III, q. 40 a. 3
Se Cristo doveva condurre una vita povera in questo mondo
Quaestio 40 · Del genere di vita di Cristo
Obiezione 1: Sembra che Cristo non avrebbe dovuto condurre una vita povera in questo mondo. Perché Cristo avrebbe dovuto abbracciare la forma di vita più preferibile. Ma la forma di vita più preferibile è quella che è una via di mezzo tra ricchezza e povertà; poiché sta scritto (Prov 30,8): "Non darmi né povertà né ricchezza, ma dammi solo il necessario per vivere". Perciò Cristo avrebbe dovuto condurre una vita non di povertà, ma di moderazione.
Obiezione 2: Inoltre, la ricchezza esteriore è ordinata all'uso corporale come cibo e vestito. Ma Cristo conformò il suo modo di vivere a coloro tra i quali viveva, in materia di cibo e vestito. Perciò sembra che Egli avrebbe dovuto osservare il modo ordinario di vivere quanto a ricchezze e povertà, ed evitare l'estrema povertà.
Obiezione 3: Inoltre, Cristo invitò specialmente gli uomini a imitare il suo esempio di umiltà, secondo Mt 11,29: "Imparate da me, che sono mite e umile di cuore". Ma l'umiltà è massimamente lodevole nei ricchi; così sta scritto (1 Tim 6,17): "Ai ricchi di questo mondo raccomanda di non essere orgogliosi". Perciò sembra che Cristo non avrebbe dovuto scegliere una vita di povertà.
In contrario, Sta scritto (Mt 8,20): "Il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo": come se volesse dire, osserva Girolamo: "Perché desideri seguirmi per amore delle ricchezze e del guadagno mondano, dal momento che sono così povero da non avere nemmeno la più piccola dimora, e sono riparato da un tetto che non è mio?". E su Mt 17,26: "Perché non si scandalizzino, va' al mare", Girolamo dice: "Questo episodio, preso alla lettera, offre edificazione a coloro che lo ascoltano quando viene detto loro che il Signore era così povero da non avere di che pagare la tassa per Sé e per i suoi apostoli".
Rispondo che, Era conveniente per Cristo condurre una vita di povertà in questo mondo. Primo, perché questo era conforme al dovere della predicazione, per il quale scopo Egli dice di essere venuto (Mc 1,38): "Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto". Ora, affinché i predicatori della parola di Dio possano dedicare tutto il loro tempo alla predicazione, devono essere completamente liberi dalla cura delle cose mondane: il che è impossibile per coloro che possiedono ricchezze. Perciò il Signore stesso, inviando gli apostoli a predicare, disse loro (Mt 10,9): "Non procuratevi oro né argento". E gli apostoli (At 6,2) dicono: "Non è giusto che noi lasciamo la parola di Dio per servire alle mense".
Secondo, perché proprio come Egli assunse su di Sé la morte del corpo per donarci la vita spirituale, così sopportò la povertà corporale per arricchirci spiritualmente, secondo 2 Cor 8,9: "Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: che... da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà".
Terzo, affinché, se fosse stato ricco, la sua predicazione non fosse attribuita alla cupidigia. Perciò Girolamo dice su Mt 10,9, che se i discepoli avessero posseduto ricchezze, "sarebbero sembrati predicare per guadagno, non per la salvezza dell'umanità". E la stessa ragione si applica a Cristo.
Quarto, affinché quanto più umile appariva a causa della sua povertà, tanto più grande si mostrasse la potenza della sua Divinità. Quindi in un sermone del Concilio di Efeso (P. iii, c. ix) leggiamo: "Egli scelse tutto ciò che era povero e spregevole, tutto ciò che era di poco conto e nascosto alla maggioranza, affinché potessimo riconoscere che la sua Divinità ha trasformato la sfera terrestre. Per questo motivo scelse una povera vergine per Madre, un luogo di nascita ancora più povero; per questo motivo visse nell'indigenza. Impara questo dalla mangiatoia".
Risposta all'obiezione 1: Coloro che desiderano vivere virtuosamente devono evitare l'abbondanza di ricchezze e la mendicità, in quanto queste sono occasioni di peccato: poiché l'abbondanza di ricchezze è occasione di superbia; e la mendicità è occasione di furto e menzogna, o anche di spergiuro. Ma poiché Cristo era incapace di peccare, non aveva lo stesso motivo di Salomone per evitare queste cose. Tuttavia non ogni tipo di mendicità è occasione di furto e spergiuro, come Salomone sembra aggiungere (Prov 30,9); ma solo quella che è involontaria, per evitare la quale un uomo si rende colpevole di furto e spergiuro. Ma la povertà volontaria non è esposta a questo pericolo: e tale fu la povertà scelta da Cristo.
Risposta all'obiezione 2: Un uomo può nutrirsi e vestirsi in conformità con gli altri, non solo possedendo ricchezze, ma anche ricevendo il necessario per vivere da coloro che sono ricchi. Questo è ciò che accadde riguardo a Cristo: poiché sta scritto (Lc 8,2.3) che alcune donne seguivano Cristo e "lo assistevano con i loro beni". Infatti, come dice Girolamo su Mt 27,55, "Era un'usanza ebraica, né era ritenuto sbagliato per le donne, seguendo l'antica tradizione della loro nazione, provvedere ai loro istruttori cibo e vestiti con i propri mezzi. Ma poiché questo poteva dare scandalo ai pagani, Paolo dice di avervi rinunciato": così era possibile per loro essere nutriti da un fondo comune, ma non possedere ricchezze, senza che il loro dovere di predicare fosse ostacolato dall'ansia.
Risposta all'obiezione 3: L'umiltà non è molto da lodare in chi è povero per necessità. Ma in colui che, come Cristo, è povero volontariamente, la povertà stessa è segno di grandissima umiltà.