza Divina" (1 Cor 1,24), dimorò in lei, non solo nella sua anima ma nel suo grembo. Ed è scritto (Sap 1,4): "La sapienza non entrerà in un'anima malvagia, né abiterà in un corpo soggetto ai peccati".
Dobbiamo dunque confessare semplicemente che la Beata Vergine non commise alcun peccato attuale, né mortale né veniale; cosicché si adempie ciò che è scritto (Cant 4,7): "Tutta bella sei tu, amica mia, e in te non vi è macchia", ecc.
Risposta all'obiezione 1: Dopo la sua santificazione il fomite rimase nella Beata Vergine, ma legato; affinché non fosse sorpresa da qualche atto disordinato improvviso, antecedente all'atto della ragione. E sebbene la grazia della sua santificazione contribuisse a questo effetto, tuttavia non bastava; perché altrimenti il risultato della sua santificazione sarebbe stato quello di rendere impossibile in lei qualsiasi movimento sensuale non preceduto da un atto di ragione, e così non avrebbe avuto il fomite, il che è contrario a quanto abbiamo detto sopra (Articolo 3). Dobbiamo dunque dire che il suddetto legame (del fomite) fu perfezionato dalla divina provvidenza che non permetteva che alcun moto disordinato risultasse dal fomite.
Risposta all'obiezione 2: Origene (Hom. xvii in Luc.) e certi altri dottori espongono queste parole di Simeone come riferite al dolore che ella soffrì al tempo della Passione di nostro Signore. Ambrogio (in Luc. 2,35) dice che la spada significa "la prudenza di Maria che prendeva nota del mistero celeste. Infatti la parola di Dio è viva ed efficace, e più tagliente di ogni spada a doppio taglio" (Eb 4,12).
Altri ancora intendono la spada come significante il dubbio. Ma questo deve essere inteso del dubbio non di incredulità, ma di meraviglia e discussione. Così Basilio dice (Ep. ad Optim.) che "la Beata Vergine mentre stava presso la croce, e osservava ogni dettaglio, dopo il messaggio di Gabriele, e l'ineffabile conoscenza della Divina Concezione, dopo quella meravigliosa manifestazione di miracoli, era turbata nella mente": vale a dire, da una parte vedendoLo soffrire tale umiliazione, e dall'altra considerando le Sue meravigliose opere.
Risposta all'obiezione 3: In quelle parole Crisostomo eccede. Esse possono, tuttavia, essere spiegate nel senso che nostro Signore corresse in lei non il moto disordinato di vanagloria riguardo a se stessa, ma quello che poteva essere nei pensieri degli altri.