II-II, q. 161 a. 5
Se l'umiltà sia la più eccellente delle virtù
Quaestio 161 · Dell'umiltà
Obiezione 1: Sembra che l'umiltà sia la più eccellente delle virtù. Infatti Crisostomo, esponendo la storia del fariseo e del pubblicano (Lc 18), dice che "se l'umiltà è un corridore così veloce anche quando è ostacolata dal peccato da sorpassare la giustizia che è compagna della superbia, dove non arriverà se la accoppi con la giustizia? Starà tra gli angeli presso il tribunale di Dio". Quindi è chiaro che l'umiltà è posta al di sopra della giustizia. Ora la giustizia è o la più eccelsa di tutte le virtù, o include tutte le virtù, secondo il Filosofo (Ethic. v, 1). Dunque l'umiltà è la più grande delle virtù.
Obiezione 2: Inoltre, Agostino dice (De Verb. Dom., Serm. x): "Stai pensando di innalzare la grande fabbrica della spiritualità? Attendi prima di tutto al fondamento dell'umiltà". Ora questo sembrerebbe implicare che l'umiltà sia il fondamento di ogni virtù. Dunque apparentemente è più grande delle altre virtù.
Obiezione 3: Inoltre, la virtù più grande merita la ricompensa più grande. Ora la ricompensa più grande è dovuta all'umiltà, poiché "chi si umilia sarà esaltato" (Lc 14,11). Dunque l'umiltà è la più grande delle virtù.
Obiezione 4: Inoltre, secondo Agostino (De Vera Relig. 16), "l'intera vita di Cristo sulla terra fu una lezione di condotta morale attraverso la natura umana che Egli assunse". Ora Egli propose specialmente la Sua umiltà come nostro esempio, dicendo (Mt 11,29): "Imparate da Me, perché sono mite e umile di cuore". Inoltre, Gregorio dice (Pastor. iii, 1) che la "lezione propostaci nel mistero della nostra redenzione è l'umiltà di Dio". Dunque l'umiltà sembrerebbe essere la più grande delle virtù.
In contrario, La carità è posta al di sopra di tutte le virtù, secondo Col 3,14: "Sopra tutte... le cose abbiate la carità". Dunque l'umiltà non è la più grande delle virtù.
Rispondo che, Il bene della virtù umana pertiene all'ordine della ragione: il quale ordine è considerato principalmente in riferimento al fine: perciò le virtù teologali sono le più grandi perché hanno il fine ultimo per oggetto. Secondariamente, tuttavia, è considerato in riferimento all'ordinamento dei mezzi al fine. Questo ordinamento, quanto alla sua essenza, è nella ragione stessa da cui emana, ma per partecipazione è nell'appetito ordinato dalla ragione; e questo ordinamento è l'effetto della giustizia, specialmente della giustizia legale. Ora l'umiltà rende un uomo un buon suddito all'ordinamento di ogni genere e in tutte le materie; mentre ogni altra virtù ha questo effetto in qualche materia speciale. Perciò dopo le virtù teologali, dopo le virtù intellettuali che riguardano la ragione stessa, e dopo la giustizia, specialmente la giustizia legale, l'umiltà sta prima di tutte le altre.
Risposta all'obiezione 1: L'umiltà non è posta prima della giustizia, ma prima di quella giustizia che è accoppiata con la superbia, e non è più una virtù; proprio come, d'altra parte, il peccato è perdonato attraverso l'umiltà: infatti è detto del pubblicano (Lc 18,14) che per il merito della sua umiltà "scese a casa sua giustificato". Quindi Crisostomo dice: "Portami un paio di carri a due cavalli: nell'uno aggioga la superbia con la giustizia, nell'altro il peccato con l'umiltà: e vedrai che il peccato sorpassando la giustizia vince non per la propria forza, ma per quella dell'umiltà: mentre vedrai l'altra coppia battuta, non per la debolezza della giustizia, ma per il peso e la grandezza della superbia".
Risposta all'obiezione 2: Proprio come l'ordinata assemblea delle virtù è, in ragione di una certa somiglianza, paragonata a un edificio, così ancora ciò che è il primo passo nell'acquisizione della virtù è paragonato al fondamento, che è posto per primo prima del resto dell'edificio. Ora le virtù sono in verità infuse da Dio. Perciò il primo passo nell'acquisizione della virtù può essere inteso in due modi. Primo per via di rimozione degli ostacoli: e così l'umiltà detiene il primo posto, in quanto espelle la superbia, alla quale "Dio resiste", e rende l'uomo sottomesso e sempre aperto a ricevere l'influsso della grazia Divina. Quindi sta scritto (Giacomo 4,6): "Dio resiste ai superbi, e dà grazia agli umili". In questo senso l'umiltà è detta essere il fondamento dell'edificio spirituale. Secondo, una cosa è prima tra le virtù direttamente, perché è il primo passo verso Dio. Ora il primo passo verso Dio è per fede, secondo Eb 11,6: "Chi viene a Dio deve credere". In questo senso la fede è il fondamento in modo più eccellente dell'umiltà.
Risposta all'obiezione 3: A colui che disprezza le cose terrene, sono promesse le cose celesti: così tesori celesti sono promessi a coloro che disprezzano le ricchezze terrene, secondo Mt 6,19.20: "Non accumulatevi tesori sulla terra... ma accumulatevi tesori in cielo". Parimenti consolazioni celesti sono promesse a coloro che disprezzano le gioie mondane, secondo Mt 4,5: "Beati quelli che piangono, perché saranno consolati". Allo stesso modo l'innalzamento spirituale è promesso all'umiltà, non che l'umiltà sola lo meriti, ma perché le è proprio disprezzare l'innalzamento terreno. Perciò Agostino dice (De Poenit.): "Non pensare che colui che si umilia rimanga per sempre abbassato, poiché sta scritto: 'Egli sarà esaltato'. E non immaginare che la sua esaltazione agli occhi degli uomini sia effettuata da un innalzamento corporale".
Risposta all'obiezione 4: La ragione per cui Cristo ci propose principalmente l'umiltà, fu perché essa rimuove specialmente l'ostacolo al benessere spirituale dell'uomo consistente nel fatto che l'uomo mira a cose celesti e spirituali, nel che è impedito dallo sforzarsi di diventare grande nelle cose terrene. Quindi nostro Signore, per rimuovere un ostacolo al nostro benessere spirituale, mostrò dando un esempio di umiltà, che l'esaltazione esteriore deve essere disprezzata. Così l'umiltà è, per così dire, una disposizione al libero accesso dell'uomo ai beni spirituali e divini. Di conseguenza, come la perfezione è più grande della disposizione, così la carità, e le altre virtù per cui l'uomo si avvicina a Dio direttamente, sono più grandi dell'umiltà.