I, q. 41 a. 6
Se più persone possano essere il termine di un unico atto nozionale
Quaestio 41 · Delle Persone in rapporto agli atti nozionali
Obiezione 1: Sembra che un atto nozionale possa essere diretto a più Persone, cosicché vi possano essere più Persone generate o spirate in Dio. Infatti chiunque ha la potenza di generare può generare. Ma il Figlio ha la potenza di generare. Dunque Egli può generare. Ma non può generare Se stesso: dunque può generare un altro figlio. Dunque vi possono essere più Figli in Dio.
Obiezione 2: Inoltre, Agostino dice (Contra Maxim. iii, 12): "Il Figlio non generò un Creatore: non che non potesse, ma che non conveniva".
Obiezione 3: Inoltre, Dio Padre ha maggior potenza di generare di quanta ne abbia un padre creato. Ma un uomo può generare più figli. Dunque anche Dio può: tanto più che la potenza del Padre non è diminuita dopo aver generato il Figlio.
In contrario, In Dio "ciò che è possibile", e "ciò che è" non differiscono. Se, dunque, in Dio fosse possibile che vi fossero più Figli, vi sarebbero più Figli. E così vi sarebbero più di tre Persone in Dio; il che è eretico.
Rispondo che, Come dice Atanasio, in Dio vi è solo "un Padre, un Figlio, uno Spirito Santo". Per questo si possono dare quattro ragioni.
La prima ragione è riguardo alle relazioni dalle quali soltanto le Persone sono distinte. Infatti poiché le Persone divine sono le relazioni stesse come sussistenti, non vi sarebbero più Padri, o più Figli in Dio, a meno che non vi fosse più di una paternità, o più di una filiazione. E questo, invero, non sarebbe possibile se non a causa di una distinzione materiale: poiché le forme di una specie non sono moltiplicate se non rispetto alla materia, che non è in Dio. Perciò non vi può essere che una sola filiazione sussistente in Dio: proprio come non vi potrebbe essere che una sola bianchezza sussistente.
La seconda ragione è presa dal modo delle processioni. Infatti Dio intende e vuole tutte le cose con un unico atto semplice. Perciò non vi può essere che una sola persona procedente secondo il modo di verbo, la quale persona è il Figlio; e una sola persona procedente secondo il modo di amore, la quale persona è lo Spirito Santo.
La terza ragione è presa dal modo in cui le persone procedono. Infatti le persone procedono naturalmente, come abbiamo detto (Articolo [2]), e la natura è determinata ad uno.
La quarta ragione è presa dalla perfezione delle persone divine. Per questa ragione il Figlio è perfetto, che l'intera filiazione divina è contenuta in Lui, e che non vi è che un solo Figlio. L'argomento è simile riguardo alle altre persone.
Risposta all'obiezione 1: Possiamo concedere, senza distinzione, che il Figlio ha la stessa potenza del Padre; ma non possiamo concedere che il Figlio ha la potenza "generandi" [di generare] prendendo così "generandi" come il gerundio del verbo attivo, cosicché il senso sarebbe che il Figlio ha la "potenza di generare". Proprio come, sebbene Padre e Figlio abbiano lo stesso essere, non segue che il Figlio sia il Padre, in ragione del termine nozionale aggiunto. Ma se la parola "generandi" [di essere generato] è presa come il gerundivo del verbo passivo, la potenza "generandi" è nel Figlio — cioè, la potenza di essere generato. Lo stesso si deve dire se è presa come il gerundivo di un verbo impersonale, cosicché il senso sia "la potenza della generazione" — cioè, una potenza mediante la quale si è generati da qualche persona.
Risposta all'obiezione 2: Agostino non intende dire con quelle parole che il Figlio potesse generare un Figlio: ma che se non lo fece, non fu perché non potesse, come vedremo più avanti (Questione [42], Articolo [6], ad 3).
Risposta all'obiezione 3: La perfezione divina e la totale assenza di materia in Dio richiedono che non vi possano essere più Figli in Dio, come abbiamo spiegato. Perciò che non vi siano più Figli non è dovuto ad alcuna mancanza di potenza generativa nel Padre.