Suppl., q. 65 a. 5
Se sia mai stato lecito avere una concubina
Quaestio 65 · Della pluralità delle mogli
Obiezione 1: Sembra che sia stato talvolta lecito avere una concubina. Infatti, proprio come la legge naturale richiede che un uomo abbia una sola moglie, così gli proibisce di avere una concubina. Eppure a volte è stato lecito avere più mogli. Dunque è stato anche lecito avere una concubina.
Obiezione 2: Inoltre, una donna non può essere allo stesso tempo schiava e moglie; per cui secondo la Legge (Dt. 21,11, segg.) una schiava otteneva la sua libertà per il fatto stesso di essere presa in matrimonio. Ora leggiamo che certi uomini che erano amatissimi da Dio, per esempio Abramo e Giacobbe, ebbero rapporti con le loro schiave. Dunque queste non erano mogli, e conseguentemente fu talvolta lecito avere una concubina.
Obiezione 3: Inoltre, una donna che è presa in matrimonio non può essere scacciata, e suo figlio dovrebbe avere una parte nell'eredità. Eppure Abramo mandò via Agar, e suo figlio non fu suo erede (Gen. 21,14). Dunque ella non era moglie di Abramo.
In contrario, Le cose opposte ai precetti del decalogo non furono mai lecite. Ora avere una concubina è contro un precetto del decalogo, vale a dire: "Non commettere adulterio". Dunque non fu mai lecito.
Inoltre, Ambrogio dice nel suo libro sui patriarchi (De Abraham i, 4): "Ciò che è illecito a una moglie è illecito a un marito". Ma non è mai lecito per una moglie mettere da parte il proprio marito e avere rapporti con un altro uomo. Dunque non fu mai lecito per un marito avere una concubina.
Rispondo che, Rabbi Mosè dice (Doc. Perp. iii, 49) che prima del tempo della Legge la fornicazione non era un peccato; e provò la sua asserzione dal fatto che Giuda ebbe rapporti con Tamar. Ma questo argomento non è conclusivo. Infatti non c'è bisogno di scusare i figli di Giacobbe dal peccato mortale, poiché furono accusati al loro padre di un crimine malvagissimo (Gen. 37,2), e acconsentirono a uccidere Giuseppe e a venderlo. Perciò dobbiamo dire che, poiché è contro la legge naturale avere una concubina fuori dal matrimonio, come detto sopra (Articolo [3]), non fu mai lecito né in se stesso né per dispensa. Infatti, come abbiamo mostrato (Doc. Perp. iii, 49), il rapporto con una donna fuori dal matrimonio è un'azione sproporzionata al bene della prole che è il fine principale del matrimonio: e conseguentemente è contro i primi precetti della legge naturale che non ammettono dispensa. Quindi, ovunque nell'Antico Testamento leggiamo di concubine prese da tali uomini che dobbiamo scusare dal peccato mortale, dobbiamo necessariamente intendere che siano state prese in matrimonio, e tuttavia siano state chiamate concubine, perché avevano qualcosa del carattere di moglie e qualcosa del carattere di concubina. In quanto il matrimonio è diretto al suo fine principale, che è il bene della prole, l'unione di moglie e marito è indissolubile o almeno di natura duratura, come mostrato sopra (Articolo [1]), e riguardo a questo non c'è dispensa. Ma riguardo al fine secondario, che è la gestione della casa e la comunanza delle opere, la moglie è unita al marito come sua compagna: e questo mancava in quelle che erano conosciute come concubine. Infatti sotto questo aspetto una dispensa era possibile, poiché è il fine secondario del matrimonio. E da questo punto di vista esse portavano una certa somiglianza con le concubine, e per questa ragione erano conosciute come tali.
Risposta all'obiezione 1: Come detto sopra (Articolo [1], ad 7,8) avere più mogli non è contro i primi precetti della legge naturale, come lo è avere una concubina; per cui l'argomento non prova.
Risposta all'obiezione 2: I patriarchi dell'antichità, in virtù della dispensa che permetteva loro più mogli, si accostavano alle loro schiave con la disposizione di un marito verso sua moglie. Infatti queste donne erano mogli quanto al fine principale e primo del matrimonio, ma non quanto all'altra unione che riguarda il fine secondario, al quale la schiavitù è opposta poiché una donna non può essere allo stesso tempo compagna e schiava.
Risposta all'obiezione 3: Come nella legge mosaica era permesso per dispensa concedere un libello di ripudio al fine di evitare l'uxoricidio (come affermeremo più avanti, Questione [67], Articolo [6]), così per la stessa dispensa ad Abramo fu permesso di mandare via Agar, al fine di significare il mistero che l'Apostolo spiega (Gal. 4,22, segg.). Ancora, che questo figlio non ereditasse appartiene al mistero, come spiegato nello stesso luogo. Allo stesso modo Esaù, figlio di una donna libera, non ereditò (Rm. 9,13, segg.). Similmente a causa del mistero accadde che i figli di Giacobbe nati da donne schiave e libere ereditarono, come dice Agostino (Tract. xi in Joan.) perché "figli ed eredi nascono a Cristo sia dai buoni ministri denotati dalla donna libera sia dai cattivi ministri denotati dalla schiava".