I-II, q. 98 a. 4
Se la Legge Antica dovesse essere data ai soli Giudei
Quaestio 98 · Della legge antica
Obiezione 1: Sembra che la Legge Antica non dovesse essere data ai soli Giudei. Infatti la Legge Antica disponeva gli uomini alla salvezza che doveva venire attraverso Cristo, come detto sopra (Articoli 2, 3). Ma quella salvezza doveva venire non per i soli Giudei ma per tutte le nazioni, secondo Is 49,6: "È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d'Israele. Ecco io ti ho posto come luce delle genti, perché tu porti la mia salvezza fino all'estremità della terra". Dunque la Legge Antica doveva essere data a tutte le nazioni, e non a un solo popolo.
Obiezione 2: Inoltre, secondo At 10,34.35, "Dio non fa preferenza di persone: ma in ogni nazione colui che lo teme e opera la giustizia gli è gradito". Dunque la via della salvezza non doveva essere aperta a un popolo più che a un altro.
Obiezione 3: Inoltre, la legge fu data per mezzo degli angeli, come detto sopra (Articolo 3). Ma Dio ha sempre concesso il ministero degli angeli non ai soli Giudei, ma a tutte le nazioni: sta scritto infatti (Eccli 17,14): "Su ogni nazione ha posto un capo". Anche su tutte le nazioni Egli elargisce beni temporali, che sono di minor conto presso Dio rispetto ai beni spirituali. Dunque Egli avrebbe dovuto dare la Legge anche a tutti i popoli.
In contrario, Sta scritto (Rm 3,1.2): "Qual è dunque il vantaggio del Giudeo?... Grande in ogni senso. Prima di tutto, perché a loro sono state affidate le parole di Dio": e (Sal 147,20): "Non ha agito così con ogni altra nazione: e non ha manifestato loro i suoi giudizi".
Rispondo che, Si potrebbe assegnare come ragione del fatto che la Legge sia stata data ai Giudei piuttosto che ad altri popoli, che il solo popolo ebraico rimase fedele al culto di un solo Dio, mentre gli altri si volsero all'idolatria; perciò questi ultimi erano indegni di ricevere la Legge, affinché una cosa santa non fosse data ai cani.
Ma questa ragione non sembra appropriata: perché quel popolo si volse all'idolatria anche dopo che la Legge era stata fatta, il che fu più grave, come è chiaro da Es 32 e da Amos 5,25.26: "Mi avete forse offerto vittime e sacrifici nel deserto per quarant'anni, o casa d'Israele? Ma voi avete portato la tenda del vostro Moloch e l'immagine dei vostri idoli, la stella del vostro dio, che vi siete fatti". Inoltre è affermato espressamente (Dt 9,6): "Sappi dunque che il Signore tuo Dio non ti dà in possesso questo paese eccellente per la tua giustizia, perché tu sei un popolo di dura cervice": ma la vera ragione è data nel versetto precedente: "Perché il Signore mantenesse la parola che ha giurato ai tuoi padri Abramo, Isacco e Giacobbe".
Quale fosse questa promessa lo mostra l'Apostolo, che dice (Gal 3,16) che "ad Abramo furono fatte le promesse e alla sua discendenza. Non dice: 'E alle discendenze', come se si trattasse di molte, ma come di una sola: 'E alla tua discendenza', che è Cristo". E così Dio concesse sia la Legge che altri doni speciali a quel popolo, a motivo della promessa fatta ai loro padri che Cristo sarebbe nato da loro. Infatti era conveniente che il popolo, dal quale Cristo doveva nascere, fosse segnalato da una speciale santificazione, secondo le parole di Lv 19,2: "Siate santi, perché io... sono santo". Né ancora fu a motivo del merito di Abramo stesso che questa promessa gli fu fatta, cioè che Cristo nascesse dalla sua discendenza: ma per elezione e vocazione gratuita. Perciò sta scritto (Is 41,2): "Chi ha suscitato il giusto dall'oriente, lo ha chiamato a seguire i suoi passi?".
È dunque evidente che fu meramente per elezione gratuita che i patriarchi ricevettero la promessa, e che il popolo nato da loro ricevette la legge; secondo Dt 4,36.37: "Hai udito le sue parole di mezzo al fuoco, perché Egli ha amato i tuoi padri, e ha scelto la loro discendenza dopo di loro". E se ancora si chiede perché Egli scelse questo popolo, e non un altro, affinché Cristo nascesse da esso; una risposta appropriata è data da Agostino (Tract. super Joan. xxvi): "Perché Egli tragga l'uno e non tragga l'altro, non cercare di giudicare, se non vuoi errare".
Risposta all'obiezione 1: Sebbene la salvezza, che doveva venire attraverso Cristo, fosse preparata per tutte le nazioni, tuttavia era necessario che Cristo nascesse da un solo popolo, il quale, per questa ragione, fu privilegiato sopra gli altri popoli; secondo Rm 9,4: "Ai quali", cioè ai Giudei, "appartiene l'adozione a figli (di Dio)... e l'alleanza, e la legislazione... dei quali sono i padri, e dai quali proviene Cristo secondo la carne".
Risposta all'obiezione 2: La preferenza di persone ha luogo in quelle cose che sono date secondo il dovuto; ma non ha luogo in quelle cose che sono elargite gratuitamente. Perché colui che, per generosità, dà del suo a uno e non a un altro, non fa preferenza di persone: ma se fosse un dispensatore di beni tenuti in comune, e non li distribuisse secondo i meriti personali, farebbe preferenza di persone. Ora Dio elargisce i benefici della salvezza al genere umano gratuitamente: perciò Egli non fa preferenza di persone se li dà ad alcuni piuttosto che ad altri. Quindi Agostino dice (De Praedest. Sanct. viii): "Tutti coloro che Dio istruisce, li istruisce per pietà; ma coloro che non istruisce, per giustizia non li istruisce": poiché ciò è dovuto alla condanna del genere umano per il peccato del primo genitore.
Risposta all'obiezione 3: I benefici della grazia sono persi dall'uomo a causa del peccato: ma non i benefici della natura. Tra questi ultimi vi sono i ministeri degli angeli, che l'ordine stesso delle varie nature richiede, cioè che gli esseri inferiori siano governati attraverso gli esseri intermedi: e anche gli aiuti corporali, che Dio concede non solo agli uomini, ma anche alle bestie, secondo il Salmo 35,7: "Uomini e bestie tu salverai, o Signore".