I-II, q. 65 a. 3
Se la carità possa esistere senza la virtù morale
Quaestio 65 · La connessione delle virtù
Obiezione 1: Sembra possibile avere la carità senza le virtù morali. Infatti quando una cosa basta per un certo scopo, è superfluo impiegarne altre. Ora la carità da sola basta per il compimento di tutte le opere di virtù, come è chiaro da 1 Cor 13,4 e segg.: "La carità è paziente, è benigna", ecc. Pertanto sembra che se uno ha la carità, le altre virtù siano superflue.
Obiezione 2: Inoltre, colui che ha un abito di virtù compie facilmente le opere di quella virtù, e quelle opere gli sono gradite per se stesse: quindi "il piacere preso in un'opera è segno dell'abito" (Ethic. ii, 3). Ora molti hanno la carità, essendo liberi dal peccato mortale, e tuttavia trovano difficile compiere opere di virtù; né queste opere sono loro gradite per se stesse, ma solo per amore della carità. Pertanto molti hanno la carità senza le altre virtù.
Obiezione 3: Inoltre, la carità si trova in ogni santo: e tuttavia ci sono alcuni santi che sono senza certe virtù. Infatti Beda dice (su Lc 17,10) che i santi sono più umiliati a causa del loro non avere certe virtù, di quanto siano rallegrati per le virtù che hanno. Pertanto, se un uomo ha la carità, non segue necessariamente che abbia tutte le virtù morali.
In contrario, Tutta la Legge è adempiuta attraverso la carità, poiché sta scritto (Rm 13,8): "Chi ama il suo prossimo, ha adempiuto la Legge". Ora non è possibile adempiere tutta la Legge, senza avere tutte le virtù morali: poiché la legge contiene precetti su tutti gli atti di virtù, come affermato nell'Etica (v, 1,2). Pertanto colui che ha la carità, ha tutte le virtù morali. Inoltre, Agostino dice in una lettera (Epis. clxvii) che la carità contiene tutte le virtù cardinali.
Rispondo che, Tutte le virtù morali sono infuse insieme alla carità. La ragione di ciò è che Dio non opera meno perfettamente nelle opere di grazia che nelle opere di natura. Ora, nelle opere di natura, troviamo che ogni volta che una cosa contiene un principio di certe opere, ha anche tutto ciò che è necessario per la loro esecuzione: così gli animali sono provvisti di organi con cui compiere le azioni che le loro anime danno loro il potere di fare. Ora è evidente che la carità, in quanto dirige l'uomo al suo fine ultimo, è il principio di tutte le opere buone che sono riferibili al suo fine ultimo. Perciò tutte le virtù morali devono necessariamente essere infuse insieme alla carità, poiché è attraverso di esse che l'uomo compie ogni diverso tipo di opera buona.
È quindi chiaro che le virtù morali infuse sono connesse, non solo attraverso la prudenza, ma anche a motivo della carità: e, ancora, che chiunque perde la carità attraverso il peccato mortale, perde tutte le virtù morali infuse.
Risposta all'obiezione 1: Affinché l'atto di una potenza inferiore sia perfetto, non solo deve esserci perfezione nella superiore, ma anche nella potenza inferiore: infatti se l'agente principale fosse ben disposto, non seguirebbe un'azione perfetta, se anche lo strumento non fosse ben disposto. Di conseguenza, affinché l'uomo operi bene nelle cose riferite al fine, ha bisogno non solo di una virtù che lo disponga bene al fine, ma anche di quelle virtù che lo dispongano bene a tutto ciò che è riferito al fine: poiché la virtù che riguarda il fine è il principio principale e movente rispetto a quelle cose che sono riferite al fine. Pertanto è necessario avere le virtù morali insieme alla carità.
Risposta all'obiezione 2: Accade talvolta che un uomo che ha un abito, trovi difficile agire in conformità con l'abito, e di conseguenza non provi piacere e compiacimento nell'atto, a causa di qualche impedimento sopravvenuto dall'esterno: così un uomo che ha un abito di scienza, trova difficile capire, per essere assonnato o indisposto. Allo stesso modo talvolta gli abiti della virtù morale sperimentano difficoltà nelle loro opere, a motivo di certe disposizioni ordinarie rimaste da atti precedenti. Questa difficoltà non si verifica rispetto alla virtù morale acquisita: perché gli atti ripetuti con cui esse sono acquisite, rimuovono anche le disposizioni contrarie.
Risposta all'obiezione 3: Si dice che certi santi non abbiano certe virtù, in quanto sperimentano difficoltà negli atti di quelle virtù, per la ragione detta; sebbene abbiano gli abiti di tutte le virtù.