III, q. 40 a. 4
Se Cristo abbia conformato la sua condotta alla Legge
Quaestio 40 · Del genere di vita di Cristo
Obiezione 1: Sembra che Cristo non abbia conformato la sua condotta alla Legge. Infatti la Legge proibiva di fare qualsiasi lavoro di sabato, poiché Dio "si riposò il settimo giorno da tutto il lavoro che aveva fatto". Ma Egli guarì un uomo di sabato e gli comandò di prendere il suo lettuccio. Perciò sembra che non abbia conformato la sua condotta alla Legge.
Obiezione 2: Inoltre, ciò che Cristo insegnava, quello anche faceva, secondo At 1,1: "Gesù cominciò a fare e a insegnare". Ma Egli insegnò (Mt 15,11) che "non" tutto "ciò che entra nella bocca contamina l'uomo": e questo è contrario al precetto della Legge, che dichiarava che un uomo diveniva immondo mangiando e toccando certi animali, come affermato in Lev 11. Perciò sembra che Egli non abbia conformato la sua condotta alla Legge.
Obiezione 3: Inoltre, colui che acconsente a qualcosa è dello stesso parere di colui che la fa, secondo Rm 1,32: "Non solo quelli che le commettono, ma anche quelli che approvano chi le commette". Ma Cristo, scusando i suoi discepoli, acconsentì alla loro violazione della Legge nel cogliere le spighe di grano di sabato; come è narrato in Mt 12,1-8. Perciò sembra che Cristo non abbia conformato la sua condotta alla Legge.
In contrario, Sta scritto (Mt 5,17): "Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti". Commentando queste parole, Crisostomo dice: "Egli adempì la Legge... in un modo, non trasgredendo nessuno dei precetti della Legge; in secondo luogo, giustificandoci mediante la fede, cosa che la Legge, nella lettera, non era in grado di fare".
Rispondo che, Cristo conformò la sua condotta in tutto ai precetti della Legge. In segno di ciò volle anche essere circonciso; poiché la circoncisione è una sorta di protesta del proposito di un uomo di osservare la Legge, secondo Gal 5,3: "Dichiaro a ogni uomo che si fa circoncidere, che egli è obbligato a osservare tutta la Legge".
E Cristo, invero, volle conformare la sua condotta alla Legge, primo, per mostrare la sua approvazione dell'Antica Legge. Secondo, affinché obbedendo alla Legge potesse perfezionarla e portarla a compimento in Se stesso, così da mostrare che essa era ordinata a Lui. Terzo, per togliere ai Giudei una scusa per calunniarlo. Quarto, per liberare gli uomini dalla soggezione alla Legge, secondo Gal 4,4.5: "Dio mandò il suo Figlio... nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge".
Risposta all'obiezione 1: Il Signore si scusa da ogni trasgressione della Legge in questa materia, per tre ragioni. Primo, il precetto della santificazione del sabato non proibisce l'opera Divina, ma l'opera umana: poiché sebbene Dio cessò il settimo giorno dalla creazione di nuove creature, tuttavia Egli opera sempre mantenendo e governando le sue creature. Ora, il fatto che Cristo operasse miracoli era un'opera Divina: quindi Egli dice (Gv 5,17): "Il Padre mio opera fino ad ora; e anch'io opero".
Secondo, Egli si scusa col motivo che questo precetto non proibisce le opere necessarie per la salute del corpo. Perciò dice (Lc 13,15): "Chi di voi, se ha un bue o un asino, non lo scioglie dalla mangiatoia per portarlo ad abbeverarsi nel giorno di sabato?". E più avanti (Lc 14,5): "Chi di voi, se un asino o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà subito fuori in giorno di sabato?". Ora è manifesto che le opere miracolose fatte da Cristo riguardavano la salute del corpo e dell'anima.
Terzo, perché questo precetto non proibisce le opere pertinenti al culto di Dio. Perciò Egli dice (Mt 12,5): "Non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel Tempio violano il sabato e tuttavia sono senza colpa?". E (Gv 7,23) sta scritto che un uomo riceve la circoncisione in giorno di sabato. Ora, quando Cristo comandò al paralitico di portare il suo lettuccio in giorno di sabato, questo apparteneva al culto di Dio, cioè alla lode della potenza di Dio. E così è chiaro che Egli non violò il sabato: sebbene i Giudei gli gettassero in faccia questa falsa accusa, dicendo (Gv 9,16): "Quest'uomo non è da Dio, perché non osserva il sabato".
Risposta all'obiezione 2: Con quelle parole Cristo volle mostrare che l'uomo è reso immondo quanto alla sua anima, dall'uso di qualsiasi sorta di cibi considerati non nella loro natura, ma solo in qualche significazione. E che certi cibi siano nella Legge chiamati "immondi" è dovuto a qualche significazione; onde Agostino dice (Contra Faust. vi): "Se si solleva una questione su porci e agnelli, entrambi sono puri per natura, poiché 'tutte le creature di Dio sono buone'; ma per una certa significazione gli agnelli sono puri e i porci immondi".
Risposta all'obiezione 3: Anche i discepoli, quando, essendo affamati, colsero le spighe di grano di sabato, sono da scusare dalla trasgressione della Legge, poiché erano pressati dalla fame: proprio come Davide non trasgredì la Legge quando, costretto dalla fame, mangiò i pani che non gli era lecito mangiare.