I, q. 115 a. 5
Se i corpi celesti possano agire sui demoni
Quaestio 115 · L'azione della creatura corporea
Obiezione 1: Sembra che i corpi celesti possano agire sui demoni. Infatti i demoni, secondo certe fasi della luna, possono tormentare gli uomini, che per questo motivo sono chiamati lunatici, come appare da Mt 4,24 e 17,14. Ma questo non avverrebbe se non fossero soggetti ai corpi celesti. Dunque i demoni sono soggetti ad essi.
Obiezione 2: Inoltre, i negromanti osservano certe costellazioni per invocare i demoni. Ma questi non sarebbero invocati attraverso i corpi celesti a meno che non fossero soggetti ad essi. Dunque sono soggetti ad essi.
Obiezione 3: Inoltre, i corpi celesti sono più potenti dei corpi inferiori. Ma i demoni sono confinati in certi corpi inferiori, cioè, "erbe, pietre, animali, e in certi suoni e parole, forme e figure", come dice Porfirio, citato da Agostino (De Civ. Dei x, 11). Molto più dunque i demoni sono soggetti all'azione dei corpi celesti.
In contrario, I demoni sono superiori nell'ordine della natura ai corpi celesti. Ma l'"agente è superiore al paziente", come dice Agostino (Gen. ad lit. xii, 16). Dunque i demoni non sono soggetti all'azione dei corpi celesti.
Rispondo che, Vi sono state tre opinioni riguardo ai demoni. In primo luogo i Peripatetici negarono l'esistenza dei demoni; e sostennero che ciò che è ascritto ai demoni, secondo l'arte negromantica, è effettuato dal potere dei corpi celesti. Questo è ciò che Agostino (De Civ. Dei x, 11) riferisce essere stato sostenuto da Porfirio, cioè, che "sulla terra gli uomini fabbricano certi poteri utili a produrre certi effetti delle stelle". Ma questa opinione è manifestamente falsa. Infatti sappiamo per esperienza che molte cose sono fatte dai demoni, per le quali il potere dei corpi celesti non basterebbe in alcun modo: per esempio, che un uomo in stato di delirio parli una lingua sconosciuta, reciti poesie e autori di cui non ha precedente conoscenza; che i negromanti facciano parlare e muovere statue, e altre cose simili.
Per questa ragione i Platonici furono portati a sostenere che i demoni sono "animali con un corpo aereo e un'anima passiva", come dice Apuleio, citato da Agostino (De Civ. Dei viii, 16). E questa è la seconda delle opinioni menzionate sopra: secondo la quale si potrebbe dire che i demoni sono soggetti ai corpi celesti nello stesso modo in cui abbiamo detto che l'uomo è soggetto ad essi (Articolo [4]). Ma questa opinione è provata essere falsa da ciò che abbiamo detto sopra (Questione [51], Articolo [1]): poiché noi sosteniamo che i demoni sono sostanze spirituali non unite a corpi. Quindi è chiaro che essi non sono soggetti all'azione dei corpi celesti né essenzialmente né accidentalmente, né direttamente né indirettamente.
Risposta all'obiezione 1: Che i demoni tormentino gli uomini, secondo certe fasi della luna, accade in due modi. Primo, lo fanno per "diffamare la creatura di Dio", cioè la luna; come dicono Girolamo (In Matt. iv, 24) e Crisostomo (Hom. lvii in Matt.). Secondo, perché non essendo in grado di effettuare nulla se non per mezzo delle forze naturali, come detto sopra (Questione [114], Articolo [4], ad 2), essi tengono conto dell'attitudine dei corpi per il risultato inteso. Ora è manifesto che "il cervello è la più umida di tutte le parti del corpo", come dice Aristotele [*De Part. Animal. ii, 7: De Sens. et Sensato ii: De Somn. et Vigil. iii]: perciò è il più soggetto all'azione della luna, la cui proprietà è di muovere ciò che è umido. Ed è precisamente nel cervello che le forze animali culminano: perciò i demoni, secondo certe fasi della luna, disturbano l'immaginazione dell'uomo, quando osservano che il cervello è a ciò disposto.
Risposta all'obiezione 2: I demoni quando evocati attraverso certe costellazioni, vengono per due ragioni. Primo, per condurre l'uomo nell'errore di credere che vi sia qualche potere Divino nelle stelle. Secondo, perché considerano che sotto certe costellazioni la materia corporea è meglio disposta per il risultato per il quale sono evocati.
Risposta all'obiezione 3: Come dice Agostino (De Civ. Dei xxi, 6), i "demoni sono adescati attraverso vari tipi di pietre, erbe, alberi, animali, canti, riti, non come un animale è adescato dal cibo, ma come uno spirito dai segni"; vale a dire, in quanto queste cose sono offerte loro in segno dell'onore dovuto a Dio, del quale essi sono avidi.