III, q. 22 a. 2
Se Cristo stesso sia stato sacerdote e vittima
Quaestio 22 · Del sacerdozio di Cristo
Obiezione 1: Sembra che Cristo stesso non sia stato sacerdote e vittima. Infatti è dovere del sacerdote uccidere la vittima. Ma Cristo non uccise se stesso. Dunque non fu sacerdote e vittima insieme.
Obiezione 2: Inoltre, il sacerdozio di Cristo ha una maggiore somiglianza con il sacerdozio ebraico, istituito da Dio, che con il sacerdozio dei Gentili, mediante il quale erano adorati i demoni. Ora nella Legge antica l'uomo non veniva mai offerto in sacrificio: mentre ciò era molto da biasimare nei sacrifici dei Gentili, secondo il Salmo 105,38: "Hanno versato sangue innocente; il sangue dei loro figli e delle loro figlie, che hanno sacrificato agli idoli di Canaan". Dunque nel sacerdozio di Cristo l'Uomo Cristo non avrebbe dovuto essere la vittima.
Obiezione 3: Inoltre, ogni vittima, per il fatto di essere offerta a Dio, è consacrata a Dio. Ma l'umanità di Cristo fu fin dal principio consacrata e unita a Dio. Dunque non si può dire convenientemente che Cristo come uomo fosse una vittima.
In contrario, L'Apostolo dice (Ef 5,2): "Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi, oblazione e vittima [Douay: 'sacrificio'] a Dio in odore di soavità".
Rispondo che, Come dice Agostino (De Civ. Dei x, 5): "Ogni sacrificio visibile è un sacramento, cioè un segno sacro, del sacrificio invisibile". Ora il sacrificio invisibile è quello con cui l'uomo offre il suo spirito a Dio, secondo il Salmo 50,19: "Uno spirito afflitto è sacrificio a Dio". Perciò, tutto ciò che viene offerto a Dio per elevare lo spirito dell'uomo a Lui, può essere chiamato sacrificio.
Ora all'uomo è richiesto di offrire sacrificio per tre motivi. Primo, per la remissione del peccato, mediante il quale egli si allontana da Dio. Onde l'Apostolo dice (Eb 5,1) che spetta al sacerdote "offrire doni e sacrifici per i peccati". Secondo, affinché l'uomo possa essere preservato in stato di grazia, aderendo sempre a Dio, nel che consistono la sua pace e la sua salvezza. Perciò sotto la Legge antica si offriva il sacrificio pacifico per la salvezza degli offerenti, come prescritto nel terzo capitolo del Levitico. Terzo, affinché lo spirito dell'uomo sia perfettamente unito a Dio: il che si realizzerà perfettamente nella gloria. Onde, sotto la Legge Antica, si offriva l'olocausto, così chiamato perché la vittima veniva interamente bruciata, come leggiamo nel primo capitolo del Levitico.
Ora questi effetti ci sono stati conferiti dall'umanità di Cristo. Infatti, in primo luogo, i nostri peccati sono stati cancellati, secondo Rm 4,25: "Il quale è stato consegnato per i nostri peccati". Secondo, per mezzo di Lui abbiamo ricevuto la grazia della salvezza, secondo Eb 5,9: "Divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono". Terzo, per mezzo di Lui abbiamo acquisito la perfezione della gloria, secondo Eb 10,19: "Avendo [Vulg.: 'Abbiamo'] piena fiducia di entrare nel Santuario" (cioè la gloria celeste) "per mezzo del suo Sangue". Dunque Cristo stesso, come uomo, fu non solo sacerdote, ma anche vittima perfetta, essendo allo stesso tempo vittima per il peccato, vittima pacifica e olocausto.
Risposta all'obiezione 1: Cristo non uccise se stesso, ma di sua spontanea volontà si espose alla morte, secondo Is 53,7: "Egli è stato offerto perché lo ha voluto". Così si dice che Egli ha offerto se stesso.
Risposta all'obiezione 2: L'uccisione dell'Uomo Cristo può essere riferita a una duplice volontà. Primo, alla volontà di coloro che lo uccisero: e sotto questo aspetto Egli non fu una vittima: poiché gli uccisori di Cristo non sono considerati come offerenti un sacrificio a Dio, ma come colpevoli di un grande crimine: una similitudine del quale era portata dai sacrifici empi dei Gentili, nei quali offrivano uomini agli idoli. Secondo, l'uccisione di Cristo può essere considerata in riferimento alla volontà di Colui che soffriva, il Quale offrì liberamente se stesso alla sofferenza. Sotto questo aspetto Egli è una vittima, e in questo differisce dai sacrifici dei Gentili.
Risposta all'obiezione 3: (La risposta alla terza obiezione manca nei manoscritti originali, ma può essere dedotta da quanto sopra. --Ed.)
[*Alcune edizioni, tuttavia, riportano la seguente risposta:
Risposta all'obiezione 3: Il fatto che l'umanità di Cristo fosse santa fin dal suo principio non impedisce che quella stessa umanità, quando fu offerta a Dio nella Passione, fosse santificata in un modo nuovo, vale a dire, come vittima effettivamente offerta allora. Infatti acquisì allora la santità attuale di vittima, dalla carità che aveva fin dal principio, e dalla grazia dell'unione che la santificava in modo assoluto.]