Suppl., q. 56 a. 4
Se la cognazione spirituale transiti dal marito alla moglie
Quaestio 56 · Dell'impedimento della cognazione spirituale
Obiezione 1: Sembra che la cognazione spirituale non transiti dal marito alla moglie. Infatti l'unione spirituale e quella corporale sono disparate e differiscono per genere. Dunque l'unione carnale che vi è tra marito e moglie non può essere il mezzo per contrarre una cognazione spirituale.
Obiezione 2: Inoltre, il padrino e la madrina hanno più in comune nella nascita spirituale che è la causa della cognazione spirituale, di quanto un marito, che è padrino, abbia con sua moglie. Ora padrino e madrina non contraggono per questo cognazione spirituale. Dunque nemmeno una moglie contrae una cognazione spirituale per il fatto che suo marito è padrino di qualcuno.
Obiezione 3: Inoltre, può accadere che il marito sia battezzato e sua moglie no, per esempio quando egli si converte dall'infedeltà senza che sua moglie si converta. Ora la cognazione spirituale non può essere contratta da chi non è battezzato. Dunque non sempre transita dal marito alla moglie.
Obiezione 4: Inoltre, marito e moglie insieme possono levare una persona dal sacro fonte, poiché nessuna legge lo vieta. Se dunque la cognazione spirituale transitasse dal marito alla moglie, ne seguirebbe che ciascuno di loro sarebbe due volte padrino o madrina dello stesso individuo: il che è assurdo.
In contrario, I beni spirituali sono più comunicabili dei beni corporali. Ma la consanguineità corporale del marito passa alla moglie per affinità. Molto più dunque lo fa la cognazione spirituale.
Rispondo che, A può diventare compadre di B in due modi. Primo, per atto di un altro (B), che battezza il figlio di A, o lo leva nel Battesimo. In questo modo la cognazione spirituale non transita dal marito alla moglie, a meno che per caso non sia figlio di sua moglie, perché allora ella contrae cognazione spirituale direttamente, proprio come suo marito. Secondo, per atto proprio, per esempio quando egli leva il figlio di B dal sacro fonte, e così la cognazione spirituale transita alla moglie se egli ha già avuto conoscenza carnale di lei, ma non se il matrimonio non è ancora consumato, poiché non sono ancora fatti una sola carne: e questo avviene a modo di una specie di affinità; perciò sembrerebbe per gli stessi motivi transitare a una donna di cui egli ha conoscenza carnale, anche se non è sua moglie. Da qui il verso: "Non posso sposare la madrina di mio figlio, né la madre del mio figlioccio: ma posso sposare la madrina del figlio di mia moglie".
Risposta all'obiezione 1: Dal fatto che l'unione corporale e quella spirituale differiscano per genere possiamo concludere che l'una non è l'altra, ma non che l'una non possa causare l'altra, poiché cose di generi diversi talvolta si causano l'un l'altra o direttamente o indirettamente.
Risposta all'obiezione 2: Il padrino e la madrina della stessa persona non sono uniti nella nascita spirituale di quella persona se non accidentalmente, poiché uno di loro sarebbe sufficiente allo scopo. Quindi non segue da questo che risulti alcuna cognazione spirituale tra loro per cui siano impediti dallo sposarsi l'un l'altro. Da qui il verso:
"Di due compari uno è sempre spirituale, l'altro carnale: questa regola è infallibile."
D'altra parte, il matrimonio di per sé rende marito e moglie una sola carne: perciò il paragone non regge.
Risposta all'obiezione 3: Se la moglie non è battezzata, la cognazione spirituale non la raggiungerà, perché ella non è un soggetto idoneo, e non perché la cognazione spirituale non possa transitare dal marito alla moglie attraverso il matrimonio.
Risposta all'obiezione 4: Poiché nessuna cognazione spirituale risulta tra padrino e madrina, nulla impedisce a marito e moglie di levare insieme qualcuno dal sacro fonte. Né è assurdo che la moglie diventi due volte madrina della stessa persona per cause diverse, proprio come è possibile per lei essere connessa in parentela carnale sia per affinità che per consanguineità alla stessa persona.