III, q. 38 a. 1
Se fosse conveniente che Giovanni battezzasse
Quaestio 38 · Del battesimo di Giovanni
Obiezione 1: Sembra che non fosse conveniente che Giovanni battezzasse. Infatti ogni rito sacramentale appartiene a una qualche legge. Ma Giovanni non introdusse una nuova legge. Dunque non era conveniente che introducesse il nuovo rito del battesimo.
Obiezione 2: Inoltre, Giovanni "venne mandato da Dio... come testimone" (Gv 1,6-7) in qualità di profeta; secondo quanto si legge in Lc 1,76: "E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo". Ma i profeti vissuti prima di Cristo non introdussero alcun nuovo rito, ma persuasero gli uomini a osservare i riti della Legge, come è chiaramente affermato in Malachia 4,4: "Ricordatevi della legge di Mosè, mio servo". Dunque neppure Giovanni avrebbe dovuto introdurre un nuovo rito di battesimo.
Obiezione 3: Inoltre, quando c'è un eccesso di qualcosa, non vi si dovrebbe aggiungere nulla. Ma i Giudei osservavano una superfluità di battesimi; poiché sta scritto (Mc 7,3-4) che "i farisei e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati spesso le mani... e tornando dal mercato non mangiano senza aver fatto le abluzioni; e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti". Dunque era sconveniente che Giovanni battezzasse.
In contrario, vi è l'autorità della Scrittura (Mt 3,5-6), la quale, dopo aver affermato la santità di Giovanni, aggiunge che molti andavano da lui "e si facevano battezzare nel Giordano".
Rispondo che, Era conveniente che Giovanni battezzasse, per quattro ragioni: primo, era necessario che Cristo fosse battezzato da Giovanni, affinché Egli santificasse il battesimo; come osserva Agostino (Super Joan., Tract. xiii).
Secondo, affinché Cristo fosse manifestato. Onde Giovanni stesso dice (Gv 1,31): "Affinché Egli", cioè Cristo, "fosse manifestato in Israele, io sono venuto a battezzare con acqua". Infatti egli annunciava Cristo alle folle che si radunavano attorno a lui; cosa che avveniva molto più facilmente così che se fosse andato in cerca di ogni singolo individuo, come osserva Crisostomo commentando San Giovanni (Hom. x in Matth.).
Terzo, affinché col suo battesimo abituasse gli uomini al battesimo di Cristo; perciò Gregorio dice in un'omelia (Hom. vii in Evang.) che Giovanni battezzava per questo motivo: "affinché, conservando la coerenza del suo ufficio di precursore, come aveva preceduto il Signore nella nascita, così battezzando precedesse Colui che stava per battezzare".
Quarto, affinché persuadendo gli uomini a fare penitenza, li preparasse a ricevere degnamente il battesimo di Cristo. Perciò Beda dice che "il battesimo di Giovanni fu tanto utile prima del battesimo di Cristo, quanto l'istruzione nella fede giova ai catecumeni non ancora battezzati. Infatti, proprio come egli predicava la penitenza, prediceva il battesimo di Cristo e attirava gli uomini alla conoscenza della Verità apparsa al mondo, così i ministri della Chiesa, dopo aver istruito gli uomini, li rimproverano per i loro peccati e infine promettono loro il perdono nel battesimo di Cristo".
Risposta all'obiezione 1: Il battesimo di Giovanni non era un sacramento in senso proprio [per se], ma una sorta di sacramentale, preparatorio al battesimo di Cristo. Di conseguenza, in un certo modo, apparteneva alla legge di Cristo, ma non alla legge di Mosè.
Risposta all'obiezione 2: Giovanni non fu solo un profeta, ma "più che un profeta", come affermato in Mt 11,9: poiché egli fu il termine della Legge e l'inizio del Vangelo. Dunque era di sua competenza condurre gli uomini, sia con la parola che con le opere, alla legge di Cristo piuttosto che all'osservanza dell'Antica Legge.
Risposta all'obiezione 3: Quei battesimi dei farisei erano vani, essendo ordinati meramente alla pulizia carnale. Ma il battesimo di Giovanni era ordinato alla pulizia spirituale, poiché induceva gli uomini a fare penitenza, come detto sopra.