Suppl., q. 45 a. 2
Se il consenso debba essere espresso con parole
Quaestio 45 · Del consenso matrimoniale considerato in se stesso
Obiezione 1: Sembra che non vi sia bisogno che il consenso sia espresso con parole. Infatti un uomo è posto sotto il potere altrui da un voto proprio come lo è dal matrimonio. Ora un voto è vincolante al cospetto di Dio, anche se non è espresso con parole. Dunque anche il consenso rende vincolante un matrimonio anche senza essere espresso con parole.
Obiezione 2: Inoltre, vi può essere matrimonio tra persone che non sono in grado di esprimere il loro mutuo consenso a parole, essendo mute o di lingue diverse. Dunque l'espressione del consenso tramite parole non è richiesta per il matrimonio.
Obiezione 3: Inoltre, se ciò che è essenziale a un sacramento viene omesso per qualsiasi motivo, non vi è sacramento. Ora vi è un caso di matrimonio senza l'espressione di parole se la fanciulla tace per pudore quando i suoi genitori la danno allo sposo. Dunque l'espressione di parole non è essenziale al matrimonio.
In contrario, Il matrimonio è un sacramento. Ora un segno sensibile è richiesto in ogni sacramento. Dunque è richiesto anche nel matrimonio, e di conseguenza devono esserci almeno parole con cui il consenso sia reso percepibile ai sensi.
Inoltre, nel matrimonio c'è un contratto tra marito e moglie. Ora in ogni contratto deve esserci l'espressione delle parole con cui gli uomini si vincolano mutuamente l'uno all'altro. Dunque anche nel matrimonio il consenso deve essere espresso con parole.
Rispondo che, Come detto sopra (Articolo [1]), l'unione matrimoniale si effettua allo stesso modo del vincolo nei contratti materiali. E poiché i contratti materiali non sono fattibili a meno che le parti contraenti non esprimano la loro volontà l'una all'altra con parole, ne segue che anche il consenso che fa il matrimonio deve essere espresso con parole, cosicché l'espressione delle parole sta al matrimonio come la lavanda esteriore sta al Battesimo.
Risposta all'obiezione 1: Nel voto non c'è un vincolo sacramentale ma solo spirituale, perciò non c'è bisogno che sia fatto allo stesso modo dei contratti materiali affinché sia vincolante, come nel caso del matrimonio.
Risposta all'obiezione 2: Sebbene costoro non possano impegnarsi l'un l'altro con parole, possono farlo con segni, e tali segni contano come parole.
Risposta all'obiezione 3: Secondo Ugo di San Vittore (Tract. vii, Sum. Sent.), le persone che si sposano dovrebbero dare il loro consenso accettandosi l'un l'altra liberamente, e si giudica che sia così se non mostrano dissenso quando vengono sposate. Perciò in tal caso le parole dei genitori sono prese come se fossero della fanciulla, poiché il fatto che ella non le contraddica è un segno che sono le sue parole.